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sabato | 29-11-2025

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Notiziario Aretino

Breviario per turisti in visita alla Città del Natale. Orgoglio per il palazzo ‘Arezzo’ a Hong Kong

Già molta gente per il primo weekend della città del Natale, fin dalla cerimonia di inaugurazione, con l’immancabile taglio del nastro della Vice Sindaco Tanti. (Il Sindaco più del nastro, aveva tagliato la corda). Spettacolari i nuovi giochi di luci e immagini proiettati sulle facciate dei palazzi in Piazza Grande e nel Palazzo Comunale. Bel colpo d’occhio anche con le “Firefly Field”, le luci a effetto lucciole al Praticino, che saranno ripetute anche all’Anfiteatro, che di recente, proprio al lumicino si erano viste le aperture. Belli anche gli uomini e le ragazze/mongolfiera, anche se in molti a Arezzo han sempre dichiarato che portassi dietro la moglie, il marito o la suocera, è portassi dietro una palla tutto l’anno… quindi si era abituati. Una vera meraviglia anche la “Brick House Art”, dove si possono ammirare tante opere realizzate con mattoncini tipo Lego. L’affinità LEGO/Arezzo è storicamente provata anche da frasi tipo: “Me la LEGO al dito” quando qualcuno ti fa un torto, o “Te ce LEGO” quando i figlioli non vogliono studiare, fino a “Te lo LEGO” quando qualcuno piscia de fuori… in tutti i sensi. Ma la magia vera dell’atmosfera prenatalizia, si è avuta quando sono cominciati a girare numerosi video di cinghiali, anche di grossa taglia, che pascolavano nelle rotonde cittadine, proprio accanto alle decorazioni luminose. Quei cinghiali illuminati a colori intermittenti hanno subito scatenato la fantasia degli aretini, che ora incominciano a chiedere le statuine dei cinghiali insieme a quelle delle pecore, per il Presepe. Qualcuno vorrebbe anche sostituire il puntale dell’Albero con un grifo di cinghiale, ma più che un albero decorato diventa un albero ungulato… che solo la parola, al pensiero poi di piegarsi per mettere i regali… ti mette disagio. Pure Babbo Natale, saputo dei cinghiali accanto alle decorazioni, avrebbe pensato di legarli alla slitta per far riposare le renne. Ma al primo tentativo di prova, più che volare, si è trovato dentro una spinaia e la sua famosa risata OH OH OH, si è trasformata in OHI OHI OHI per via dei spini mentre l’OHINK OHINK OHINK dei cinghiali copriva il tintinnio dei campanelli della slitta. Le città del nord per Natale offrono romantiche scene di laghi e cigni… da noi invece di cigni… abbiamo cignali, ma fa parte del processo di avvicinamento a quelle latitudini e col villaggio tirolese siamo già a buon punto!

In questo contesto di belle luci, fa da contraltare l’illuminazione pubblica già scarsa, che in settimana ha raggiunto il culmine quando in zona parcheggio e sottopasso Baldaccio, l’illuminazione è saltata del tutto, creando un’atmosfera talmente dark che se uno portava una provetta al centro prelievi, il sangue te se ghiacciava anche se te l’avevano già prelevato. I due tunnel erano talmente oscuri e tenebrosi che al pensiero che quando diluvia si allagano, in molti han pensato: “O vai, se qui se fa el buio e l’acqua, col buio siamo un pezzo avanti, speriamo bene con l’acqua”. In questo contesto cittadino di scarsità di illuminazione pubblica, chi ci vede bene sono i postini che portano le bollette della TARI, che, a differenza delle illuminazioni, è aumentata. E da qui il tam tam dei cittadini da “TARIvenisse un colpo” a “TARIva prima la bolletta che il camion a vuotare i bidoni”. Ma i peggio sono quelli che, anche a bidone vuoto o comunque non pieno, la spazzatura la lasciano a terra. Quelli, più che Tari, son proprio tarati.

Orgoglio cittadino, quando in questi giorni si è ricordato che a Hong Kong da oltre 10 anni esiste un grattacielo di 48 piani chiamato Arezzo. Non ben precisati i motivi della scelta del nome. Secondo alcuni è per via dei moccoli quando si guasta l’ascensore, mentre per altri è per via che il proprietario, un costruttore di Hong Kong, si invaghì talmente tanto di una nostra concittadina, che qualsiasi cosa fa quando la pensa, gli si rizza subito. (il progetto prevedeva infatti solo una palazzina a 3 piani). Altri dicono, visto che il grattacielo venne inaugurato in quel periodo, che lì sono finiti molti dei soldi del crack di Banca Etruria, ma siamo convinti siano finiti molto più vicino di quanto si pensi.
Resta però il fatto che fa piacere che il nome della nostra città sia legato ad una struttura così maestosa. Presto ce ne saranno altre sparse in tutto il mondo. Verrà chiamata infatti “Cantiere Via Fiorentina” una Piramide egizia emersa di recente in un deserto non lontano da Il Cairo. Il nome è stato scelto perchè anche li, come al cantiere di Via Fiorentina, intorno è tutta sabbia, e dà la sensazione di lavori durati millenni. Perlomeno al Cairo però, coi tanti soldi spesi, ci hanno cavato qualcosa.
Invece alle isole Svalbard in Norvegia, dove in inverno per due mesi non vedono la luce del sole, è stato chiamata “Fiera Antiquaria Arezzo” qualsiasi mercato venga fatto in quel periodo, dato che la mancanza del sole ricorda quel nome. Da notare comunque che il crepuscolo presente alle isole Svalbard è comunque più luminoso, di molti nostri lampioni pubblici.

Terminiamo pubblicando volta per volta il significato di alcuni termini profondamente aretini che molti turisti presenti alla Città del Natale non riescono a comprendere:
ACOSTETE: caloroso invito a fare spazio in una strada, mentre si è a piedi o in auto.
SCROLLETE: consiglio a togliersi di dosso molliche di brezel o altre specialità dei mercatini.
INGULUPPETE BENE: Dato l’abbassamento termico, invito a indossare subito indumenti pesanti, magari appena acquistati.
SCIABURDITO: offesa generica in cui non centrano niente gli sci o sport invernali.

E per finire il proverbio della settimana: Alla Stazione c’è la stella Cometa, ma per l’alta velocità ancor non c’è meta. Anche i politici han perso la verve…. perchè non han capito a chi cazzo poi serve.