Diario di Bordo
Donati, Ceccarelli, Comanducci, Tanti: la partita entra nel vivo
Arezzo – Settimana decisiva (o quasi) per le candidature a sindaco di Arezzo: il quadro politico prende forma in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio, con eventuale turno di ballottaggio il 7 e 8 giugno.
Siamo al termine di un’altra settimana intensa di consultazioni tra i partiti, una di quelle che non producono ancora decisioni definitive ma contribuiscono a chiarire il perimetro delle scelte. E, soprattutto, i rapporti di forza.
Sul fronte del centrosinistra, il primo fatto politico rilevante è arrivato dalla coalizione che sostiene Marco Donati, che ha ufficializzato le liste a supporto della sua candidatura a sindaco, mettendo così un primo punto fermo nel quadro complessivo: “Siamo pronti a governare“, ha dichiarato Donati.
Parallelamente, il Partito Democratico ha vissuto due serate di vera e propria full immersion politica, al termine delle quali ha indicato il nome da proporre alla coalizione “Alleanza progressista”: Vincenzo Ceccarelli. Un profilo di lungo corso: ex sindaco di Castel San Niccolò, ex presidente della Provincia di Arezzo, già assessore e consigliere regionale. Il suo nome è stato messo ufficialmente sul tavolo del cosiddetto campo largo nella serata di ieri.
L’accoglienza, tuttavia, è stata tiepida. Italia Viva e Riformisti hanno rilanciato la candidatura di Stefano Tenti, imprenditore attivo nel settore della sanità. Di segno diverso la posizione di AVS, Arezzo 2020 e Movimento 5 Stelle, che caldeggiano il nome di Francesco Romizi.
Il risultato? Nessuna sintesi immediata, ma un metodo condiviso dal ‘campo largo’, che forse poteva essere stato partorito ‘a monte’, ma meglio tardi che mai. Così: altre serate di “audizioni” con i candidati citati. Si parte da Tenti, si proseguirà con Romizi e si chiuderà con Ceccarelli. Una strada tortuosa, certo, ma che appare ormai tracciata: salvo sorprese, Ceccarelli sembra destinato a spuntarla e a rappresentare la proposta unitaria del centrosinistra. Resta sullo sfondo, come ventilato dalla segretaria provinciale del Pd Barbara Croci, l’opzione delle primarie, che potrebbe diventare la soluzione finale in caso di stallo.
Il centrodestra: niente colpi di teatro, solo equilibrio
E dall’altra parte dello schieramento? In un articolo pubblicato a metà dicembre 2025, avevo chiarito il modus operandi di Arezzo24: ci atteniamo esclusivamente ai fatti, supportati da fonti certe. Anche oggi la linea resta la medesima.
E allora, mentre sto scrivendo, è appena terminato un summit dei partiti del centrodestra – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Ora – e ciò che emerge è un quadro molto più definito di quanto alcuni rumors lascino intendere. Restano infatti in campo, con percentuali simili di possibilità, due ipotesi precise: Marcello Comanducci, ex assessore della prima giunta Ghinelli, e Lucia Tanti, vicesindaco uscente.
Le presunte alternative, il cosiddetto Mister X evocato da qualcuno come figura pronta a scendere in campo “per la bandiera”, appaiono sempre più come una costruzione ad arte per confondere le acque. Governare una città di quasi 100mila abitanti, capitale economica della Toscana Sud, non è un esercizio retorico, ma una responsabilità concreta.
E come amava ricordare Winston Churchill, “se fallisci nel pianificare, stai pianificando il fallimento”. Proprio la pianificazione sembra essere il criterio guida della riflessione del centrodestra, tenendo a mente che amministrare richiede capacità di ascolto, mediazione e, infine, sintesi pragmatica dell’azione. Non sono qualità scontate, né universali. Richiedono preparazione, equilibrio, l’interesse collettivo incondizionato come stella polare.
Per questo, stasera sul tavolo sono finiti punti di forza e punti di debolezza dei due “papabili”. L’esito del confronto porta a una sostanziale equivalenza. Se inizialmente Comanducci sembrava godere di una lieve prevalenza, al termine del confronto Tanti ha colmato il divario, riportando equilibrio tra i due profili. Sullo sfondo resta la sensazione di una certa complementarità: Comanducci e Tanti non si annullano, casomai si compensano, fatto che ha portato più di un osservatore a parlare apertamente di una possibile “coppia”, restando però da chiarire ruoli e funzioni.
La nota unitaria e i prossimi passaggi
La riflessione trova conferma nella nota congiunta diffusa al termine dell’incontro, che parla di confronto “positivo e costruttivo”, piena convergenza sui temi programmatici e profili “pienamente integrabili”, disponibili a mettersi al servizio della coalizione nelle modalità più funzionali al progetto comune.
È già stato calendarizzato un nuovo incontro per la fine della prossima settimana, (ma non ci fidiamo affatto, sappiamo bene che gli incontri si terranno anche in questo fine settimana, i tavoli sono ormai aperti in maniera permanente) che dovrebbe definire le tappe del percorso politico e organizzativo fino alla scelta del candidato sindaco e alla composizione della squadra. Nel frattempo, il centrodestra ribadisce l’intenzione di mantenere aperto il dialogo con realtà civiche, associative e professionali del territorio, nella convinzione che competenze nuove e qualificate rappresentino un valore aggiunto.
Il quadro, insomma, si va componendo. Le decisioni definitive non sono ancora arrivate, ma le alternative reali sono ormai note. E, al netto delle schermaglie tattiche, la campagna elettorale inizia già a intravedersi, nei nomi, nei metodi e nelle scelte di fondo.




