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venerdì | 13-02-2026

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Economia

Infrastrutture, l’allarme delle imprese del Valdarno: “Terza corsia A1 e bretella non più rinviabili. A rischio la competitività”

Si è svolto nei giorni scorsi, presso l’azienda Moretti Spa di Cavriglia, un incontro promosso dal Gruppo Imprenditori Valdarno di Confindustria Toscana Sud, che ha riunito il mondo produttivo del territorio e l’assessore regionale alle Infrastrutture Filippo Boni per un confronto diretto sulle principali criticità infrastrutturali dell’area. Un appuntamento dal tono franco, nel quale è emersa con chiarezza la crescente preoccupazione delle imprese per i ritardi e le incertezze che gravano sulla viabilità del Valdarno.

Al centro del confronto, la questione strategica della terza corsia dell’autostrada A1, ritenuta indispensabile almeno fino al casello del Valdarno. Un’infrastruttura che, secondo gli imprenditori, non è più rinviabile: il tratto dell’Autosole tra Firenze e Roma sopporta da oltre trent’anni volumi di traffico elevatissimi, incompatibili con l’attuale configurazione. I lavori tra Firenze Nord e Incisa sono stati completati fino all’area di servizio di Reggello e sono in corso nel tratto Reggello–Incisa, ma il segmento Incisa–Valdarno, pur avendo un progetto consegnato al MIT nel 2024, è ancora in attesa di approvazione.

Un passaggio che desta forte allarme, come sottolineato dal presidente del Gruppo Imprenditori Valdarno, Daniele Gualdani. «Le ultime notizie ci preoccupano molto – ha spiegato – perché sembra che le risorse previste per l’adeguamento dell’ultimo tratto autostradale e per le opere infrastrutturali complementari siano state destinate ad altri progetti nazionali». Un rallentamento che rischia di compromettere investimenti complessivi superiori a un miliardo e mezzo di euro e opere di valorizzazione territoriale per circa 50 milioni.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre ribadita l’urgenza di realizzare almeno il lotto 2 della bretella Le Coste–Casello Valdarno, anche in maniera indipendente dall’avvio dell’intera terza corsia. L’obiettivo è dare continuità al lotto 1 della variante alla SR 69, già realizzato dalla Regione Toscana con un investimento di 7,8 milioni di euro e attualmente chiuso al traffico dal dicembre 2024. «Oggi quella strada finisce in aperta campagna – ha ricordato Gualdani – con evidenti segnali di degrado e senza alcuna utilità per il territorio».

Le ricadute sulla viabilità quotidiana sono pesanti, soprattutto nell’area industriale e commerciale di Terranuova Bracciolini, dove l’accesso al casello autostradale rappresenta la principale causa di code e rallentamenti. Nelle ore di punta, tra le 17 e le 18, transitano circa 25.000 veicoli al giorno; con il completamento della bretella, il flusso potrebbe ridursi a circa 17.000, con benefici evidenti per imprese, lavoratori e cittadini.

«Il completamento di queste opere è indispensabile per mantenere la competitività del nostro territorio – ha concluso Gualdani –. Il Valdarno deve il suo sviluppo anche alla posizione strategica lungo le grandi direttrici infrastrutturali. Oggi, in un contesto di concorrenza sempre più feroce e internazionale, non possiamo permetterci di restare indietro con infrastrutture inadeguate».

L’incontro con l’assessore Boni si è chiuso con l’impegno a mantenere aperto il confronto istituzionale, nella consapevolezza che infrastrutture moderne ed efficienti rappresentano una leva decisiva per lo sviluppo economico e sociale dell’intero territorio valdarnese.

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