Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

mercoledì | 25-02-2026

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Diario di Bordo

Arezzo liquida alla Bauman: Angiolini spariglia e passa all’incasso, FdI benedice, Comanducci e Gamurrini si organizzano. Il fronte opposto dialoga

AREZZO – La corsa alle elezioni amministrative entra in una fase decisiva e si ridisegnano letteralmente gli equilibri politici cittadini. Mentre attorno alla candidatura di Beppe Angiolini si moltiplicano endorsement e aperture trasversali, dall’adesione di figure di primo piano della società civile, come Gino Faralli e Giovanni Grazzini, all’orientamento favorevole emerso dal direttivo aretino di Fratelli d’Italia, perno dell’attuale maggioranza, dall’altro arrivano voci di dissenso, quelle degli ex assessori Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini. Il progetto Angiolini spariglia, supera i tradizionali steccati tra centrodestra e centrosinistra, raccoglie consensi, alimenta anche forti tensioni interne agli schieramenti, con critiche e prese di posizione contrapposte, costringe l’area di centrosinistra, partiti e coalizioni, Ceccarelli e Donati, a rivedere strategie e alleanze. 

Continuano gli attestati di sostegno a favore di Beppe Angiolini, candidato alla guida della città di Arezzo. Nelle ultime ore è arrivato un nuovo endorsement di peso dopo quello di Gino Faralli: è Giovanni Grazzini, dottore commercialista conosciuto e stimato in città, ad aver  scelto di mettere la propria esperienza professionale al servizio del progetto Angiolini.

Grazzini ha motivato la sua scelta con parole nette, che puntano su competenza e responsabilità amministrativa più che sulle tradizionali contrapposizioni politiche:

«Amare la propria città significa prendersene cura. Ai cittadini non interessano le stucchevoli disfide tra guelfi e ghibellini ma competenze concrete e assunzioni di responsabilità. Ho deciso di sostenere Beppe Angiolini perché è un gruppo nuovo, entusiasta e fuori dagli steccati. È il momento di lavorare per il bene comune e per il futuro della città. Io ci sono!»

Giovanni Grazzini e Beppe Angiolini

Giovanni Grazzini e Beppe Angiolini

Il fronte del centrodestra e il ruolo di Fratelli d’Italia

Sul piano politico, il quadro si fa sempre più dinamico, con qualche elemento di chiarezza in più. Dal direttivo aretino di Fratelli d’Italia, riunitosi nelle scorse ore, sarebbe emerso un orientamento favorevole alla candidatura dell’imprenditore della moda, considerato un possibile perno della coalizione che governa la città. Alla riunione di Fratelli d’Italia erano presenti anche il coordinatore regionale Francesco Michelotti e il commissario provinciale, la Senatrice Simona Petrucci, a conferma della rilevanza strategica del passaggio.

I prossimi passaggi prevedono un confronto interno con Forza Italia, Lega, i civici dell’area dell’attuale sindaco Alessandro Ghinelli e della vicesindaca Lucia Tanti, oltre a Noi Moderati.
Ghinelli ha già espresso un giudizio prudente ma positivo: «Bene la candidatura di Angiolini, ma deve studiare», dichiarandosi disponibile a offrire suggerimenti e supporto. Apertura anche da Lucia Tanti, che ha sottolineato la stima personale e il valore di chi decide di “mettersi in gioco” per la città, richiamando la necessità di guardare oltre i tradizionali confini politici:

“Rompere gli schemi, andare oltre i vecchi argini, mettere insieme energie diverse, guardare dove si va prima ancora che da dove si viene. Non è scontato, ma vale sempre la pena guardare oltre se stessi e i propri confini”.

Un progetto trasversale che spiazza gli schieramenti

Attorno ad Angiolini si muove un mondo eterogeneo, che va oltre il perimetro classico del centrodestra e del centrosinistra. Nel suo progetto confluiscono figure provenienti anche dalla precedente esperienza di centrosinistra aretina, come Pasquale Giuseppe Macrì, esponenti del riformismo dem come Manuela Pisaniello, che ha restituito la tessera del Pd, e personalità delle professioni e della cultura cittadina: l’avvocato Luca Fanfani, Gino Faralli, oltre allo stesso Giovanni Grazzini.

Le critiche interne e il “caso” Comanducci–Gamurrini

Non mancano però le tensioni. Gli ex assessori del primo mandato Ghinelli, Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini, protagonisti di tavoli d’intesa non andati a buon fine con Fratelli d’Italia e il centrodestra, hanno rivendicato un seguito significativo pubblicando immagini di un incontro molto partecipato e hanno espresso una dura critica alle convergenze trasversali in atto.

Polemicamente, Gamurrini scrive:

“Ieri sera si è svolta la ristretta assemblea con alcuni degli amici che sostengono le nostre candidature. Siamo fermamente convinti di rappresentare tutti coloro che non si rivedono nelle convergenze trasversali che stanno emergendo in queste ore. Se quanto apprendiamo dai giornali fosse vero, saremmo di fronte al più grande e, a mio modo di vedere, scandaloso compromesso del secolo fra destra e sinistra. Sembra un brutto sogno ma non lo è. L’interpretazione dei fini che stanno dietro a questa operazione la lascio alla più ampia immaginazione di ognuno di voi. Nelle prossime ore divulgheremo le nostre decisioni”. 

Comanducci e Gamurrini: la "riunione" tra amici

Comanducci e Gamurrini: la “riunione” tra amici

Centrosinistra ‘en marche’

Sul fronte opposto, la “novità Angiolini”, che gode del sostegno anche di alcune frange del centrosinistra, o di esponenti che ne hanno fatto parte, costringe a rivedere strategie e alleanze. Si registrano segnali di dialogo tra Vincenzo Ceccarelli (Pd) e Marco Donati, espressione di una coalizione civica. Resta però da chiarire con quale ruolo e in quale assetto politico.

Il quadro che emerge è quello di una competizione amministrativa sempre meno ingabbiata negli schieramenti tradizionali, con Beppe Angiolini al centro di un progetto che punta a ridefinire gli equilibri politici aretini, tra entusiasmi, resistenze e un confronto destinato a intensificarsi col passare delle ore.

E Arezzo? Arezzo sembra una città vaticinata da Zygmunt Bauman (nella foto di apertura, il filosofo e sociologo britannico-polacco): attraversata da una politica liquida, mobile e sfuggente, in cui le certezze di ieri si sciolgono e le appartenenze si ricompongono in forme nuove e imprevedibili. Nell’era post-ideologica gli argini tradizionali cedono, lasciando spazio a geografie politiche mutevoli, dove il peso dei progetti, delle competenze e delle traiettorie personali supera quello delle vecchie bandiere. Un laboratorio a cielo aperto, esposto ad accelerazioni improvvise e cambi di rotta repentini, in cui il futuro degli schieramenti – ancora fluido e non definitivo – prende forma giorno dopo giorno, avvicinandosi alle amministrative del 24 e 25 maggio come a un approdo tutt’altro che scontato.