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domenica | 30-11-2025

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Lavoro

Bekaert, lettera a Conte. Mugnai e D’Ettore: “Al vostro fianco”. Steelcoop convocata al Mise Audio Righi

Dopo la presentazione ai sindaci della Città metropolitana di Firenze e del Valdarno fiorentino e aretino avvenuta lo scorso 13 maggio, la  cooperativa  Steelcoop Valdarno parteciperà domani,  giovedì 21 maggio, ad un incontro al ministero. La cooperativa, composta dai lavoratori stessi, si è proposta di rilevare lo stabilimento  Bekaert Valdarno, da tempo in sofferenza ed ha già presentato il proprio piano industriale.

Un’operazione che punta ad attuare la reindustrializzazione del sito preservando competenze tecniche, impatto economico sul territorio. Che significa: produzione industriale di hose wire più servizi di supporto alle attività produttive locali del comparto. L’obiettivo è il riassorbimento dei lavoratori. Si parte con un nucleo iniziale di 70 lavoratori della produzione, per arrivare a 180, tra produzione, amministrazione e servizi a terzi. Per le risorse, la base di partenza per l’operazione è rappresentata – nell’ipotesi di adesione e riassunzione di 180 lavoratori – da oltre 3 milioni di euro della Naspi (18mila a lavoratore) e dallo sconto sul prezzo dello stabilimento, previsto dall’accordo siglato al ministero. Daniele Righi, presidente della Steelcoop {audionews src=”wp-content/uploads/media/audio/news/2020/05/1589954240_dd0845b39d5fc5f7a6c61665ebcd7543.mp3″ cover=”” title=”Daniele Righi, presidente della Steelcoop “}

L’incontro di domani è preceduto dalla lettera aperta che 95 lavoratori della Bekaert hanno scritto alle alle istituzioni, in particolare al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: i dipendenti chiedono altre soluzioni rispetto a quelle discusse nelle riunioni del Ministero dello Sviluppo Economico.

“Da quel 22 giugno 2018 – scrivono i dipendenti Bekaert – con guardie private all’interno dello stabilimento, lettere di licenziamento contestuali alla comunicazione della Direzione aziendale “chiudiamo definitivamente lo stabilimento di Figline Valdarno” sono passati mesi, anni, abbiamo sofferto, abbiamo gioito quando è stata reintrodotta la cassa Integrazione per Cessazione, abbiamo sperato di fronte a possibili interessamenti di importanti aziende, oggi ci fa tremendamente paura l’indifferenza e l’abitudine che situazioni così non debbano trovare soluzioni.”

“Vogliamo una soluzione industriale seria – affermano i dipendenti nella lettera rivolta alle istituzioni – che garantisca non solo a noi lavoratori, ma anche alle nostre famiglie e alla comunità intera un futuro di lavoro e dignità. Ultimamente vediamo e leggiamo la dizione: lavoratori Bekaert per portare avanti soluzioni e richieste a noi sconosciute o semplicemente per noi non praticabili. Nelle assemblee abbiamo sempre chiesto e poi ottenuto, tramite l’accordo del 3 ottobre 2018 siglato al Ministero, di poter cercare una reindustrializzazione stabile per il sito di Figline Valdarno, per questo crediamo che la strada da percorrere sia quella della ricerca di una reindustrializzazione basata su industriali che abbiano competenza delle lavorazioni possibili all’interno del sito ed una conoscenza dei mercati e dei clienti, ma anche consapevoli delle criticità degli stessi, dovuta alla forte concorrenza sui prezzi dei prodotti, della materia prima e della necessità continua di investimenti su ricerca e sviluppo.”

“Per questi motivi chiediamo oggi di aiutarci a trovare soluzioni con questo tipo di caratteristiche per poter tornare a vedere il sito di Figline Valdarno produttivo e competitivo – concludono i dipendenti – Altri tipi di soluzioni, accennati in alcune riunioni presso il Ministero dello Sviluppo economico non ci interessano perché non sarebbero in grado di dare nessuna risposta alle problematiche descritte sopra.”

I Deputati aretini Stefano Mugnai e Felice Maurizio D’Ettore rispondono alla lettera dei lavoratori:

“Il Ministero dovrebbe avere tutti gli elementi per dare delle risposte sul piano industriale, considerate le istruttorie già svolte. Sulla vicenda industriale opera anche un “advisor”, che dovrebbe avere, altrettanto, tutti gli elementi per rispondere e fornire il necessario supporto ai fini decisionali. La Vostra precisa ed ulteriore segnalazione si riferisce ad un settore industriale dove la materia prima è particolarmente costosa ed il mercato fortemente selettivo; – di conseguenza, qualsiasi progetto industriale sarebbe qualificato dalla presenza di una azienda siderurgica come partner necessario.”

“Condividiamo, e lo abbiamo detto pubblicamente da tempo e più volte – continuano Mugnai e D’Ettore – anche tramite atti di sindacato ispettivo presentati alla Camera dei deputati, che ogni soluzione pratica debba essere volta a dare reali opportunità per il mantenimento e lo sviluppo di quote di mercato per i prodotti dello stabilimento di Figline e, quindi, di garanzia dei livelli occupazionali. Al contempo, siamo consapevoli della complessità della vicenda industriale  in oggetto, ma ribadiamo che appare necessaria la massima prudenza e senso di responsabilità quando si ipotizzano soluzioni che prefigurano, ad esempio, la ricapitalizzazione finanziata con i tfr dei lavoratori.”

“Restiamo a Vostra disposizione per ogni iniziativa ritenuta necessaria ed opportuna – concludono Mugnai e D’Ettore – per affrontare ancora, ed, auspichiamo, in termini risolutivi, la grave crisi industriale apertasi quasi due anni fa. Due anni di attesa, due anni di purgatorio sono lunghi, sono davvero troppi”.