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sabato | 17-01-2026

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Economia

Intesa Sanpaolo, utile 6,5 miliardi nel 2025, agli azionisti 22 miliardi. Pronta svolta digitale

Presentati i risultati di Bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo per il 2021 e il  Piano d’impresa 2022-2025.

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Il gruppo ha chiuso il 2021 con un utile netto a 4,18 miliardi, in crescita del 19,4% al 2020. La banca proporrà all’assemblea una cedola di 7,89 centesimi di euro per azione come saldo dividendi. Il ritorno per gli azionisti sarà complessivamente di 4,9 miliardi, perché il cda oltre a 1,5 miliardi di saldo dividendi 2021 ha deliberato un buy back da 3,4 miliardi. Il nuovo piano d’impresa prevede anche una significativa riduzione del profilo di rischio. Intesa Sanpaolo vuole essere una banca a ‘zero Npl’ e senza impatto dal calendar provisioning, per arrivarci prevede crediti deteriorati ridotti nel 2025 a 9,3 miliardi di euro al lordo delle rettifiche, da 15,2 miliardi nel 2021, e a 4,6 miliardi al netto, da 7,1 miliardi nel 2021. 

Obiettivi che siamo certi di poter raggiungere“, ha detto il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, presentando alla comunità finanziaria il piano, rigorosamente stand alone. “Valuteremo anno per anno la possibilità di superare questi target, ma il piano è decisamente conservativo“. La banca punta a distribuire per il 2021-2025 oltre 22 miliardi di euro, di cui più di 6,6 miliardi nel 2022, da dividendi cash con un payout ratio al 70% in ciascun anno del piano e da un buyback di 3,4 miliardi nel 2022. Il gruppo ha anche presentato i conti del 2021, chiuso con un utile netto di 4,18 miliardi, in crescita del 19,4% su base annua e con un Cet1 ratio pro-forma a regime al 15,2%.

L’ad Carlo Messina ha costruito il piano su 5 pilastri: forte riduzione del profilo di rischio, con un conseguente taglio del costo del rischio; una riduzione strutturale dei costi, resa possibile dalla tecnologia. Intesa punta anche su una crescita delle commissioni, trainata dalle attività di Wealth Management, Protection & Advisory; un forte impegno Esg, con un posizionamento ai vertici mondiali per l’impatto sociale e grande focus sul clima. Il quinto pilastro del piano sono le persone del Gruppo definte la “risorsa più importante“.

Un altro dei pilastri della strategia di Intesa Sanpaolo per i prossimi quattro anni è “il derisking massiccio”, ha spiegato Messina, “con l’ambizione di diventare una banca con zero crediti deteriorati, in pratica una sorta di banca nordica“, con l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti totali al netto delle rettifiche allo 0,8% nel 2025 rispetto all’1,2% del 2021. Altro pilastro è la digitalizzazione. Nell’arco del piano la banca prevede investimenti per 7,1 miliardi di euro, di cui 5 miliardi per tecnologia e crescita, inclusi circa 650 milioni nella nuova banca digitale, Isybank, per creare una piattaforma più efficiente per tagliare strutturalmente i costi operativi e difendersi dalla concorrenza degli operatori del fintech. Previste anche 9.200 uscite volontarie, di cui 2.850 già effettuate lo scorso anno, 4.600 nuove assunzioni, di cui 500 nel 2021, e 8mila le persone riconvertite o riqualificate nell’arco del piano.

Altro capitolo importante è il rafforzamento nelle tematiche Esg, ambientali, sociali e di governance, con l’impegno di destinare circa 115 miliardi di euro alla comunità e alla transizione verde e circa 500 milioni di euro per supportare le persone in difficoltà. La banca intende infine potenziare la propria presenza internazionale nel private banking e si rafforzerà ulteriormente in Europa nel wealth management con una crescita selettiva e con l’acquisizione di clienti e il reclutamento di team di private banking.

Il nuovo piano d’impresa ci trasporta nel futuro e crea la banca dei prossimi dieci anni“, ha detto il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso della conference call con gli analisti finanziari per presentare il nuovo piano d’impresa ed i risultati del 2021. “Una solida distribuzione di valore – ha aggiunto – restano una priorità. Così come la remunerazione degli azioni“.  Sulle voci di acquisizioni o fusioni: “Non le stiamo considerando”, ha confermato Messina. 

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