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domenica | 18-01-2026

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Economia

Intelligenza Artificiale: il 35% delle imprese già la utilizza per snellire l’attività, liberare tempo, alleggerire la routine, ridurre gli errori

Per le piccole imprese l’intelligenza artificiale non è una minaccia, ma uno strumento prezioso per aumentare la competitività, ridurre gli errori e risparmiare tempo.

E’ quanto emerge da un’indagine CNA su oltre 2.500 imprese di tutte le province, compresa quella di Arezzo, che fotografa una significativa accelerazione all’impiego dell’AI: il 35% del campione già la utilizza, il 36% la sta valutando.

Fabio Mascagni, presidente CNA Arezzo

Fabio Mascagni, presidente CNA Arezzo

“Se pensiamo che 18 mesi fa, un’indagine dedicata al settore manifatturiero evidenziava che soltanto il 5% aveva iniziato a impiegare l’AI e un altro 15% la stava valutando – dichiara Fabio Mascagni Presidente CNA Arezzo – la fotografia attuale rileva la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, un aumento del livello di conoscenza e l’orientamento positivo a impiegarla, a conferma del legame virtuoso tra innovazione tecnologica e creatività imprenditoriale.

Il 27% degli intervistati dichiara di avere una buona o ottima conoscenza dell’AI e oltre il 57% esprime una valutazione favorevole, rispetto al 44% della precedente rilevazione. Soltanto il 12% esprime un giudizio negativo.

“Il sentiment positivo è ovviamente concentrato nei giovani (oltre il 70% tra gli under 30) ma anche tra gli imprenditori più anziani c’è una netta maggioranza di giudizi positivi a prescindere dal livello di conoscenza: quasi il 54% dei titolari d’impresa tra 50 e 70 anni e il 52% tra gli over 70. Percentuali che rilevano come verso l’AI anche i più anziani mostrano un inaspettato ottimismo.

“L’adozione delle nuove tecnologie si espande in tutti i settori – commenta il Presidente Mascagni – e al momento gli strumenti di intelligenza artificiale sono interpretati come una “forza pratica”, soluzioni capaci di snellire l’attività, liberare tempo, alleggerire la routine, ridurre gli errori”.

Tutto bene quindi? “Per gli scettici o per chi sta riflettendo sui dispositivi basati sull’AI, gli ostacoli non sono i costi o la tecnologia, ma capire cosa serve davvero e come applicarlo in azienda. Si tratta di imprese che puntano ad aumentare la loro efficienza e competitività, ma che hanno al momento difficoltà a definire un percorso che le conduca all’adozione delle soluzioni più adatte al loro profilo ed alla loro operatività”.

Quale può essere l’approccio corretto? “Non commettere l’errore di partire dallo screening delle tecnologie disponibili ma dall’analisi dei problemi riscontrati nei processi produttivi. Non a caso, il tipo di sostegno maggiormente richiesto è proprio un aiuto a “guardarsi dentro” e ad immaginare un utilizzo possibile dell’AI. E qui entra in gioco il ruolo di un’associazione come la nostra con misure di supporto agli imprenditori: dalla formazione alle consulenze su misura a cura di esperti, all’accesso a incentivi e strumenti affidabili. Un orientamento pratico e un approccio progressivo, ad esempio con alcuni test di piccola scala con diversi livelli di utilizzo, sono il primo passo per una diagnosi digitale iniziale, una personalizzazione delle soluzioni e un’assistenza continuativa per le imprese che vogliono cogliere opportunità e vantaggi dell’AI”.