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mercoledì | 18-02-2026

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Cronaca

Truffe online, non c’è tregua. L’inganno sull’home banking, due denunciati

L’uomo, a seguito di una complessa indagine, è risultato essere titolare e utilizzatore di un conto corrente bancario sul quale sono stati accreditati diverse migliaia di euro, provento di truffa con la celeberrima tecnica del phishing, particolare tipologia di raggiro consistente nell’ingannare la vittima convincendola a fornire indicazioni e informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso fingendosi un ente affidabile, tramite una comunicazione digitale.

In questo caso il primo contatto con la vittima è avvenuto tramite una mail, nella quale il truffatore si firmava a nome dell’istituto di credito bancario della persona finita nel mirino e la convinceva a inserire le proprie credenziali. Purtroppo si tratta dell’ultima frontiera di imbrogli digitali, ciò che induce fiducia spesso è il nome che il truffatore usa per firmare la mail, normalmente utilizzando i reali nominativi dei dipendenti dell’istituto bancario. La contromisura da adottare rimane sempre quella di non svolgere operazioni online senza prima aver preso contatti con la propria banca. Il conto corrente intestato all’uomo è stato sequestrato.

Gli stessi militari del Comando Stazione di Sansepolcro hanno inoltre concluso un’indagine sempre afferente alle truffe online e in particolare a quelle che riguardani i conti correnti online. A essere denunciato questa volta è stato un uomo, originario della provincia di Torino, 25enne e con diversi precedenti penali. Grazie a una minuziosa attività i carabinieri sono riusciti a individuarlo quale utilizzatore e intestatario di un conto corrente sul quale sono stati accreditati circa 3.000 euro a seguito di una truffa che sta prendendo sempre più piede su tutto il territorio nazionale. Si chiama vishing, dalla crasi delle parole inglesi “voice” e “phishing”, consistente in una telefonata in cui i raggiratori cercano di indurre la vittima a divulgare notizie e informazioni personali, finanziarie e di sicurezza.

Nel caso in questione, come accertato dai militari, il sedicente operatore bancario ha offerto inoltre la possibilità al proprio “cliente” di effettuare un bonifico di prova a verifica che tutto fosse in regola sul proprio conto. Anche in questo caso l’invito alla prudenza è necessario, rammentando che le banche per loro politica non richiedono in nessun caso di fare dei bonifici ai loro clienti.