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sabato | 31-01-2026

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Notiziario Aretino

Più ci si avvicina al Ceppo, più Arezzo è pieno zeppo

Col pienone del weekend dell’Immacolata, tra Città del Natale e Fiera Antiquaria (col bel tempo, evento nell’evento), si è registrata una presenza turistica da record assoluto in città, con affari d’oro per chi ha la fortuna di avere attività commerciali in centro. I bar a metà giornata avevano esaurito un po’ tutto… in qualche caso erano esauriti anche i baristi. Ai ristoranti rimaneva di servire semolino, mela cotta e caffè d’orzo (come al Garbasso anni ’80) perchè tutto il resto lo avevano finito. Chi vendeva biancheria intima ha esaurito mutande e slip da donna, comprate dalle turiste quando hanno alumato (termine estremamente aretino) che i bagni pubblici erano pochi). Pure chi vende oggetti sacri, i Santini li ha finiti tutti, per via di tutti i Santi nominati dai turisti alla ricerca o nell’attesa di un parcheggio. Però Arezzo piena di gente, seppur tra comprensibili disagi, era uno spettacolo. Sarebbe stato forse utile chiudere il traffico totalmente in centro per godersi ancora di più lo spettacolo e dare di conseguenza più respiro al traffico periferico, ma ormai è andata. C’era anche la Fiera…e decatti che non ha piovuto!
Nonostante gli anticipi sempre più dilatati nel tempo, molti aretini hanno ancora mantenuto la tradizione di realizzare Albero, Presepe e decori Natalizi nel giorno di Festa dell’8 Dicembre, Immacolata Concezione. E in particolare nei Presepi c’è chi vorrebbe attualizzarne i personaggi, come tradizionalmente accade a Napoli, realizzandovi situazioni aretine del momento. Ecco chi ha messo i pastori con le torce… perchè coi lampioni attuali a Arezzo se vede poco. Poi, visto che sono cominciate le asfaltature pre elettorali, c’è chi ha asfaltato il sentiero dei Re Magi, coi cammelli tutti scocciolati dalle buche che c’erano prima. Poi la Statuina di Don Alvaro… con una fila di persone che si vogliono confessare Poi c’è chi ha messo la statuina della Tanti con fascia tricolore e un paio di forbici da taglio/nastro in mano. Poi la statuina del Comandante della Municipale Poponcini, con al polso l’orologio che si regala ai futuri pensionati. Poi la statuina del Bertelli che cerca di comprare l’oro, l’incenso e la mirra ai Re Magi. Poi la statuina del Ceccarelli che si vorrebbe candidare anche a Sindaco, con vicino a lui personaggi tutti girati da un’altra parte. Introvabile la statuina del Sindaco uscente Ghinelli… già uscito da un pezzo.
Come cielo stellato un’idea potrebbe essere quella di atraccarci le bollette di Nuove Acque e TARI, già arrivate alle stelle da tempo. Qualcuno, per attualizzarlo agli ultimi giorni, ha aggiunto l’effetto nebbia, con lampate continue di sigaretta elettronica… ma un Presepe che sa di fragola o liquirizia non se può sentire!
Come già accennato nelle novità del Presepe, dopo che le buche hanno sfiorato a fine anno i numeri dei crateri della Luna, sono finalmente cominciate in città le asfaltature delle strade, cronologicamente chiamate asfaltature elettorali. Da qui a primavera e alla data delle elezioni, i ritmi delle asfaltature saranno tali che se non si sta attenti ci asfaltano anche i nani da giardino, lo zerbino e il piatto doccia. Non a caso, già alcuni tombini sono stati asfaltati dalle prime passate di catrame e ad altri rischia di succedere la stessa cosa. A quei fenomeni e pirati di ciclisti che di sera e di notte e senza lume viaggiano in velocità, si raccomanda di aggiungere un lume alla bici… altrimenti, data nebbia e illuminazioni, se non vi fate vedere, o vi prende una macchina, o vi asfalta il Comune!
Emozione in città per il passaggio della torcia olimpica di Milano/Cortina 2026, con alcuni tedofori locali che hanno accompagnato il fuoco di Olimpia nella nostra città. Tantissima anche la gente a vedere e salutare il passaggio della fiamma, compreso l’Assessore Scapecchi in rappresentanza del Comune.(Assente il Sindaco Ghinelli, anche se la presenza della fiamma poteva essere per lui una attrattiva in più…).
Alcuni incontentabili hanno, anche in questo caso, fatto presente il loro disappunto per il traffico rallentato, ma a questi, a proposito di Giochi Olimpici, andrebbe data la medaglia d’oro nella gara a chi rompe più i coglioni.
Arezzo vuol bene ed è da sempre riconoscente ai Giochi Olimpici, dato che l’attuale Stadio Comunale fu costruito proprio in occasione delle Olimpiadi Roma 1960 (ben 65 anni fa e qualcuno storce la bocca perchè si vorrebbe fare uno stadio nuovo). E allora buon viaggio Torcia Olimpica, ma sappi che se un giorno la fiamma olimpica invece che con la torcia, viaggiasse con un moccolo, la fiamma olimpica si accenderebbe ad Arezzo e non più sul Monte Olimpo!
A sostegno di turisti ignari di vocaboli aretini a loro misteriosi, continuiamo, a richiesta la pubblicazione di frasi e termini nostrani a loro sconosciuti:
  • DRUSCIONE: doppio significato. Uno potrebbe essere: andare vicino ad un obbiettivo, es. “STASERA GLI HO DATO UN DRUSCIONE A FINIRE DE STIRARE” ecc. ma può essere anche significato di urto. Es. “UNO HA DATO UN DRUSCIONE SUL MURO CON LA MACCHINA.
  • A CAZZO DI CANE. Non centra nulla la sterilizzazione veterinaria. Frase molto usata in questi giorni per via del tipo di parcheggio di molti turisti (e non) in occasione dei pienoni per la Citta del Natale.
  • PICCIA. Altrettanto usato in questi giorni, in quanto unità di misura visiva in caso di nebbia (non se vede una PICCIA). Sostituisce la più volgare e scurrile SEGA, anche perchè le suddette la vista la fanno ulteriormente calare.
  • POPONCINI. Potrebbero essere frutti fuori stagione, ma potrebbe essere il Comandante della Municipale prossimo alla Pensione, che l’attuale Giunta vorrebbe sostituire in decadenza. Anche il duo musicale ComaCose voleva chiamare POPONCINI il successo CUORICINI. Per questo motivo si sono poi separati..
E per finire il proverbio della settimana: “Più ce s’avvicina al Ceppo, più Arezzo è pieno zeppo. Le nostre strade hanno preso d’assalto, sia con le buche che col nuovo asfalto. Ma non salite in auto su in Prefettura; che per gomme e ammortizzatori, la vita è assai dura”.

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