Cronaca
Bibbiena, due gatte colpite da armi da fuoco: sdegno e appello contro la violenza sugli animali
Un grave episodio di violenza contro gli animali è emerso nei giorni scorsi a Bibbiena. Due gatte sono state colpite con armi da fuoco vere, non ad aria compressa, come denunciato dallo Scudo di Pan, associazione animalista nata nel 2006 con lo scopo di aiutare e difendere gli animali in difficoltà. Le condizioni degli animali sono parse subito serie: una presenta una zampa gravemente compromessa, mentre l’altra, oltre all’arto danneggiato, ha numerosi pallini di piombo nel corpo.
Le due gatte, Lucy ed Ewa, sono attualmente ricoverate presso la Clinica Pet Care Chimera. I veterinari Laura Benedetti e Federico Vegni stanno valutando con estrema attenzione gli interventi necessari: per una delle due si sta lavorando all’arrivo di una protesi speciale, che potrebbe restituirle una vita dignitosa; per l’altra, la situazione resta critica e l’obiettivo primario è salvarle la vita.
Chi ha rinvenuto le gatte ha già sporto denuncia ai Carabinieri, passaggio ritenuto fondamentale per fare chiarezza e individuare i responsabili. Dallo Scudo di Pan sottolineano come episodi simili non siano solo crudeli, ma estremamente pericolosi anche per le persone. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai volontari che hanno curato il recupero e a chi si è reso disponibile fin dalle prime ore. Dopo gli interventi, le gatte faranno la convalescenza presso il rifugio dell’associazione, che si è fatta carico anche delle spese veterinarie.
Sulla vicenda interviene Michela Senesi, responsabile provinciale del Dipartimento Tutela Animali di Fratelli d’Italia:
“Gli atti di violenza contro gli animali come quelli accaduti a Bibbiena sono frutto di una carenza educativa e di una profonda mancanza di civiltà. Colpire degli animali con armi da fuoco è un gesto indegno che deve essere condannato senza ambiguità”.
Senesi ricorda che è stata presentata denuncia e auspica che i responsabili vengano individuati e perseguiti. Sottolinea inoltre il valore dell’educazione: “Il Governo ha inserito negli obiettivi dell’educazione civica i valori del rispetto e della tutela degli animali. Senza una formazione adeguata fin dalla scuola, anche le leggi più severe rischiano di essere insufficienti”.
La responsabile evidenzia infine il ruolo centrale del volontariato e il segnale dato dalle nuove norme: “Fare del male a un animale non è un incidente, è una decisione. Con le nuove disposizioni, il maltrattamento non è più un reato ‘minore’: chi abusa o ferisce un animale rischia pene più severe e, in caso di recidiva, l’esclusione definitiva dal possesso di animali. Il messaggio è chiaro: la crudeltà non è più tollerata”.
L’auspicio condiviso è che Lucy ed Ewa possano superare questo momento drammatico e che l’autore – o gli autori – di un gesto così grave rispondano delle proprie azioni, perché la tutela degli animali è anche tutela della civiltà di una comunità.




