Eventi e Cultura
Colpa, potere, memoria e inganno: Buscaglia scava nell’animo umano
C’è un confine sottile fra il nostro agire e il destino, fra ciò che scegliamo e ciò che ci sceglie. La giornalista piemontese (con Arezzo nel cuore) venerdì presenta alla libreria Feltrinelli il suo thriller “L.E.I. – L’estrema illusione”.
AREZZO – C’è un confine sottile fra colpa e destino, fra ciò che scegliamo e ciò che ci sceglie. Su questo crinale si muove “L.E.I. – L’estrema illusione”, il nuovo romanzo della giornalista e scrittrice Grazia Buscaglia Bonesso. Dopo il suo esordio con “Rosso come la neve”, torna in libreria con un thriller psicologico cupo e seducente.
Il libro sarà presentato venerdì 30 gennaio alle 17 alla Libreria Feltrinelli di Arezzo (Via Garibaldi n. 107), in dialogo dell’autrice con i giornalisti Laura Pugliesi e Ivo Brocchi.
Il romanzo si apre come una confessione e si chiude come una condanna. Una voce maschile, anonima e inquietante, racconta le vicende di Francesca e Bianca, due sorelle agli antipodi, legate da un vincolo di sangue e da un destino che le divora. Cesena, Torino, Parigi e Roma fanno da sfondo a una storia che esplora il potere, la colpa, la memoria e l’impossibilità del perdono. Al centro, una misteriosa “Lei”, presenza-assenza che attraversa le pagine fino a prendersi la scena e a svelare, solo alla fine, il significato del titolo: l’estrema illusione di poter cambiare la propria natura. “Ho voluto dimostrare – racconta l’autrice – che chi nasce scorpione muore scorpione. Non credo nella redenzione a tutti i costi. Volevo condurre il lettore nell’abisso dei pensieri che di solito neghiamo a noi stessi”.
La scrittura di Grazia Buscaglia Bonesso è precisa come un bisturi. Nessuna concessione alla retorica del perdono: ogni frase incide, ogni scena mette a nudo la parte più scomoda dei suoi personaggi. “L.E.I.” è un romanzo “cattivo”, ma lo è con eleganza, con la lucidità di chi sa che la verità non sempre salva. Il male, qui, è un virus sottile che infetta i rapporti, travolge le certezze e lascia dietro di sé solo il vuoto del disincanto.
Con “L.E.I.”, Buscaglia conferma di essere una narratrice del profondo, capace di scendere nei pensieri più torbidi senza mai perdere il controllo dello stile. La sua prosa alterna fenditure liriche e rigore psicologico, mentre il ritmo da thriller mantiene alta la tensione. Il lettore viene trascinato dentro una spirale che promette risposte ma offre, invece, domande.
Il romanzo non concede vie di fuga. Chi legge è costretto a restare, a guardare, a giudicare senza poter assolvere. È questo, forse, il suo segreto fascino: quello di farci sentire complici.
Grazia Buscaglia è legata ad Arezzo. Ci arrivò da Torino, città di nascita, con il marito Loris Bonesso, che molti ricorderanno a metà anni ’80 indossare la maglia dell’Arezzo in serie B. In Piemonte aveva collaborato con Tuttosport e il Guerin Sportivo. Tramite il marito conobbe Gianfranco Duranti, storico direttore di Teletruria, all’epoca anche dirigente della società amaranto. Nasceva nel 1985 il Corriere Aretino e lei chiese di poter far parte di quella squadra. E’ stata fra i fondatori del giornale e per due anni ha lavorato in redazione, collaborando nello stesso periodo al telegiornale e ad alcuni programmi su Teletruria. Poi la sua carriera giornalistica si è legata per 35 anni al Gruppo Riffeser, con il Resto del Carlino dove ha guidato alcune redazioni della Romagna e La Nazione per la quale da caporedattore ha coordinato le edizioni della costa toscana.
Il suo ritorno ad Arezzo sarà una occasione per lei (e il marito) per rivedere e salutare tanti amici di quegli anni ormai lontani.



