Notiziario Aretino
Beppe “Sugar” Angiolini sindaco? Dal taglio delle giacche al taglio della cravatta: Palazzo Cavallo prêt-à-porter
L’ultimo di Carnevale ad Arezzo ha visto l’ormai tradizionale festa di bambini in Piazza Sant’Agostino con la parata dei personaggi Disney e trenino a disposizione di tutti. Era più facile trovare un treno puntuale e comodo al Carnevale che alla Stazione vera, nell’attesa di sapere se l’eventuale Stazione AV la faranno a Rigutino, a Creti, a Chiusi, a Frittole, a Casa Carusino, a Stroppiello, al molo su la Chiana a Cesa, o nel garage del Fatucchi. Per la parata Disney qualcuno ha chiesto a Paperino, Topolino e Pippo se fossero disponibili a candidarsi a Sindaco, visto che ancora a Arezzo i candidati in parecchi nicchiano… ma senza far de corpo. Ai 7 nani non è stato chiesto niente, perchè avevano i picconi da miniera in mano e a Arezzo di cantieri ce n’è già abbastanza. Casomai in qualcuno manca manodopera e le nanotecnologie potrebbero essere utili. Per gli adulti, invece, iniziative di Carnevale molto in sordina, con pochissimi in giro in costume per l’ultima serata del Carnevale. Solo a Foiano il Carnevale continua oltre le Sacre Ceneri, per via della sfida dei carri e delle mascherate tra i 4 Cantieri del Paese. Se a Arezzo il Carnevale durasse in base ai cantieri che ci sono al giro, lo stesso Carnevale finirebbe a inizio Città del Natale, con i fiocchi di zucchero al posto dei fiocchi di neve. E a quel punto, a fare il confronto, il Carnevale di Rio de Janeiro è come la Banda dello Zivago di Indicatore.
E in concomitanza dell’ultimo giorno di Carnevale, ad Arezzo, come in tutto il mondo, è iniziato, per l’Oroscopo Cinese, l’Anno del Cavallo e in particolare del Cavallo di Fuoco. Il rapporto di Arezzo col cavallo è a dir poco basilare nella vita sociale di tutti i giorni. Il cavallo appare sullo stemma Municipale e dà nome anche al Palazzo del Comune, che appunto si chiama Palazzo Cavallo. Di conseguenza il cavallo è anche lo stemma della squadra di calcio e di altre realtà sportive e sociali, oltre al fatto che a cavallo si corre la Giostra del Saracino, la manifestazione più importante della città. Ma il cavallo ad Arezzo è presente sempre nel modo di vivere di noi aretini, al di là dell’Oroscopo Cinese. Vedendo il Ghinelli, infatti, la gente dice subito: “Meno male che tra 3 o 4 mesi ce s’è fatta a cavallo“. Chi vede e passa davanti al cantiere di Via Fiorentina, esclama: “Sarebbe l’ora de cavallo” Pure nella moda va di moda il cavallo alto, mentre se uno ti dice :”So’ andato a cavallo” non è detto sia stato per forza al maneggio, ma potrebbe essere andato dal dentista. In amore, la parola cavallo fa pensare alla fine di un rapporto intimo. Quindi buon anno del cavallo a tutti e se si tratta del cavallo di fuoco, no problem. Noi di Arezzo a pigliar fuoco ce se mette quanto ad andare in terra… che con tutte ‘ste buche è ancora più facile!
Prosegue la lunga fase di stallo sulle prossime candidature a Sindaco. In settimana il PD, dopo lungo travaglio ha nominato Vincenzo Ceccarelli come proprio candidato. Ceccarelli, che di poltrone ormai ha più esperienza degli artigiani della qualità degli spot televisivi, è già stato Presidente della Provincia e Assessore ai Trasporti della Regione. È di origine casentinese, ma ultimamente in Casentino han preso più voti le suore domenicane a Bibbiena e si è fatto vedere meno del fantasma del Castello di Poppi. Lui vorrebbe fare il campo largo, ma con quanto ha piovuto, nei campi c’è parecchia mota, ci vuole i sciantillì, perchè la Zenna, il Corsalone e il Talla son belli gonfi (come la gente). Ceccarelli ha proposto al Candidato Civico Marco Donati di affrontarsi alle primarie, ma Donati, che le aveva proposte in tempi non sospetti, gli ha risposto con un OTA (Ora T’Apro). Con Ceccarelli nominato dal PD si è defilato dai candidati il Fondatore di Rondine Cittadella della Pace, Franco Vaccari. Con lui Sindaco, qui ad Arezzo si poteva scherzosamente creare una sorta di “Foro Boario Istituzionale” unico al mondo, con appunto Vaccari Sindaco, Migliavacca Vescovo e Manzo Presidente della squadra di calcio. A quel punto chi si chiamava Vitellozzi, Torelli o Bovini avrebbe avuto ottime possibilità di inserimento in varie realtà aretine. Niente di nuovo neppure dal Centrodestra, con Ghinelli che sembra lasciare un vuoto più grande del vuoto che a volte lasciava da Sindaco. Attualmente non si sa chi comanda, ecco che allora il nome di Comanducci potrebbe mettere tutti d’accordo.
Ma il nome “bomba” dell’ultim’ora è quello di Beppe “Sugar” Angiolini. Se lui diventasse Sindaco, la fascia tricolore la farebbe con le pence, le trine e col suo brand. Formerebbe la Giunta Comunale dopo che la giunta l’ha sempre fatta ai pantaloni e alle giacche e se in Consiglio Comunale ci si dovrà arocciare le maniche, proporrà ai consiglieri camicie a polsini larghi o elasticizzati. Si spera non ci siano consiglieri a cui brucerà il collo, ma eventualmente Beppe Sugar toglierà l’obbligo cravatta, in modo da sbottonare il colletto della camicia e fare arrivare più aria al collo. Quello che è certo è che se in passato in qualche Giunta qualcuno faceva camiciola al Sindaco… nel caso il Sindaco fosse Beppe Sugar, le camiciole se le fa e crea da solo!
E per finire il proverbio della settimana: “Non si sa chi sarà il Primo Cittadino, per ora giocon tutti a nascondino. Se invece giocassero a bollini, ce sarebbero più buche che cittini”.




