Notiziario Aretino
Pupo sindaco, aretini campioni di curling, i costumi di Carnevale più ricercati
In attesa della sua partecipazione alla serata delle cover a Sanremo, il cantante Pupo a inizio settimana ha fatto sapere che se non avesse impegni con i suoi tour mondiali, si sarebbe candidato volentieri per le elezioni a Sindaco di Arezzo. Infatti ha detto che le sue canzoni darebbero soluzione a diversi problemi cittadini. Con CIAO darebbe la soluzione ai problemi del traffico invitando tutti ad andare in motorino (lo CIAO appunto). Con SU DI NOI (NEMMENO UNA NUVOLA) risolverebbe il problema che alla Fiera Antiquaria piove sempre. Con l’inno dell’Arezzo CANZONE AMARANTO (AREZZO CAVALLO RAMPANTE) oltre che portare fortuna alla squadra, ha invogliato il Presidente a progettare il nuovo stadio. Con FIRENZE SANTA MARIA NOVELLA metterebbe pace al dibattito sulla Stazione AV, anche perchè se continuano a perdere tempo in chiacchiere o preferire Creti a Rigutino, si farebbe prestare la canzone VAFFANCULO dall’amico Marco Masini. Con GELATO AL CIOCCOLATO affronterebbe il tema delle buche… nel senso che se prendi una buca il gelato te finisce in terra e il cono che rimane sopra rovesciato serve a segnalare la buca. Invece con la canzone FORSE, il Sindaco Pupo affronterebbe il tema dei lavori a Via Fiorentina, in cui FORSE la durata andrebbe accorciata, in cui FORSE non se ne viene a capo e in cui FORSE andrebbe dato respiro ai commercianti della zona, oltre al fatto che, stavolta senza FORSE, i costi son lievitati. A quel punto Pupo prenderebbe in prestito un vecchio successo di Fred Bongusto, che è UNA ROTONDA SUL MARE, in cui la rotonda è appunto quella di Via Fiorentina e il mare è il mare di quattrini per finirla. La modifica più importante che chiederebbe Pupo da Sindaco è quella di accorciare la fascia tricolore, perchè lunga così gli va a trainoni e gli druscia in terra. Non a caso l’unica Giunta che si sente di formare è quella al tacco delle scarpe. Altra modifica sarebbe la creazione del doppio assessore alla Famiglia, in quanto Pupo ha sia moglie che compagna. In molti gli chiedono come possa sopportare entrambe, ma lui risponde “Se gli aretini hanno sopportato per 20 anni prima il Fanfani e poi il Ghinelli… sopportare due mogli non è niente!“.
Nella settimane olimpiche e in concomitanza con il meraviglioso momento della squadra di calcio, Arezzo si riscopre città sportiva. Guardando in tv le partite di curling e vedendo i giocatori usare gli scopini sul ghiaccio, viene in mente quando ai tempi dell’Assessore Dringoli (e pure i successori), a causa dell’assenza di sale nelle strade ghiacciate, in molti aretini erano costretti a fare le stesse cose, tanto che a curling s’avrebbe fatto un culo come una stone (la pietra e non l’attrice) a tutti. Per non parlare dei tanti slalomisti presenti in città per evitare le buche cittadine o la pista con le “gobbe” per salire verso la Prefettura. E come detto, pure nel calcio, con l’Arezzo, è periodo di grande soddisfazione. L’avversario più pericoloso è il Ravenna, anche se ultimamente è un po’ a pezzi come i suoi mosaici e ha un andamento come le torri a caduta libera della loro Mirabilandia. Noi per scaramanzia ci tocchiamo i “maroni” (come dicono loro), ma se dalle loro parti c’è Lido di Classe, gli è rimasto solo il lido, perchè la classe ce l’hanno gli amaranto! Quindi Forza Arezzo, che meriterebbe molto più dei soliti affezionati allo stadio.
Anche Arezzo si è preparata a San Valentino e gli aretini hanno sfogato la loro fantasia sentimentale nell’omaggiare l’altra meta del loro cuore, con frasi, gesti e pensieri inerenti anche l’attualità cittadina. C’è chi ha fatto dichiarazione sopra una buca dicendo: “io e te 3 metri sopra il cielo… anzi, finchè non asfaltano, 2,80“. E poi c’è chi ha scritto: “Ti amo come tu fossi i lavori a Via Fiorentina… dove il tempo si è fermato per sempre e un minuto sembra infinito“. Oppure anche: “L’amore per te è come attraversare Campo di Marte. Tira dritto e non ti voltare indietro!“. O ancora “Dal primo momento che ti ho conosciuto, non sono riuscito a vedere niente altro… come se fossi sotto un lampione dei parchi“. Molti pure quelli che San Valentino è anche una liberazione, con dediche del tipo: “Te regalo l’Asmana ma stacce una settimana” oppure “Vai pure alla Spa ma cavete de qua“, o “Vai alle terme nei vasconi e stai fuori dai coglioni“, ma anche quella è una forma astratta di amore. Non a caso proprio San Valentino… ci perse la testa!
Ad Arezzo è caccia ai costumi più originali per la fine di Carnevale. C’è quello da comandante della Polizia Municipale, ma lo vogliono in 50. Poi c’è quello da Vicesindaco Tanti, con forbici, fascia tricolore e smartphone per farsi i video, fino a quello da Presidente della Regione Giani, tutto fradicio per i tuffi nei fiumi e ruscelli e con la lampada da (Eu) genio in mano. C’è quello da Candidato a Sindaco del PD che lo vorrebbe il Ceccarelli, ma qualcuno gli vorrebbe dare un gilet, perchè a molti del PD Ceccarelli fa cascare i bracci… Assente invece il vestito da Ghinelli… e non poteva essere altrimenti.
Continuiamo il nostro servizio di traduzione di termini ed espressioni aretine di difficile traduzione, attualmente di uso comune:
DOMENICA CHE CASINO CON LA MADONNA: Trattasi di frase né blasfema e né oltraggiosa. È in previsione della giornata piuttosto e fortunatamente affollata per le celebrazioni della Madonna del Conforto.
PIUTOSTO IL LUCERTOLA: Esclamazione di un aretino appena sente il nome di un possibile candidato a Sindaco a lui non gradito.
CARA… INGUASTITA: Espressione metà romantica, metà di disappunto, di chi acquista rose per San Valentino.
SUONA A ‘STA FAVA: non essendo ancora tempo di baccelli è la risposta comune a chi nel traffico avvia a suonare il clacson.
E per finire il proverbio della settimana: “Sia i malati, i belli e i brutti, chi ha ragione e chi c’ha torto; ci consoli sempre a tutti, la Madonna del Conforto”.




