Lavoro
Lavoratori di pulizie e mense scolastiche: Cgil, Cisl e Uil indicono una mobilitazione nazionale
Nella provincia di Arezzo i lavoratori nelle mense scolastiche sono oltre 500, ai quali si aggiungono alcune decine di lavoratrici che non sono state riassorbite dallo Stato in occasione della reinternalizzazione dei servizi di pulizia avvenuta a fine febbraio, oltre a quelle in appalto nelle scuole materne e nidi.
“Le loro condizioni sono il massimo dell’incertezza“, commenta Claudio Bianconi, segretario provinciale della FILCAMS CGIL. “Ci sono quelli che hanno concluso il periodo di Fondo integrazione salariale legato all’emergenza COVID e noi abbiamo chiesto il passaggio al FIS ordinario. Molte aziende non ci hanno nemmeno risposto. Ci sono poi addetti che non vedono un soldo da tre mesi: l’INPS paga con i suoi tempi e l’azienda non anticipa l’assegno. Chi lavora nelle scuole vedrà chiudersi il suo contratto con la fine dell’anno scolastico per riprendere con l’inizio del prossimo, rimanendo per questi mesi senza retribuzione, senza ammortizzatori e senza possibilità di ricercare una nuova temporanea occupazione, resa impossibile dagli effetti della crisi in atto“.
I sindacati di categoria di CGIL, CISL e UIL, insieme alle confederazioni, hanno chiesto a livello nazionale che la copertura degli ammortizzatori sociali per il COVID arrivi ad almeno 27 settimane. Ritengono poi necessario avere certezze rispetto alla ripresa a settembre dell’anno scolastico 2020/2021 e quindi che il servizio di mensa scolastica riprenda contestualmente alla didattica, dato il ruolo fondamentale riconosciuto alla mensa quale parte integrante dell’offerta formativa. Si tratta di un presidio per garantire la salute e fonte di nutrimento per bambini e ragazzi a supporto anche di famiglie vulnerabili.




