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sabato | 24-01-2026

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Economia

Vendita da asporto, Marinoni: “Presto autorizzata nei pubblici esercizi toscani”

In tempi di COVID-19 il ‘take away’ in ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie è un servizio irrinunciabile“, continua Marinoni, “sicuro per la salute e utile sia ai consumatori sia agli imprenditori del settore, che devono prepararsi a trovare nuove strade per stare sul mercato. Con questa ordinanza, oltretutto, la Regione Toscana finalmente farebbe rientrare la concorrenza nell’alveo dell’equità e della correttezza: è inaccettabile ora il fatto che si possa acquistare un piatto pronto o un dolce al supermercato, magari dopo aver fatto chilometri per raggiungerlo in auto e dopo aver fatto una lunga fila con molte persone, e non si possano invece acquistare gli stessi prodotti dal ristorante o dalla pasticceria sotto casa, ordinandoli telefonicamente e arrivando al locale solo per ritirarli e pagarli all’ora convenuta, senza file e quindi nella massima sicurezza“.

“Anche dopo la fine di questa prima fase di lockdown, fino a che resterà la paura del contagio, nulla potrà più essere come prima, soprattutto in settori come la ristorazione, il turismo, l’intrattenimento, che hanno sempre fatto della socialità il loro punto di forza. Per molti locali non sarà facile, anche per limiti strutturali, riallestire i propri spazi adattandoli alle nuove regole di distanziamento sociale, così la vendita per asporto e la consegna a domicilio saranno due strategie sempre più usate per continuare a fare il proprio lavoro. Purtroppo, sarà un processo che costerà ugualmente lacrime e sangue, perché è prevedibile che nella riorganizzazione saranno purtroppo tagliati molti posti di lavoro. E c’è un’altra sfida da vincere per il settore dei pubblici esercizi: riuscire a mantenere lo stile tutto italiano dell’accoglienza preservando quei riti sociali che, dal caffè al bar del mattino all’aperitivo serale e alla cena, hanno fatto del nostro Paese uno dei più amati in tutto il mondo”.

La stessa ordinanza preannunciata da Rossi dovrebbe fare chiarezza sulla vendita delle calzature per bambino, consentendo la riapertura dei negozi di calzature limitatamente per i prodotti destinati ai bambini, e sulla vendita di fiori, permettendo la riapertura dei fioristi in tutta la Toscana: “Non ha davvero senso che ora possano vendere fiori i supermercati e i negozi di generi alimentari e non i fioristi“, commenta il direttore di Confcommercio Toscana, “bene quindi che la Regione voglia correggere questa evidente anomalia“.