Cronaca
Assalto in villa, l’auto pronta per la fuga ritrovata a Ottavo: caccia ai complici, dall’Albania arriva il fratello della vittima
Arezzo – Nuovi elementi emergono sul tragico epilogo dell’assalto in villa avvenuto nella serata di venerdì 13 febbraio a Gorello, nella campagna aretina, a pochi chilometri da Policiano. Un episodio che ha scosso profondamente il territorio e alimentato un forte sentimento di esasperazione tra i residenti e non solo.
L’auto ritrovata e il giallo della fuga
L’auto utilizzata dai malviventi, una Renault Captur risultata rubata, è stata ritrovata in località Ottavo, a poche centinaia di metri dal luogo dei furti e da dove ha perso la vita Arben Cristea, 46 anni, cittadino albanese. Secondo gli inquirenti, il veicolo potrebbe essere stato piazzato lì ore prima, forse già il giorno precedente, pronto per la fuga dopo i colpi. A quella macchina, però, i due complici non sono mai tornati.
Le ipotesi al vaglio, a questo punto, sono quella di una fuga a piedi, vagando nella notte tra le campagne per evitare i posti di blocco dei Carabinieri, istituiti lungo le principali arterie, in particolare la Strada Regionale 71, oppure una fuga con un altro mezzo, ancora da individuare.
Gli accertamenti proseguono per chiarire se l’auto ritrovata sia effettivamente riconducibile alla banda e se possa svelare tracce utili a svelare l’identità e ricostruire i movimenti dei fuggitivi.
Gli ultimi istanti
Scattato l’allarme alle 20.39, sono intervenuti i parenti del proprietario dell’abitazione dell’avvocato 76enne. Sorpresi sul fatto dal nipote dell’avvocato, i tre ladri hanno abbandonato l’argento e i monili e sono fuggiti. Dopo aver superato una prima recinzione, si sono trovati davanti a un rio da scavalcare. Nel salto, Arben Cristea è rimasto ferito mortalmente. L’uomo, irregolare in Italia e con precedenti per reati contro il patrimonio, è caduto da un dislivello di circa tre metri e mezzo, nel buio e nel fango, finendo su un paletto di ferro di una recinzione elettrica a bassa tensione anti-cinghiali. Il ferro conficcato ha provocato un gravissimo trauma alla rete venosa e uno shock emorragico che ha causato in breve tempo, probabilmente cinque minuti, l’arresto cardiaco e la morte. I complici lo hanno lasciato sul posto. L’uomo, sentito gridare dal dolore, si è trascinato per circa cinquanta metri, crollando infine in un orto, dove è stato trovato dai carabinieri che nel frattempo erano intervenuti per l’altro furto segnalato alle 20 nella stessa zona.
Una morte dunque accidentale, secondo la ricostruzione dei Carabinieri.
Nessun legame con gli spari
È stato escluso qualsiasi collegamento tra la morte del ladro e i due colpi di pistola esplosi in aria – a scopo intimidatorio – dall’avvocato 76enne, regolare detentore dell’arma, che nel frattempo era rientrato in casa. Gli spari, secondo la ricostruzione, sarebbero avvenuti dopo l’infortunio. Sono in corso esami balistici per completare il quadro.
Indagini in corso
Nella stessa fascia oraria sarebbero stati pianificati altri assalti tra Gorello e Policiano, almeno uno era già andato a segno: dopo l’effrazione di una finestra, i ladri avevano rubato un paio di orecchini da un’abitazione sita a poche decine di metri dalla villa, nel lato opposto della strada.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Angela Masiello, dopo il sopralluogo effettuato dalla procuratrice capo Gianfederica Dito. Il fascicolo è aperto contro ignoti per omicidio colposo.
Gli investigatori stanno mettendo in fila tutti gli elementi per ricostruire l’organizzazione della banda e individuare i due fuggitivi, che potrebbero trovarsi ancora sul territorio.
Dall’Albania arriva il fratello della vittima
Il corpo di Arben Cristea si trova all’obitorio dell’Ospedale San di Arezzo, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dall’Albania è arrivato in Italia il fratello del 46enne, in vista dell’autopsia che dovrà chiarire in modo definitivo la causa della morte e ogni aspetto della dinamica. La vicenda ha avuto ampia eco anche sui media albanesi, che parlano di morte accidentale durante la fuga e sottolineano i precedenti penali dell’uomo.
Intanto, tra ville, oliveti e stradine poco illuminate, resta alta la tensione in una zona che da tempo denuncia furti ripetuti e scarsa sicurezza, mentre prosegue la caccia ai complici in fuga.




