Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

sabato | 30-08-2025

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Palazzo del Pero, 81 anni dopo arriva la giustizia: riconosciuto il risarcimento per le vittime della strage

AREZZO – Ci sono voluti ottantuno anni, ma il grido di dolore che nel giugno del 1944 si alzò dai campi di Palazzo del Pero non è rimasto senza risposta. Il Tribunale di Firenze ha riconosciuto la responsabilità della Repubblica Federale di Germania per la strage nazifascista che insanguinò l’aretino, quando dieci contadini vennero trucidati dalle truppe tedesche durante un rastrellamento. Una decisione che, pur a distanza di tempo, restituisce dignità a chi non ebbe mai giustizia e porta un risarcimento alla figlia di una delle vittime, oggi anziana.

Era il 24 giugno 1944 quando, tra Palazzo del Pero e Molin Nuovo, l’uccisione di un soldato della Wehrmacht scatenò la rappresaglia. Dieci uomini, intenti a falciare il grano, furono fucilati davanti ai familiari o lungo le strade della campagna. Tra loro un contadino che, colpito alla testa, agonizzò per mesi prima di morire, lasciando una moglie e una figlia piccolissima. È proprio quella bambina, sopravvissuta al dramma, ad aver intentato la causa oggi accolta dal Tribunale.

Il giudice Massimo Maione Mannamo, con sentenza depositata il 23 agosto, ha dichiarato la Germania responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità, confermando la linea già tracciata dalla Corte Costituzionale con la storica decisione n. 238 del 2014, che rese perseguibili in Italia tali azioni. Non sarà però Berlino a pagare: l’indennizzo di 391.103 euro arriverà tramite il Fondo ristori per i crimini nazifascisti istituito dal Governo italiano nel 2022.

La vicenda giudiziaria ha anche un importante risvolto locale. La donna si era rivolta allo sportello attivato dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) di Arezzo, che dal 2023 offre consulenza e assistenza legale alle famiglie degli uccisi e degli internati nei lager. Grazie al lavoro dell’avvocato Luca Testa, che ha raccolto documenti e prove e presentato la domanda entro i termini, la pratica ha avuto esito positivo.

«Questa sentenza – spiega Massimo Santarelli, presidente dell’ANVCG di Arezzo – dimostra la bontà del percorso avviato. Il fondo è nato per riconoscere i crimini di guerra e contro l’umanità commessi dalle forze del Terzo Reich e per garantire un ristoro a chi ha subito violazioni gravissime dei diritti umani. Come associazione siamo orgogliosi di aver fatto da tramite per informare i cittadini e di aver portato il nostro contributo a una giustizia che troppo a lungo era rimasta sospesa».

Arezzo è oggi diventata un punto di riferimento nazionale per questa attività: dallo sportello locale sono già partite sette richieste di risarcimento e numerose consulenze a cittadini e legali di tutta Italia.

Ottantuno anni dopo la strage di Palazzo del Pero, la sentenza non può restituire un padre a una bambina ormai anziana, né cancellare il sangue versato nei campi di grano. Ma rappresenta un atto di memoria e di dignità. Perché la giustizia, seppur tardiva, può ancora illuminare le ombre della storia.