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domenica | 08-02-2026

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Notiziario Aretino

Mattarella, Jovanotti e Valentino Rossi

Emozione e orgoglio per l’aretino di provincia Lorenzo Jovanotti, che è andato al Quirinale per ringraziare il Presidente Mattarella per la nomina a Commendatore della Repubblica.
E l’incontro tra Jovanotti e Mattarella è stato definito quello tra i due più grandi esponenti della pronuncia con la zeppola al posto della “esse” a livello nazionale. Ne è scaturito così un colloquio amichevole ma del tutto particolare e irripetibile. Mattarella gli ha subito detto: “Lei è un braviffimo cantante ed è feguitiffimo fui focial. La fua canfone da me preferita è Le tafche piene di faffi. Alle Olimpiadi Valentino Roffi mi farà da tramviere e faremo fuffultare gli italiani”.
E Jova ha risposto: “Prefidente per me è è un onore altiffimo effere qui da lei e la feguo fempre paffo dopo paffo nei fuoi difcorfi, fempre di alto fpeffore. Ma come fa a fopportare gente come Falvini, La Ruffa e la Falif dalla mattina alla fera? La invito a Cortona e poi la porto a mangiare a l’Offaia”.
Poi l’incontro è stato sospeso dai corrazzieri e dalla sicurezza perche tutto quelle zeppole nel dialogo e il relativo sputicchio cominciavano a recare danni agli affreschi del Quirinale. Mattarella e Jovanotti si sono salutati visibilmente commossi (ma c’è chi dice che non fossero lacrime ma gocce in faccia da effetto zeppola contro zeppola). Restano comunque due ragazzi fortunati, sia per loro che per tutti noi.

Dopo la vicenda dell’affresco dell’angelo restaurato a Roma con la faccia del Premier Giorgia Meloni (poi cancellata), anche ad Arezzo è stata fatta un’analisi su diverse opere d’arte a caccia di eventuali somiglianze o similitudini. Nel sogno di Costantino, l’imperatore che dorme ha i tratti somatici sia di Ghinelli (la barba e gli occhi), sia del suo predecessore Fanfani (lo si capisce dal valletto appoggiato sul letto che sta per addormentarsi, come tutti facevano quando appunto Fanfani leggeva Dante). Adesso il sogno dei cittadini (e non di Costantino) è che in città possa arrivare un Sindaco che dorma di meno e faccia sognare la città.
Il monumento a Guido Monaco pare somigli invece al Comandante della Municipale Poponcini. Guido Monaco è nell’atto di posare il libro della scrittura della musica, mentre chi ci vede Poponcini, dice che sta posando il libretto delle multe, data la sopraggiunta e meritata pensione. Lo sguardo verso la lì vicina stazione mobile degli agenti nella piazza sembra dire: “Che cazzo s’è fatta a fare se è sempre chiusa?”
Al posto del cappello della divisa c’è quasi sempre un piccione, a ricordare che forse a Guido Monaco il cappuccio era meglio se glielo facevano in testa invece che lasciarglielo nel collo e che quindi Poponcini, ora che è in pensione, il cappuccio se lo faccia fare al bar.

Fanno tremare il mondo intero e non solo gli USA, le nuove rivelazioni emergenti dagli “Epstein Files” e diffusi dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Siamo talmente spiati che pare ci siano nomi e cognomi anche aretini, alcuni eccellenti, di gente che fa la panzanella senza cipolla; i topini senza noce moscata; la minestra de fagioli senza l’aglio; la minestra de pane senza cavolo; che non mette l’olio nella grandinina; che di nascosto apre il frigo, dà un morso al parmigiano e lo rimette dentro; che sempre di nascosto mangia la nutella a ditate nel bicchiere; che assaggia i crostini de nascosto e poi si pulisce le mani alle tende di sala; che tira lo sciacquone prima di scrollare la pisciata; che russa da sveglio; che piglia la macchina per fare 200 metri e poi si lamenta del traffico; che c’ha il santino della Madonna del Conforto in macchina e poi moccola se non gli danno la precedenza; che si scaccola ai semafori talmente tanto che prima che arrivi il verde, il verde lo ha già messo in bocca; che se bagna con la guazza anche se non è di Guazzino; che se fa il ponte e non è di Ponticino” e chi è del gatto anche se non è del Gattolino.
Altre rivelazioni dagli Epstein Files stanno per arrivare e Arezzo, come il mondo, non dorme tranquilla e non date la colpa a chi russa!

In questi giorni, oltre all’Esotika Pet Show dedicato ad animali da compagnia e rari, ad Arezzo è presente anche “Giappone in Fiera”, con possibilità di immergersi nella cultura del sol levante, con street food, area manga, cerimonie del tè e arti marziali. Il tutto per celebrare il rapporto millenario tra Arezzo e il Giappone che si è radicato fino ad oggi.
D’altronde il termine “Sayonara” (addio o arrivederci) viene appunto da Saione che essendo zona già all’epoca poco sicura, la gente tendeva ad allontanarvisi. Il termine “Arigatò” (grazie) nacque quando un turista giapponese mangiò finalmente salmone dopo che per giorni gli venne servita aringa. E lui per dire grazie storpiò il nome aringa, accompagnandolo col plateale e volgare gesto dell’ombrello… da cui “Ariga…tò”.
Resta il fatto che comunque l’aringa, a confronto con il loro Sushi, è pregiata come il salmone o il caviale. Ma anche il Giappone ha influenzato la vita sociale aretina di tutti i giorni. Ad esempio il filosofo OKIO ANDO PISHI che raccomandava di non farla mai fuori dal vaso, o A KATTO SIKURO, famosissimo fichiere e latin lover. Fino alla famiglia KATO, con numerosi personaggi ispiratori: da HOBU KATO, che prendeva sempre le buche, a IMBU KATO che riusciva sempre a entrare ai concerti senza pagare o presentare invito, al contrario del fratello MANBRAS KATO che lo beccavano sempre. Fino alla pecora nera della famiglia, NONMANNO MAIKA KATO, che nessuno prendeva mai in considerazione.
È importante quindi tenere buoni rapporti col “sol levante”, anche quello termine aretino, perchè alla Fiera Antiquaria il sole si leva…. dai coglioni!

Continuiamo il nostro servizio di traduzione istantanea di frasi e termini aretini, di difficile traduzione attualmente in uso:
TEDOFORI: non quelli che portano la fiamma olimpica, ma minaccia a regolare i conti all’uscita del locale.
PIUTOSTO L’ARCATTO: espressione in uso di chi ha appena saputo quanto costano i coriandoli al Carnevale di Foiano.
O FALLI DU FIOCCHI: Doppio invito: al meteo perchè nevichi, o a qualcuno di casa perchè prepari gli attuali dolci.

E per finire il proverbio della settimana: O che belli i Giardini Porcinai, quando saran tutti fioriti, anche se nessuno qui sa mai, quando de preciso l’avran finiti!