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mercoledì | 21-01-2026

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Lavoro

Servizi front office ASL Toscana Sud Est: Formula Servizi respinge le accuse di CGIL e CISL

In relazione al comunicato diffuso il 15 gennaio dalle organizzazioni sindacali sul servizio di front office dell’Azienda USL Toscana Sud Est in provincia di Arezzo, Formula Servizi interviene per chiarire la propria posizione, respingendo le accuse avanzate da CGIL e CISL in merito al mancato consolidamento degli orari e alla presunta condotta antisindacale.

Consolidamento delle ore supplementari

Secondo quanto affermato dalla cooperativa, il tema del consolidamento sarebbe già stato affrontato nel corso del confronto sindacale. In una nota del 9 gennaio 2026, ricorda l’azienda, le stesse organizzazioni sindacali avevano espresso soddisfazione rispetto alla disponibilità dichiarata da Formula Servizi di riconoscere un’ora di consolidamento per ciascun operatore. Una disponibilità che, sottolinea la cooperativa, è stata manifestata pur avendo riscontrato che l’intero monte ore oggetto della discussione fosse riconducibile a esigenze di sostituzione e a picchi di straordinarietà, e non a un fabbisogno strutturale stabile.

Sicurezza, logistica e ruolo della committenza

Formula Servizi respinge inoltre ogni addebito relativo alle criticità segnalate su salute, sicurezza e logistica, come il freddo eccessivo o la condivisione degli spazi di lavoro. Tali aspetti – precisa l’azienda – rientrano nella competenza specifica dell’Azienda Sanitaria, in qualità di ente appaltante. La cooperativa evidenzia come la risoluzione di queste problematiche richieda interventi e tempistiche compatibili con la loro natura, demandati esclusivamente alla committenza pubblica.

Sciopero giudicato “privo di presupposti”

Netta anche la posizione sull’annunciato sciopero e sullo stato di agitazione: per Formula Servizi la proclamazione appare inopportuna e priva di presupposti, soprattutto per quanto riguarda il coinvolgimento diretto della cooperativa. L’azienda contesta inoltre il ricorso ai mezzi di informazione per la diffusione di argomentazioni su cui, a suo dire, erano già previsti ulteriori momenti di confronto tra le parti.

Nessuna condotta antisindacale e servizi minimi garantiti

La cooperativa rigetta fermamente la minaccia di un’accusa di condotta antisindacale, richiamando l’articolo 26 del Capitolato speciale per l’affidamento dei servizi di front office e la Legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali. In tale quadro, Formula Servizi ribadisce l’obbligo di garantire i servizi minimi: in assenza di indicazioni diverse da parte dell’ente appaltante, la dotazione organica prevista in caso di sciopero per il 21 gennaio 2026 resta fissata a 45 operatori.

Disponibilità al confronto

Per smentire l’affermazione secondo cui l’azienda “non avrebbe fornito alcuna risposta”, Formula Servizi conferma la propria disponibilità a un incontro con le OO.SS. il 20 gennaio 2026 alle ore 11, presso una sede che verrà indicata dalle stesse organizzazioni sindacali, come già comunicato in precedenza.

La dichiarazione della direzione

In una nota conclusiva, la direzione della cooperativa ribadisce:
«Confermiamo la disponibilità a consolidare un’ora ad operatore, anche se non pienamente dovuta, con l’intento di ridurre uno scompiglio che riteniamo incomprensibile. Questa iniziativa si inserisce in un percorso pluriennale di impegno, anche economico, della nostra cooperativa, che ha sostenuto integralmente gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi, non sempre pienamente ristorati dalla committenza. Appare quindi curioso che si parli di “maggior profitto”, considerando che nello stesso territorio, nel contesto CUP della libera professione, ci facciamo carico da anni di rilevanti ammanchi economici rispetto ai costi delle retribuzioni, sempre regolarmente e pienamente garantite».

La posizione di Formula Servizi si colloca dunque su un piano di ferma contestazione delle accuse sindacali, ma accompagnata dalla dichiarata volontà di proseguire il confronto, nel rispetto delle regole contrattuali e della continuità di un servizio considerato di pubblica utilità.

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