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lunedì | 05-01-2026

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Focus 24

Saldi invernali, buon avvio Arezzo: sconti fino al 50%, clienti attenti al rapporto qualità-prezzo

AREZZO – Partenza incoraggiante per i saldi invernali nel centro storico di Arezzo, dove la prima giornata di sconti ha fatto registrare una buona affluenza nei negozi, soprattutto nelle vie centrali dello shopping cittadino. I commercianti aretini guardano all’avvio dei saldi invernali con cauta ma concreta fiducia, registrando segnali incoraggianti di interesse e partecipazione che lasciano intravedere margini positivi anche per le prossime settimane. Fin dalle prime ore, le vetrine hanno mostrato cartelli chiari e invitanti, con riduzioni dal 20 al 50%, offrendo ai consumatori ottime possibilità di acquisto. In molte attività commerciali campeggia già la scritta “sconti fino al 50%”, mentre nei prossimi giorni le percentuali sono destinate a crescere, raggiungendo anche il picco del 70%.

Secondo Confcommercio, aumenta la quota di residenti intenzionati ad acquistare abbigliamento e calzature in saldo: si passa al 62%, contro il 61% dello scorso anno e il 57% del 2024. Al tempo stesso, però, il budget medio continua a ridursi, attestandosi a 139 euro a persona, in lieve calo rispetto ai 140 euro del 2025 e ai 142 del 2024. Un dato che, secondo l’associazione di categoria, conferma la perdurante contrazione dei consumi e una stagione di vendite ordinarie complessivamente fiacca.

Le stime regionali parlano di circa 2 milioni di toscani pronti ad approfittare degli sconti, per un volume d’affari superiore ai 315 milioni di euro, in lieve aumento rispetto ai circa 313 milioni del 2025. A queste cifre si sommeranno poi le spese dei turisti, che in città rappresentano una componente importante anche durante il periodo dei saldi.

«I numeri non raccontano un trionfo – sottolinea Paolo Mantovani, presidente di Federmoda Confcommercio Toscana – perché chi acquisterà durante i saldi potrebbe non averlo fatto nel corso della stagione ordinaria, che è stata piuttosto debole in tutte le fasce di mercato, dall’alta moda alle catene low cost». Mantovani evidenzia come anche nel periodo pre-natalizio molti clienti abbiano visitato i negozi limitandosi a osservare le collezioni, rimandando l’acquisto ai saldi. «Le famiglie sono molto attente al risparmio, ma anche al rapporto qualità-prezzo – aggiunge – e cresce l’attenzione verso la sostenibilità: materiali naturali, prodotti made in Italy, capi pratici e di utilizzo immediato. La moda non è più “di moda”: non c’è una tendenza dominante, si sceglie ciò che rispecchia la personalità e lo stile di vita».

I dati del sondaggio Ipsos per Confesercenti confermano un interesse molto alto: il 92% dei consumatori è interessato a cogliere le occasioni dei saldi, mentre solo l’8% esclude acquisti. Il negozio fisico resta il perno dell’esperienza, con l’87% di chi è interessato che prevede di acquistare almeno un prodotto in un punto vendita tradizionale. L’online, però, è ormai una seconda gamba strutturale: il 54% dichiara che comprerà anche sul web e almeno il 41% utilizzerà entrambi i canali. Tra i giovani 18-34 anni, il digitale pesa di più, con l’online che sale al 63%.

L’interesse “teorico” è dunque elevato, ma l’esito pratico dipende dalla ricerca del vero affare. Il 40% ha già deciso cosa comprare – e circa 2 milioni di italiani hanno anticipato gli acquisti nei presaldi – mentre il 53% concluderà l’acquisto solo trovando l’offerta giusta. Il 54% dichiara di essersi imposto un tetto di spesa: tra chi ha fissato un budget, la spesa media prevista è di circa 292 euro, ma la mediana scende a 200 euro, segno che la maggioranza si muove su cifre contenute, mentre una minoranza di “big spender” innalza la media.

Quanto ai prodotti più ricercati, i saldi vengono utilizzati soprattutto per rinnovare il guardaroba: in testa scarpe (61%) e maglioni o felpe (58%), seguiti da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%) e magliette e top (30%). Subito dopo si collocano camicie, capispalla e abiti, mentre accessori e articoli per la casa restano più marginali.

Tra i 18-34 anni cresce l’orientamento verso capi più “da uscita” e legati allo stile – abiti, completi e camicie – con un interesse per le scarpe che sale al 68%. Nel gruppo 35-65 anni, invece, prevale un approccio più funzionale, con attenzione al rinnovo dei capi base.

Dal punto di vista dei consumatori, arriva anche il quadro tracciato da Federconsumatori. Secondo l’Osservatorio nazionale, la spesa media sarà di 171,90 euro a famiglia (-1,7% rispetto al gennaio 2025) e solo un terzo delle famiglie approfitterà dei saldi, avendo già usufruito di Black Friday e promozioni anticipate. In Toscana, città come Arezzo si distinguono positivamente rispetto ai grandi centri turistici: una clientela prevalentemente locale, una presenza ancora significativa di negozi indipendenti e sconti più realistici e progressivi, fino al 50–60%, rendono il capoluogo aretino uno dei migliori compromessi qualità-prezzo per i consumatori regionali.

Nei centri minori e nelle zone interne, come Valdarno, Mugello, Val di Cecina e Amiata, i saldi assumono invece un carattere più diretto: servono a smaltire il magazzino, con un rapporto stretto tra negoziante e cliente e, talvolta, ribassi anche superiori a quelli urbani, seppur con una scelta più limitata.

Resta infine fondamentale il rispetto delle regole base: cambi a discrezione del negoziante salvo difetti, prova dei capi non obbligatoria, obbligo di accettare pagamenti elettronici e massima trasparenza sui prezzi, con indicazione del prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti e dello sconto applicato, come previsto dalla normativa vigente.

Nel complesso, il primo giorno di saldi ad Arezzo restituisce l’immagine di una città viva, con consumatori prudenti ma presenti, attenti al valore degli acquisti e pronti a cogliere le occasioni migliori, in un equilibrio delicato tra risparmio, qualità e sostenibilità.