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giovedì | 15-01-2026

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Lavoro

Sciopero ai CUP dell’Asl Toscana Sud Est: stop di un giorno il 21 gennaio negli sportelli della provincia di Arezzo

AREZZO – Sarà sciopero per l’intero turno di lavoro mercoledì 21 gennaio per i dipendenti impiegati nei servizi CUP dell’Azienda USL Toscana Sud Est in provincia di Arezzo. L’annuncio arriva dal segretario provinciale della Filcams Cgil, Marco Pesci, al termine di un confronto definito “infruttuoso” con l’azienda appaltatrice Formula Servizi. Alla protesta si affianca anche la Fisascat Cisl. È previsto un presidio davanti all’Ospedale San Donato.

«Abbiamo dialogato e cercato soluzioni – spiega Pesci – ma l’azienda non ha fornito alcuna risposta. Per questo il 21 gennaio sarà sciopero». Al centro della vertenza, la richiesta di consolidare nei contratti part-time le ore supplementari che, secondo i sindacati, vengono svolte in modo stabile sull’appalto e non per picchi temporanei o sostituzioni. «Lo snodo non è l’Asl – che ha messo a disposizione le risorse – ma l’impresa appaltatrice, che, con un appalto in scadenza, punta a massimizzare il profitto negando quanto dovuto ai lavoratori», aggiunge il segretario Filcams.

La mobilitazione, chiariscono i sindacati, non si esaurirà con la giornata del 21 gennaio. Nella comunicazione all’azienda, Filcams e Fisascat specificano che lo stato di agitazione resterà aperto fino a una soluzione positiva della vertenza, con la possibilità di ulteriori iniziative autonome da parte delle rappresentanze sindacali aziendali.

La posizione della Fisascat Cisl

Anche la Fisascat Cisl Arezzo sottolinea le ragioni della protesta. «Alla base c’è la tutela della dignità lavorativa e personale degli operatori», afferma la segretaria Maria Rosaria Esposito. «Parliamo di lavoratrici e lavoratori che hanno garantito disponibilità e professionalità, spesso oltre il dovuto, senza un adeguato riconoscimento. Non è un favore: è un diritto».

La Cisl richiama anche il ruolo della committenza pubblica: «Chi affida un servizio in appalto ha il dovere di monitorare non solo le ore contrattuali ma anche le condizioni reali di lavoro. Gli operatori CUP sono a contatto diretto con i cittadini: stress, burnout e ambienti inadeguati incidono sulla qualità del servizio e chiamano in causa anche il committente».

Segnalate, inoltre, criticità su salute e sicurezza in alcune postazioni: carenze di riscaldamento e spazi non idonei, elementi che – conclude Esposito – «pesano sul benessere degli operatori e sulla qualità del servizio reso».

Lo sciopero del 21 gennaio mira dunque a «scuotere azienda e committenza» per arrivare a soluzioni concrete, ribadendo la disponibilità al confronto, ma «non a scapito dei diritti e della dignità di chi garantisce ogni giorno un servizio pubblico essenziale».