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lunedì | 02-03-2026

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Cronaca

Emanuele Petri, sempre vivo il ricordo: una mostra permanente nei locali della stazione di Castiglion Fiorentino

Castiglion Fiorentino/Cortona – 23^ cerimonia in memoria del Sovrintendente della Polizia di Stato Emanuele Petri a Cortona e Castiglion Fiorentino.

Emanuele non è stato dimenticato, dopo 23 anni siamo ancora qui, numerosi, e questo mi riempie il cuore. Continuano le mie visite alle scuole per raccontare chi era e cosa faceva Emanuele”. Così Alma Petri, questa mattina, in occasione della cerimonia che ha avuto come “fil rouge” due concetti: la memoria e i giovani.

Questa mattina, in occasione del 23° Anniversario dalla morte del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Emanuele Petri, vittima del terrorismo e Medaglia d’Oro al Valore Civile, ha avuto luogo, a Castiglion Fiorentino, la cerimonia commemorativa.

Alla presenza del Sottosegretario di Stato all’Interno On.le Nicola Molteni, del Prefetto Carmine Belfiore, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, del Prefetto di Arezzo Dott. Clemente Di Nuzzo, del Questore di Arezzo Dott. Cristiano Tatarelli, del Questore di Perugia Dr. Dario Sallustio, del Direttore del Servizio Polizia Ferroviaria Dott. Massimo Improta, del Sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli, delle Autorità civili e militari, della famiglia Petri, della comunità di Castiglion Fiorentino e dei numerosi studenti delle scuole, è stata deposta una corona d’alloro in memoria del Caduto al cippo a lui intitolato alla Stazione Ferroviaria, aria di Castiglion Fiorentino.

Nel suo intervento l’On.Nicola Molteni ha evidenziato che “Emanuele Petri è il volto autentico e genuino della Polizia di Stato quotidianamente al servizio del Paese con abnegazione, coraggio e dedizione fino all’estremo sacrificio della propria vita. La Polizia di Stato è una grande istituzione che difende la legalità e protegge la democrazia e la libertà. Ricordare e onorare la memoria di Petri vuol dire custodire e tramandare i valori di sacrificio, lealtà e fedeltà alla Patria e alla Repubblica.”

Quello di oggi è un momento che ci invita alla riflessione rispetto ad eventi della storia del nostro Paese estremamente importanti; soprattutto per i giovani è un’occasione per stimolare la conoscenza che genera cultura e conseguentemente futuro. Il passato insegna a non dare mai nulla per scontato, ad analizzare con occhio critico il presente a maggior ragione in un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo” queste le parole del Prefetto Carmine Belfiore nel suo intervento.

E mantenere la memoria sempre viva si legge anche nell’azione della Polizia di Stato e del Comune di Castiglion Fiorentino, impegnati nell’organizzazione di “una mostra permanente di questo, per certi versi, delicato periodo storico allestita nei locali della stazione ferroviaria rivolta soprattutto ai giovani; affinché non si perda mai la memoria” ha spiegato nel suo intervento il Questore di Arezzo, Cristiano Tatarelli.

Presenti alla cerimonia anche una rappresentanza delle scolaresche castiglionesi: Istituto d’Istruzione Superiore “Giovanni da Castiglione” e Istituto Comprensivo “Città di Castiglion Fiorentino”.

Nel suo intervento il sindaco junior, Adele Conti, ha detto: “io sono un Pezzetto di Mondo, ogni bambino può essere un ‘pezzetto di pace’, la pace assomiglia molto all’aria che respiriamo: è necessaria e ci permette di vivere bene insieme. Ma come si costruisce la pace? La pace inizia quando sorridiamo, ascoltiamo e risolviamo i litigi”.

A Castiglion Fiorentino, dove alla Polizia di Stato è stata conferita la Cittadinanza Onoraria, non pensiamo a chi indossa una divisa solo il 2 marzo, ma ci ricordiamo di loro tutti i giorni. Questo appuntamento lo vorrei spostare al giorno dopo perché è da domani che dobbiamo ricordarci degli uomini e delle donne in divisa. Ai ragazzi dico che il ricordo parte da oggi e termina il 1° marzo 2027” ha concluso il sindaco, Mario Agnelli.

In precedenza, la commemorazione di Emanuele Petri a Cortona. Il sindaco: «Un uomo e un servitore dello Stato esemplare».

La cerimonia a Camucia nel parco intitolato al sovrintendente capo della Polizia di Stato

«Emanuele Petri è stato un uomo e un servitore dello Stato esemplare», così il sindaco Luciano Meoni alla commemorazione che si è tenuta stamani, lunedì 2 marzo, nel parco di Camucia intitolato al sovrintendente capo della Polizia di Stato. «Dobbiamo avere il massimo rispetto per gli appartenenti alle forze dell’ordine – ha ricordato il sindaco di Cortona – soprattutto in periodi come questo, quando sono sotto attacco, per respingere qualsiasi tentativo di delegittimazione. La figura di Emanuele Petri ci sarà sempre cara per quel che ha rappresentato dal punto di vista umano e per il suo impegno come uomo delle istituzioni».

Alla cerimonia ha preso parte Alma Petri, moglie del poliziotto ucciso 23 anni fa dalle nuove Br, i familiari e le istituzioni provinciali. Sono intervenuti il prefetto di Arezzo Clemente Di Nuzzo e il questore, Cristiano Tatarelli. Partecipata anche la presenza delle scuole, grazie all’Istituto comprensivo Cortona 1, insieme ai rappresentanti delle associazioni di volontariato e di tutte le forze dell’ordine.

 

Emanuele Petri, in servizio presso il Posto di Polizia Ferroviaria di Terontola, fu assassinato in un agguato di matrice terroristica, durante l’espletamento del servizio, su un treno regionale sulla tratta Roma – Firenze, all’altezza di Castiglion Fiorentino il 2 marzo 2003. Sul treno, il Sovrintendente, insieme ai colleghi Fortunato e Di Fonzo procedeva al controllo delle generalità di due passeggeri, I due, un uomo e una donna, esibivano due carte d’identità apparentemente valide, poi risultate rubate e contraffatte; notate delle incongruenze, Emanuele comunicava i nominativi dei passeggeri alla sala operativa per i riscontri, avvicinandosi ai colleghi senza distogliere l’attenzione dai due passeggeri, avendo intuito che qualcosa non andava. In quel frangente, l’uomo estraeva una pistola e la puntava al collo di Petri, intimando agli altri due operatori di consegnare le armi. Sebbene sotto la minaccia di una pistola i poliziotti cercavano di sopraffare i due. Ne nasceva una violenta colluttazione con l’esplosione di alcuni colpi uno dei quali colpiva Petri a morte. La donna tentava di sparare al poliziotto, non riuscendoci. L’intervento dei poliziotti portò all’arresto di Nadia Desdemona Lioce e alla morte di Mario Galesi, vertice delle nuove brigate rosse. Grazie al sacrificio di Petri fu possibile recuperare materiale che permise di arrestare tutti gli elementi del gruppo.