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mercoledì | 14-01-2026

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Politica

Casucci (Noi Moderati): “Restituire alla Medicina Nucleare di Arezzo il ruolo di Unità Operativa Complessa”

«La situazione della Medicina Nucleare di Arezzo resta una ferita aperta per il nostro territorio». Con queste parole Marco Casucci, commissario provinciale di Noi Moderati, interviene sul declassamento della struttura, avvenuto circa dieci anni fa, da Unità Operativa Complessa a Unità Semplice Dipartimentale.
«Una scelta che continua a produrre effetti negativi – sottolinea – non solo sull’organizzazione interna, ma anche sulla possibilità per l’Azienda Sanitaria Toscana Sud-Est di dotarsi di una vera area dipartimentale, come invece avviene in altre Aree Vaste della regione».

Casucci ricorda come quella decisione sia stata «difficile da comprendere e ancor più da accettare, soprattutto se si considera la storia e il ruolo strategico della struttura aretina». In particolare, il commissario evidenzia il valore della PET-TAC dell’ospedale San Donato, «una delle prime in Toscana, donata nel 2005 grazie alla straordinaria generosità dei cittadini e al contributo di due milioni di euro del CALCIT».
«Si tratta di un patrimonio costruito dalla comunità – afferma – che merita rispetto e piena valorizzazione».

La Medicina Nucleare di Arezzo continua infatti a distinguersi per volumi di attività e qualità delle prestazioni. «Ogni anno vengono effettuati oltre 2.500 esami PET – ricorda Casucci – con un livello di attrattività che supera i confini regionali. È evidente che una struttura di tale complessità non possa restare priva di una Unità Operativa Complessa, né che il personale possa essere privato del giusto riconoscimento professionale».

Il commissario provinciale richiama inoltre come la richiesta di ripristinare la UOC rappresenti «una battaglia storica del CALCIT», condivisa anche dall’allora direttore generale Antonio D’Urso, che «aveva riconosciuto la solidità dei numeri e la rilevanza clinica dell’attività svolta».

Da qui l’appello diretto alla Regione Toscana. «Riportare la Medicina Nucleare di Arezzo al rango di Unità Operativa Complessa – conclude Casucci – sarebbe una vittoria per tutti: per i professionisti che ogni giorno garantiscono eccellenza, per i pazienti che trovano risposte rapide e qualificate e per un territorio che ha investito risorse, fiducia e identità in questo servizio. Attendiamo dalla Regione segnali concreti e finalmente positivi. Arezzo ha già dimostrato di meritare questo riconoscimento».