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giovedì | 22-01-2026

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Attualità

Subbiano. Associazione Nazionale Carabinieri e Centro diurno L’Accordo: quando l’inclusione è ascolto

Una mattinata, quella di lunedì scorso 19 gennaio, all’insegna dell’inclusione e della solidarietà ha animato Subbiano, dove la Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Subbiano, ha consegnato una serie di doni al Centro diurno di socializzazione L’Accordo, realtà che da molti anni opera a sostegno di persone con difficoltà cognitive e intellettive.

L’iniziativa nasce da una relazione quotidiana e concreta: la sede dell’ANC è infatti adiacente al Centro, rendendo continuo l’incontro con gli ospiti, gli educatori e le famiglie. Da qui l’idea di offrire un supporto mirato, donando materiali utili a favorire lo sviluppo e il mantenimento delle autonomie personali degli utenti.

Il gesto dell’ANC: vicinanza concreta alla comunità

A spiegare il senso dell’iniziativa è Paolo Sereni, presidente della sezione locale dell’Associazione Nazionale Carabinieri:
«Quando hanno bisogno siamo sempre a disposizione. Basta che ci dicano di cosa hanno necessità e noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di accontentarli. In questo caso abbiamo portato strumenti utili per abituarli a svolgere le attività quotidiane per la persona e la casa: dal ferro da stiro al phon, dallo stendibiancheria ad altri materiali. È importante stare vicino a tutto il paese, ma soprattutto alle persone più bisognose».

L’ANC di Subbiano, già impegnata nelle iniziative promosse dal Comune e dalle associazioni del territorio per il mantenimento della sicurezza e della coesione sociale, amplia così il proprio ruolo, affiancando alla tutela dell’incolumità anche un’azione concreta di inclusione.

Un centro nato dalle famiglie

Il Centro diurno L’Accordo nasce negli anni ’90 da un’esigenza diretta dei genitori, che si costituirono in una cooperativa di famiglie. Oggi, dopo diversi cambiamenti strutturali, è gestito dalle cooperative L’Albero e La Rua.
Si tratta di una struttura aperta e flessibile che, attraverso laboratori e attività diversificate, favorisce il mantenimento e lo sviluppo dell’autonomia personale e l’integrazione sociale nel territorio. Molti degli ospiti frequentano il centro sin dalla sua nascita e oggi hanno tra i 30 e i 40 anni.

Il punto di vista dell’amministrazione comunale

Presente all’incontro anche il sindaco di Subbiano, Ilaria Mattesini, che ha sottolineato il valore della sinergia territoriale:
«L’Associazione Nazionale Carabinieri svolge tanti servizi per Subbiano e oggi ne offre un altro esempio: non più legato alla salvaguardia dell’incolumità, ma all’inclusione. Questa collaborazione tra le realtà del territorio è un grande dono per la nostra comunità, perché dimostra la capacità di ascoltare i bisogni degli altri. Il Centro L’Accordo è un punto di riferimento per le famiglie e un esempio concreto di integrazione: qui sono cresciute tante persone che hanno trovato un aiuto reale per sviluppare le proprie abilità».

“Qui le autonomie si costruiscono ogni giorno”

A entrare nel merito del lavoro quotidiano è Laura Ruggeri, responsabile del Centro:
«Il gesto dell’ANC è un esempio di attenzione che il paese ha verso la nostra realtà. Per noi è fondamentale l’ascolto dei bisogni, che si traduce nell’avere strumenti concreti per lavorare sulle autonomie. Nel centro abbiamo un laboratorio di cucina permanente: fare la spesa, uscire nei negozi, usare i soldi, cucinare, lavare i piatti, fare il bucato, stendere e stirare. Sono attività che spesso si danno per scontate, ma che per i nostri ospiti richiedono un lavoro costante e quotidiano».

Nel tempo, L’Accordo è diventato per molti una vera “famiglia” e una “casa”, un luogo dove crescere come adulti, imparando a gestire la vita quotidiana e, quando possibile, avvicinarsi al mondo del lavoro.

Una storia che parla di inclusione reale

Emblematica è la storia di Andrea Ruggeri, che ha iniziato a frequentare il centro fin dalla sua nascita, negli anni ’90.
«Quando Andrea arrivò – racconta Laura Ruggeri – non sapeva neppure fare il nodo ai lacci delle scarpe. Oggi è aiuto cuoco a Rondine Cittadella della Pace».

Un percorso costruito attraverso tirocini formativi nel territorio, dal ristorante Chenno al bar Gianna Celli, fino all’esperienza a Rondine, che si è conclusa con un’assunzione a tempo indeterminato come aiuto cuoco due volte a settimana.
«È una conquista importante – conclude la responsabile del centro – perché l’inserimento lavorativo, dopo la scuola, è una delle sfide più difficili. Quando otteniamo risultati come questo, che parlano davvero di inclusione, proviamo una grande gioia e orgoglio per il lavoro svolto».

Una mattinata semplice, ma carica di significato, che ha mostrato come l’inclusione nasca prima di tutto dall’ascolto e dalla capacità di fare rete.