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martedì | 03-02-2026

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Economia

Il Panno del Casentino stende. Imprenditori interessati alla ‘rattina’

Cassa integrazione scaduta, da domani macchinari in vendita. Il Panno Casentino si appresta a “stendere”, forse per l’ultima volta. Alla Manifattura del Casentino, l’unica azienda al mondo che produce il celebre tessuto simbolo dell’identità casentinese, il conto alla rovescia è ormai arrivato alla fine. Piega­ta dalla crisi del tessile, senza nuovi ordini e senza investitori ufficialmente allo scoperto, l’azienda si prepara a staccare le macchine.

Gli appelli dei politici locali per salvare la Manifattura sono rimasti finora senza risposte concrete. Nel frattempo, a peggiorare la situazione, sono arrivati anche furti notturni in serie, favoriti dalla desertificazione dello stabilimento.

«La cassa integrazione è finita sabato 31 gennaio – spiega Andrea Fastoni, uno dei due soci – da lunedì cominceremo a mettere in vendita i macchinari, a partire dalla Rattina, unica al mondo, che realizza il classico ricciolo del tessuto».

Secondo Fastoni, la Manifattura sarebbe stata lasciata sola:

«La Regione ci ha abbandonato. Da metà novembre, quando abbiamo trasformato i licenziamenti in cassa integrazione su richiesta del tavolo di crisi, non abbiamo più sentito nessuno. Dovevano esserci incontri mensili che non ci sono stati. Degli imprenditori interessati all’acquisto non si è fatto vivo nessuno. Ogni giorno mi chiamano gli 11 dipendenti, da ottobre senza stipendio e senza ammortizzatori. È una situazione insostenibile».

Una versione che la Regione Toscana respinge. Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani, conferma l’impegno regionale:

«La Regione sta facendo un lavoro che non sarebbe tenuta a fare, con l’unico obiettivo di garantire la continuità produttiva del panno Casentino e salvaguardare i posti di lavoro. Continuiamo a incontrare aziende che hanno manifestato interesse, per verificarne solidità e intenzioni».

Fabiani sottolinea che si tratta comunque di trattative tra soggetti privati:

«Ci auguriamo che si trovi un approccio costruttivo. A tutti abbiamo spiegato quali strumenti pubblici possono sostenere un progetto industriale».

Due versioni contrapposte, mentre però il tempo stringe.

«Da lunedì ripartiranno i licenziamenti», ribadisce Fastoni, anche a nome dell’altro socio Roberto Malossi«La Regione non lascerà soli i lavoratori», replica Fabiani.

Intanto sarà messa in vendita anche la Rattina, la storica ratinatrice brevettata agli inizi del Novecento nel lanificio di Soci.

«Nessuno è mai riuscito a copiarla davvero – spiega Fastoni, che dopo i furti per 150mila euro ha continuato a fare ronde notturne in fabbrica – ci sono imprenditori, soprattutto pratesi, pronti a comprarla».

Non si tratta di un macchinario qualunque: è l’unico in grado di dare al panno Casentino il ricciolo originale, quello che “si vede e si sente al tatto”. Altrove esistono macchine simili, ma l’effetto è diverso.

La crisi viene da lontano. Dal 2022, con l’aumento dei costi di materie prime ed energia, il fatturato ha iniziato a calare, gli ordini si sono ridotti fino ad azzerarsi negli ultimi mesi. Le conseguenze coinvolgono tutto il territorio: almeno trenta aziende aretine si appoggiavano alla Manifattura per tintura e rifinitura del panno.

Il valore del panno del Casentino va ben oltre il tessile. Reso celebre in tutto il mondo dal cappotto arancione “becco d’oca” indossato da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, disegnato da Hubert de Givenchy, il panno ha origini medievali. Nato come “panno grosso di Casentino”, era usato per coperte da cavallo, poi per mantelli e cappotti di contadini, artigiani e borghesia, fino a diventare un’icona di stile.

Secondo il Museo dell’arte della lana di Stia, la ratinatrice – detta “rattina” – deriva dal verbo francese ratiner, “accotonare”, cioè creare i tipici batuffoli di lana. La prima macchina moderna sarebbe arrivata dalla Germania all’inizio del Novecento.

Oggi, però, quella storia secolare rischia di interrompersi. È davvero la fine di un’epoca, o c’è ancora spazio per una resurrezione del Panno Casentino nel luogo dove è nato? La risposta, ormai, non può più attendere.