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giovedì | 05-03-2026

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Mobilità

Medioetruria, summit Toscana/Umbria. Proietti: “Nuovo tavolo ministeriale”. Ceccarelli: “Rigutino senza dubbi, ma rafforzare AV ad Arezzo”

Torna al centro del dibattito il tema della mobilità ferroviaria nell’Italia centrale e, in particolare, il progetto della stazione dell’alta velocità Medioetruria a poche ore dall’incontro pubblico previsto per sabato 7 marzo a Chiusi Scalo (Si). L’appuntamento, promosso dai Comuni di Chiusi (Si) e Castiglione del Lago (Pg), riunirà rappresentanti istituzionali di Toscana e Umbria per discutere del futuro dei collegamenti lungo la direttrice ferroviaria Roma–Firenze, una delle più importanti del Paese.

All’iniziativa parteciperanno il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni e l’assessore alle infrastrutture della Regione Umbria Francesco De Rebotti. Una presenza che conferisce all’incontro un chiaro peso politico: le due Regioni scelgono infatti di confrontarsi direttamente su criticità e prospettive che riguardano migliaia di pendolari, studenti e imprese dei territori di confine.

Mobilità e aree interne al centro del confronto

Il dibattito partirà dalla qualità dei servizi ferroviari lungo la linea che collega il Centro Italia con il Nord e il Sud del Paese, con particolare attenzione alle esigenze delle aree interne tra Toscana e Umbria. Sul tavolo ci saranno questioni concrete: i tempi di percorrenza verso Roma e Firenze, il rafforzamento dei collegamenti Intercity, il potenziamento dei treni regionali – soprattutto in direzione Siena e Perugia – e la costruzione di un sistema di coincidenze più efficiente.

Tra i temi più discussi anche la possibilità di aumentare le fermate dell’alta velocità nelle stazioni intermedie, nodo che si lega direttamente al dibattito sulla futura stazione Medioetruria.

Per il sindaco di Chiusi Gianluca Sonnini, l’incontro rappresenta un passaggio strategico per l’intero territorio:

«Questo appuntamento è importante per tutte le aree interne tra Toscana e Umbria. La presenza congiunta degli assessori regionali è un segnale di attenzione significativo e l’occasione per avviare un confronto concreto sulle soluzioni necessarie a garantire servizi ferroviari più adeguati alle esigenze delle nostre comunità, dei lavoratori e degli studenti. Le stazioni intermedie non possono essere considerate marginali: sono infrastrutture strategiche per lo sviluppo e la coesione territoriale».

Sulla stessa linea il sindaco di Castiglione del Lago Matteo Burico, che inserisce l’incontro nel quadro della collaborazione tra le due Regioni:

«L’appuntamento si colloca nel solco del patto tra Umbria e Toscana per l’Italia mediana. In questi mesi la collaborazione ha già prodotto risultati concreti, come l’adduzione dell’acqua di Montedoglio al Lago Trasimeno. Allo stesso modo oggi chiediamo che i servizi ferroviari diventino una priorità condivisa, perché infrastrutture efficienti significano sviluppo, attrattività e qualità della vita».

Il nodo Medioetruria e il confronto con il Governo

Si riaccende inevitabilmente tema della localizzazione della stazione dell’alta velocità Medioetruria, progetto pensato per servire l’area compresa tra Toscana e Umbria.

Nelle ultime ore la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha ribadito l’importanza dell’infrastruttura, sottolineando però la necessità di una decisione condivisa tra le istituzioni.

«Per noi l’alta velocità è un fattore imprescindibile – ha dichiarato Proietti – ma, visto che l’infrastruttura dovrebbe essere realizzata in Toscana, è fondamentale che la Regione Toscana possa esprimere il proprio parere sulla collocazione».

La presidente ha annunciato che, insieme al governatore toscano Eugenio Giani, è stata avanzata la richiesta di un nuovo tavolo ministeriale con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con il Ministero dell’Economia per affrontare il tema dei finanziamenti e individuare rapidamente una soluzione. La proposta tecnica attualmente sul tavolo del ministero guidato da Matteo Salvini, che individua il sito di Creti, continua infatti a suscitare perplessità.

Il dialogo tra le due Regioni non riguarda però soltanto l’alta velocità. Proietti ha richiamato anche il tema dei treni regionali sulla linea lenta, in particolare il convoglio 598 utilizzato da molti pendolari umbri e toscani.

«Abbiamo chiesto con forza al Governo di non dirottarlo sulla linea lenta – ha spiegato – perché tempi di percorrenza più lunghi metterebbero in difficoltà intere famiglie di lavoratori».

Le posizioni politiche: partecipazione e alternative

Sul progetto Medioetruria interviene anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale toscano Luca Rossi Romanelli, che chiede maggiore trasparenza nel processo decisionale.

«Parliamo di un’infrastruttura che può incidere profondamente sul futuro del sud della Toscana, un’area con indicatori economici più fragili rispetto al resto della regione – afferma –. Per questo riteniamo necessario avviare un vero percorso partecipativo che coinvolga cittadini, amministrazioni locali e istituzioni regionali, come previsto dalla legge regionale sulla partecipazione».

Secondo Romanelli non sarebbe da escludere anche l’ipotesi di potenziare le fermate dell’alta velocità già esistenti, come quelle di Arezzo e Chiusi, soluzione che potrebbe risultare più semplice e meno costosa rispetto alla realizzazione di una nuova stazione.

L’ipotesi Rigutino e il dibattito nel territorio aretino

Una posizione più netta arriva invece da Vincenzo Ceccarelli, impegnato con Alleanza Progressista nella candidatura a sindaco di Arezzo.

Per Ceccarelli la soluzione più logica per Medioetruria sarebbe Rigutino, frazione del comune di Arezzo.

«Rigutino garantirebbe una reale interconnessione con la linea lenta che collega Toscana e Umbria – sostiene – mentre Creti nascerebbe in una zona isolata. Inoltre sarebbe la soluzione più vicina e funzionale per il bacino di utenza di Arezzo».

Secondo l’ex assessore regionale alle infrastrutture, proseguire sulla progettazione del sito di Creti rischierebbe di trasformarsi in uno spreco di risorse pubbliche. Parallelamente, Ceccarelli sottolinea l’urgenza di interventi immediati:

«Nel frattempo serve potenziare le fermate dell’alta velocità nella stazione di Arezzo, per offrire risposte concrete ai cittadini della Toscana meridionale».

Un confronto aperto al territorio

L’incontro del 7 marzo sarà aperto anche alla partecipazione di istituzioni locali, associazioni di categoria, comitati e rappresentanti del mondo produttivo. L’obiettivo dichiarato è costruire una piattaforma di proposte condivise da portare ai tavoli regionali e nazionali.

In un’area che da tempo rivendica maggiore attenzione infrastrutturale, il confronto tra Toscana e Umbria sulla mobilità ferroviaria assume così un valore che va oltre la singola opera. È il tentativo di rafforzare quell’“Italia mediana” evocata dalle due Regioni: territori di confine che, unendo le forze, cercano di contare di più nelle scelte strategiche del Paese.