Cronaca
Colpo notturno nel distretto orafo di Arezzo: la “banda del buco” assalta l’azienda Ekisson
Tornano a colpire i ladri di preziosi nel distretto orafo di Arezzo. Nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 gennaio, un gruppo di malviventi ha messo a segno un furto ai danni della ditta orafa Ekisson, situata nella zona industriale di Via Sergio Ramelli, già in passato teatro di episodi analoghi.
Secondo una prima ricostruzione, ad agire sarebbe stata la cosiddetta “banda del buco”, che per raggiungere gli ambienti produttivi dell’azienda orafa avrebbe utilizzato come punto di accesso i locali di una ditta confinante operante nel settore edile, la Milani. I ladri hanno realizzato cinque fori nelle pareti, creando un vero e proprio percorso sotterraneo tra le strutture fino a penetrare negli spazi di Ekisson.
L’azienda presa di mira è specializzata nella produzione e fornitura di leghe e metalli preziosi, materiali per saldature e soluzioni galvaniche destinate ai settori orafo, argentiero e della bigiotteria, comparti che continuano a rappresentare un obiettivo sensibile per la criminalità organizzata.
Indagini in corso, bottino da quantificare, danni certi
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, con il supporto della Polizia Scientifica e della Squadra Mobile di Arezzo, impegnati nei rilievi e nell’analisi delle modalità del colpo.
Al momento non è stato ancora quantificato il bottino sottratto all’azienda orafa, mentre risultano già consistenti i danni subiti dalla ditta edile utilizzata come passaggio: le prime stime parlano di circa 40mila euro tra strutture murarie compromesse e interventi di ripristino.
Nuovo allarme sicurezza nel distretto
L’episodio riaccende l’allarme sicurezza nel distretto dei preziosi aretino, già colpito in passato da furti con modalità simili. Un segnale che conferma come le aziende del comparto restino nel mirino di bande specializzate, capaci di agire con precisione e rapidità sfruttando edifici limitrofi e lavori mirati sulle strutture murarie.
Le indagini proseguono per individuare i responsabili e verificare eventuali collegamenti con altri colpi messi a segno recentemente nel territorio.






























