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venerdì | 06-03-2026

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Cronaca

Carburanti alle stelle per la crisi in Medio Oriente: diesel fino a 2,5 euro in autostrada. Scattano verifiche su possibili speculazioni

La crisi geopolitica in Medio Oriente e l’escalation militare legata al conflitto con l’Iran stanno producendo effetti immediati anche sui mercati energetici europei e sui prezzi dei carburanti in Italia. La chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il traffico di petrolio, ha innescato forti tensioni sulle quotazioni internazionali, con ripercussioni dirette sui listini alla pompa.

Secondo i dati diffusi nelle ultime ore, la benzina in modalità self service ha raggiunto in media 1,693 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 1,753 euro. Ma è lungo la rete autostradale che si registrano gli aumenti più pesanti: in diversi distributori il diesel servito ha superato la soglia dei 2,5 euro al litro, con picchi segnalati anche lungo tratte molto trafficate come la Autostrada A4 Milano-Brescia.

L’associazione dei consumatori Codacons parla apertamente di valori “estremamente preoccupanti”, mentre il settore dell’autotrasporto denuncia un impatto immediato sui costi di trasporto e sulla logistica.

Autotrasporto in allarme: costi in forte aumento

Le associazioni di categoria del trasporto su gomma lanciano l’allarme. Secondo Conftrasporto “il nostro settore paga il conto prima di tutti”, considerando che circa l’80% delle merci in Italia viaggia su strada.

Anche CNA Fita ha stimato le conseguenze economiche della nuova impennata dei prezzi: per ogni tir l’aggravio medio potrebbe raggiungere 2.400 euro annui, cifra destinata a salire oltre i 13.000 euro se il conflitto dovesse prolungarsi nei prossimi mesi.

La situazione appare differenziata anche a livello territoriale. Assotir segnala aumenti del gasolio che oscillano dai 10 centesimi in Lombardia fino ai 24 centesimi in Sicilia, con segnalazioni di criticità nell’approvvigionamento soprattutto in regioni come Campania e Lombardia.

Accuse di speculazione e ricorso all’Antitrust

In questo scenario si moltiplicano le accuse di speculazione lungo la filiera dei carburanti. Diverse organizzazioni dei consumatori – tra cui Assoutenti, Adoc e il Centro di formazione e ricerca sui consumi – sostengono che gli aumenti siano troppo rapidi rispetto all’andamento reale del petrolio.

Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha annunciato la presentazione di un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per verificare eventuali anomalie nei listini.

“Si tratta di un andamento del tutto anomalo per velocità ed entità dei rincari – sostiene Melluso – considerando che gran parte del petrolio oggi raffinato è stato acquistato mesi fa a prezzi più bassi e che non esiste una relazione diretta tra quotazioni del Brent e prezzi alla pompa”.

A sostegno della tesi viene citato il confronto con il 2012, quando il petrolio Brent era a 112 dollari al barile e la benzina costava circa 1,83 euro al litro, valore molto vicino a quello attuale nonostante le recenti riduzioni delle accise.

Il governo monitora la situazione

Il governo assicura che sul piano delle scorte energetiche non ci sono criticità immediate. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato che l’Italia dispone di uno dei livelli di stoccaggio più alti d’Europa e di fonti di approvvigionamento diversificate.

“Siamo nella condizione di essere abbastanza sicuri quantitativamente – ha spiegato – grazie allo stoccaggio elevato e alla diversificazione delle fonti”.

Nel frattempo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per il 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, presieduta dal Garante per la sorveglianza dei prezzi Benedetto Mineo, noto come “Mister Prezzi”.

La prima riunione sarà dedicata all’andamento dei mercati energetici e dei prodotti petroliferi, mentre la seconda analizzerà le possibili ricadute sull’inflazione e sul costo del carrello della spesa, con particolare attenzione al settore agroalimentare.

Guardia di Finanza in campo contro frodi e irregolarità

Parallelamente sono partiti controlli straordinari lungo tutta la filiera distributiva dei carburanti. La Guardia di Finanza, su indicazione del Ministero dell’Economia e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha rafforzato il presidio di legalità nel settore.

Le verifiche riguarderanno in particolare:

  • il rispetto delle norme sulla trasparenza e pubblicità dei prezzi nei distributori;

  • l’analisi dei margini lungo la filiera commerciale;

  • eventuali accordi anticoncorrenziali tra operatori;

  • il contrasto a evasione fiscale e frodi sui carburanti.

Le Fiamme Gialle controlleranno anche il rischio di diffusione di carburanti illegali, fenomeno che può emergere quando forti oscillazioni dei prezzi spingono alcuni operatori verso canali irregolari di approvvigionamento. Tra le irregolarità più diffuse figurano l’immissione in consumo di prodotti sottratti al regime fiscale, la falsa classificazione merceologica dei carburanti e le violazioni nella tracciabilità dei prodotti energetici.

Le richieste al governo

Nel frattempo il mondo del trasporto e dei consumatori chiede interventi urgenti per contenere l’impatto economico.

CNA Fita propone un credito d’imposta straordinario per le imprese di autotrasporto finanziato con l’extragettito Iva derivante proprio dall’aumento dei prezzi dei carburanti.

Conftrasporto chiede invece la sospensione temporanea del sistema ETS per il trasporto e misure di sostegno al settore logistico, sul modello di quanto già adottato da paesi come la Spagna.

Il Centro di formazione e ricerca sui consumi propone infine una riduzione immediata dell’Iva sui carburanti, per attenuare gli effetti dei rincari su famiglie e imprese.

Con il petrolio Brent che oscilla attorno agli 82 dollari al barile e il prezzo del gas europeo aumentato tra il 30 e il 40%, il timore diffuso è che la crisi energetica possa presto tradursi in una nuova spinta inflazionistica, aggravando ulteriormente il quadro economico italiano.

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