Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

mercoledì | 25-02-2026

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Cronaca

Morte sul lavoro a Pieve Santo Stefano, autopsia su Marco Cacchiani. I sindacati: “Basta parlare di fatalità, servono controlli”

Dolore e sgomento tra Arezzo e Pieve Santo Stefano per la tragica morte di Marco Cacchiani, l’operaio di 38 anni deceduto nel grave incidente sul lavoro avvenuto nella tarda mattinata di venerdì 20 febbraio all’interno dell’azienda Tratos.

Incidente sul lavoro: muore a 38 anni operaio di Rigutino

Nella giornata di ieri è stata eseguita l’autopsia sul corpo dell’uomo, disposta dal pubblico ministero Giorgio Martano, che nei giorni scorsi ha effettuato anche un sopralluogo sul luogo dell’incidente. L’esame autoptico si è svolto presso il Policlinico Le Scotte e rappresenta un passaggio chiave nell’inchiesta aperta dalla Procura, che ha disposto ulteriori accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dei fatti e verificare il corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza. Nelle prossime ore è attesa la restituzione della salma ai familiari, per consentire lo svolgimento delle esequie.

L’area dell’incidente resta tuttora sotto sequestro. Anche ieri il personale della ASL Toscana Sud Est, attraverso il Dipartimento Prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, ha effettuato nuovi accertamenti tecnici. Le verifiche dovranno stabilire se siano state rispettate tutte le normative in materia di sicurezza. Sul posto, fin dalle prime ore, sono intervenuti anche i carabinieri della stazione locale e della compagnia di Sansepolcro.

Secondo quanto ricostruito finora, Cacchiani – dipendente di una ditta esterna con sede ad Arezzo – stava eseguendo la manutenzione dell’impianto di climatizzazione sul tetto di uno dei capannoni. L’uomo avrebbe camminato su un lucernario in plexiglas che, per cause ancora in fase di accertamento, ha improvvisamente ceduto, facendolo precipitare nel vuoto da un’altezza di circa sette metri. Le gravissime lesioni riportate non gli hanno lasciato scampo.

La tragedia ha suscitato un profondo cordoglio anche per il profilo umano di Marco Cacchiani, molto conosciuto ad Arezzo per il suo impegno politico – nel 2020 si era candidato alle elezioni amministrative nella lista di Forza Italia – e per l’attività nel sociale con l’associazione Arezzo nel Cuore.

Accanto al dolore, però, si alza forte la voce dei sindacati. UIL Toscana ha espresso vicinanza alla famiglia con le parole del segretario generale Paolo Fantappiè e del coordinatore Cesare Farinelli: «Non è possibile continuare a morire di lavoro in un Paese civile. Dobbiamo fermare questo stillicidio: servono più controlli, più prevenzione e più formazione. Continueremo a lottare per l’obiettivo di zero morti sul lavoro».

Rincara la dose la FP CGIL, che collega direttamente l’incidente al progressivo indebolimento dei servizi di controllo. «La parola “fatalità” è fuor di luogo – afferma Gabriella Petteruti – quando il sistema di prevenzione viene deliberatamente depotenziato. I servizi ispettivi delle Asl, presidio fondamentale per la sicurezza, sono sotto attacco».

La Fp Cgil denuncia organici dimezzati anche in provincia di Arezzo, personale insufficiente e un ruolo sempre più marginalizzato: «A questo si aggiunge l’assenza di risposte sul rinnovo del contratto nazionale. Chi deve garantire la sicurezza opera in condizioni di precarietà e senza il giusto riconoscimento». Da qui la richiesta di un confronto immediato con i vertici regionali e nazionali per il ripristino degli organici, nuovi investimenti nella prevenzione e il rinnovo del contratto. «Ogni volta che si taglia un ispettore – ribadiscono – si apre un buco nella rete della sicurezza in cui cadono i lavoratori».

Sul tema interviene anche Antonella Pagliantini, che richiama l’attenzione sulla formazione: «Serve una formazione di qualità, legata alle reali mansioni svolte. Nel sistema degli appalti, pubblici e privati, la catena delle responsabilità deve diventare uno strumento di prevenzione, non un modo per scaricare colpe dopo l’infortunio».

Mentre le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità, la morte di Marco Cacchiani riapre con forza il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: una tragedia che, secondo i sindacati, non può essere archiviata come una semplice fatalità, ma come il segnale di un sistema che necessita interventi urgenti e strutturali.