Cronaca
Le Iene: il caso dei “vicini da incubo” di Castiglion Fiorentino finisce in tv
Castiglion Fiorentino torna al centro dell’attenzione mediatica nazionale con un servizio andato in onda nella puntata di domenica 18 gennaio de Le Iene su Italia 1. L’inviato Giulio Golia ha raccontato una nuova storia di quelli che la trasmissione definisce “vicini da incubo”, raccogliendo le testimonianze di alcuni residenti che da anni vivrebbero una situazione di forte tensione e paura.
“Siamo a Castiglion Fiorentino, un paesino in provincia di Arezzo – così apre il servizio l’inviato de Le Iene – balzato agli onori delle cronache per una notizia sconcertante: nei primi giorni dell’anno sono morte 14 persone. La ragione per cui siamo qui, però, è un’altra…”.
Al centro del servizio c’è Francesco, vicino di casa che – secondo quanto riferito da più abitanti della zona – tormenterebbe il vicinato con minacce, intimidazioni e comportamenti vessatori, tanto da spingere alcune famiglie a evitare perfino di uscire di casa. Tutto sarebbe nato da una controversia su un muretto di confine che, a detta dei residenti, sconfinerebbe di appena sei centimetri nella proprietà di Francesco.
Le accuse, ribadite davanti alle telecamere, parlano di un clima di costante pressione:
«Non si può uscire», raccontano alcuni vicini. «Come esco di casa partono minacce di morte, ha fatto paura anche a una bambina di cinque anni». Secondo quanto riferito, le presunte intimidazioni coinvolgerebbero anche i più piccoli, alimentando un senso di panico diffuso tra chi vive nell’area.
Nel servizio si racconta che, a tutte le ore del giorno, Francesco accenderebbe attrezzi particolarmente rumorosi con l’obiettivo – sempre secondo i vicini – di infastidire deliberatamente chi abita accanto: «Per fare rumore, mandarci fuori di testa», spiegano. Una situazione che, nel tempo, avrebbe reso impossibile qualsiasi tentativo di dialogo.
«Ed ecco che siamo arrivati noi», spiega Giulio Golia nel servizio, «per un nuovo caso di vicini da incubo». A contattare la redazione sarebbero stati Gabriele e Nadia, una giovane coppia con un figlio piccolo, che raccontano come i problemi siano iniziati già nel 2012, in concomitanza con i lavori per la costruzione della palazzina accanto a quella di Francesco.
“Abbiamo fatto segnalazioni ai Carabinieri, alla Municipale, agli assistenti sociali, ma ci hanno detto ‘avete pensato di vendere casa’? Come facciamo che questo personaggio è conosciuto da tutta Castiglioni. Chi ce la compra questa casa? Ho provato un nuovo appuntamento con sindaco, ma tutti ci dicono che non possono fare nulla. Siamo scossi, abbiamo dovuto fare un percorso psicologico, la questione si riflette su nostro figlio e sul nostro rapporto di coppia. Non sappiamo dove possa arrivare Francesco“, dice Nadia.
Gli atti sono finiti in Procura e dai Carabinieri arriva un “speriamo che non ci scappi il morto“. Golia va dal Sindaco Agnelli che ha promesso di occuparsi del caso.
Nel corso del servizio, l’inviato prova a mediare tra le parti, cercando un confronto diretto con il vicino, nel tentativo di riportare la vicenda su un piano di dialogo e buon senso. Un tentativo che si inserisce nel solco della trasmissione, da anni impegnata a raccontare storie di conflitti di vicinato irrisolti, dando voce a chi si sente prigioniero nella propria casa.
Il caso di Castiglion Fiorentino, così come presentato da Le Iene, riaccende il dibattito sul tema della convivenza civile, dei limiti della tolleranza e degli strumenti a disposizione dei cittadini quando una disputa privata si trasforma, nel tempo, in un problema che incide pesantemente sulla qualità della vita quotidiana.





