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venerdì | 27-02-2026

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Politica

Brandi: “La mutazione genetica del mestiere del Sindaco”

“Soltanto i fatti contano, noi siamo quel che facciamo”, se prendiamo per buono questo ragionamento, allora devo dire che nelle amministrazioni comunali qualcosa è cambiato. Fino a qualche tempo fa i compiti principali di un comune erano offrire servizi migliori e progettare il futuro del territorio.

Oggi no! Oggi i comuni, non tutti per la verità, spendono gran parte delle proprie energie e una fetta non trascurabile dei bilanci, per organizzare feste e spettacoli. Col tempo si sono trasformati in gigantesche pro-loco e i pochi amministratori che non seguono questa logica festaiola tendono a scomparire dalle cronache. Perché le cronache o sono mondane, oppure non sono niente.

È sicuramente divertente vedere amministratori pubblici agghindati da deficienti. Ma è questo ciò che si chiede a un sindaco?  O meglio, è solo questo? La prima cosa evidente, dentro questo carnevale, è la totale deresponsabilizzazione di chi è stato scelto per amministrare.

Ecco qualche esempio. Non funziona la raccolta dei rifiuti? La colpa è di SEI Toscana. Manca l’acqua? La colpa è di Nuove Acque. La rete del metano non arriva in tutte le frazioni? La colpa è di ESTRA. La sanità non va, la colpa è dell’ASL.  L’acqua invade le strade? La colpa è del Consorzio di Bonifica. Si potrebbe continuare all’infinito, tanto la colpa è sempre di qualcun altro.

Ci si dimentica però di dire che i sindaci siedono nelle assemblee delle aziende, votano i Consigli di Amministrazione, fanno parte delle conferenze dei sindaci. In poche parole hanno in mano gli strumenti per decidere ma, se li chiami in causa, la prima cosa che dicono è: “Noi non abbiamo poteri” e allora, se su aspetti fondamentali per la vita della gente, non avete poteri, che ci state a fare?

Ma siccome a casa non ci vuole andare nessuno, ecco che si sono inventati una nuova occupazione: organizzatori di feste.

Siamo contro le feste? No, tutt’altro, ma le feste e gli eventi devono essere il mezzo, non il fine. Eppure ogni anno la baldoria aumenta, perché alcuni amministratori, poco inclini ad assumersi responsabilità ma non stupidi, hanno capito che questi eventi aumentano in maniera esagerata, grazie all’uso dei social, la loro notorietà.  In pratica sindaci e assessori, usando le leve pubbliche, sono diventati promoter di se stessi. Tutto giusto se gestissero un’azienda privata, ma, purtroppo per loro, i cittadini li hanno votati per amministrare, sta qui il nocciolo della faccenda.  

E allora butto là una provocazione: dimettetevi!

Se tutto: dallo sviluppo economico all’urbanistica, dai servizi sanitari all’assetto del territorio, è in mano ad altri, voi non servite. In queste condizioni, per governare un comune bastano due figure: un ragioniere e un esperto di eventi, il resto non conta”.