Cronaca
Montevarchi ha salutato Rolando Nannicini: una Collegiata gremita per l’ultimo addio
Una Collegiata colma in ogni ordine di posti ha accolto nel pomeriggio l’ultimo saluto a Rolando Nannicini, ex sindaco di Montevarchi e già parlamentare della Repubblica Italiana, scomparso martedì mattina. Un abbraccio arrivato da tutto il Valdarno per rendere omaggio a una figura che ha lasciato un segno profondo nella vita politica e civile del territorio. La Santa Messa esequiale è stata celebrata dal parroco della Collegiata, don Claudio Brandi, insieme ad altri due sacerdoti montevarchini. Nell’omelia, il parroco ha voluto ricordare soprattutto l’uomo, prima ancora del ruolo pubblico, soffermandosi sul valore del tempo vissuto e dell’impegno speso al servizio degli altri. In prima fila erano presenti tutti i sindaci del Valdarno aretino, con la fascia tricolore, a testimonianza di un rispetto istituzionale che si è fatto anche affetto umano. Accanto a loro, amministratori, cittadini, amici e conoscenti giunti da tutto il comprensorio hanno riempito la chiesa per salutare, per l’ultima volta, l’onorevole Nannicini. “Hai terminato la tua corsa, siamo qui per accompagnarti in questo passaggio”, ha detto don Brandi, richiamando il significato cristiano della morte come approdo e non come fine. “Non è la fine agli occhi di Dio, anche se agli occhi degli uomini può apparire come una sciagura”, ha aggiunto, invitando l’assemblea a guardare oltre il dolore del momento. L’omelia si è trasformata anche in un forte richiamo alla responsabilità, in particolare per chi ha ricoperto incarichi pubblici: il tempo, ha ricordato il parroco, è un dono che chiede conto di ciò che si è fatto per il bene comune. Rivolgendosi idealmente a Nannicini, don Brandi ha concluso con parole dense di significato: “Caro Rolando, hai terminato la tua corsa, ora entrerai nella vera politica”. Un pensiero finale è stato rivolto ai familiari, Stefania e Tommaso, invitati a proseguire il cammino con fiducia e speranza, affidandosi a quella certezza che, come ha ricordato il parroco, “forse dal cielo si comprende più che dalla terra”.





