Focus 24
Redditi Arezzo: la media è di oltre 26mila, in 925 denunciano almeno 120mila euro all’anno. Le imprese registrate sono 11.607
Arezzo – Dopo esserci occupati, nella precedente pubblicazione, dei dati demografici, l’attenzione si sposta ora sui redditi e sugli indicatori economici. Un passaggio di analisi altrettanto significativo emerge dal quadro illustrato dall’assessore Alberto Merelli nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Arezzo.
Nel presentare il Documento Unico di Programmazione, l’assessore ha orientato la lettura verso i misuratori di reddito, affiancandoli a quelli demografici già esaminati, con l’obiettivo di cogliere le traiettorie economiche di Arezzo negli ultimi anni. Ne emerge un quadro articolato, fatto di dati consolidati, elementi non scontati e segnali di reattività post-Covid che delineano una città capace di reagire alle difficoltà recenti e che, sul piano economico, lascia intravedere prospettive che fanno ben sperare per il futuro.
Se, come abbiamo visto, gli aretini nel 2024 sono 97.622, con un saldo negativo tra nascite e morti di 580 unità, il 25% del totale degli abitanti è ultra-sessantenne. La fascia dell’età produttiva è leggermente superiore al 50%. Ad Arezzo nascono più maschi che poi però muoiono prima, tanto che con oltre 66 anni troviamo 14.000 donne contro 10.000 uomini. Arezzo è una città a tendenza invecchiamento, ma ancora ricca: il reddito medio raggiunge i 26.502 euro ed è più alto delle medie toscana e italiana. Arezzo quotava 1.637.000.000 di euro come reddito complessivo nel 2018, c’è stata la battuta d’arresto del Covid, nel 2023 ha raggiunto 1.919.000.000 di euro. Il 52% proviene dal lavoro dipendente, il 33 dall’erogazione di pensioni.
Almeno 120.000 euro sono denunciati da 925 aretini, in aumento, la fascia di reddito più basso, da 0 a 10.000 euro, è diminuita a 14.248 contribuenti.
Sono 11.607 le imprese registrate, 2.640 nel commercio, 1.643 nella manifattura, 1.614 nelle costruzioni. A oggi Arezzo resta a solida densità industriale, con oltre 40.000 addetti. Le imprese straniere sono 2.260 con percentuali di crescita notevoli e un’incidenza importante in alcuni settori che nelle costruzioni tocca il 43% mentre nel commercio il 17%.
L’indice dei prezzi al consumo si sta riallineando con il dato nazionale dopo anni in cui l’aumento, beni energetici complessi, era molto più alto della media italiana.




