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Madonna del Conforto, Arezzo rinnova la sua fede: le solenni celebrazioni in Cattedrale
La Madonna del Conforto continua a rappresentare, ieri come oggi, un punto di riferimento profondo e identitario per la comunità aretina. Anche quest’anno, oggi 15 febbraio, la città di Arezzo vive la sua giornata più sentita, con una grande partecipazione di fedeli alle celebrazioni religiose nella Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, cuore spirituale della diocesi. La Santa Messa Pontificale presieduta dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa.
Le celebrazioni di oggi
Il programma liturgico accompagna l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino. Alle 6.00 le Lodi mattutine e la prima Santa Messa aprono la festa. Il momento centrale sarà alle 10.30, con la Santa Messa Pontificale presieduta dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, la cui presenza conferisce un significato ancora più forte alla ricorrenza.
Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 16, è previsto il Rosario meditato, seguito alle 17 dai Secondi Vespri. Alle 18 la Santa Messa solenne sarà presieduta dal vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Andrea Migliavacca, con la partecipazione dei ministranti. In serata, alle 21.30, spazio alla tradizione con l’omaggio alla Madonna del Conforto da parte del mondo della Giostra del Saracino, uno dei momenti più suggestivi e identitari per la città.
Nel corso della giornata saranno celebrate ulteriori Messe alle 7, 8, 9, 13, 16, 20, 22 e 23. Le celebrazioni nelle parrocchie del centro storico sono sospese dalle 10 alle 13, per favorire la partecipazione comune in Cattedrale.
La storia del miracolo
La devozione alla Madonna del Conforto affonda le sue radici in un evento che ha segnato profondamente la storia cittadina. La sera del 15 febbraio 1796, nella cantina dell’ospizio dei camaldolesi – oggi monastero delle Domenicane di clausura, all’imbocco di via Garibaldi – tre artigiani e una cantiniera stavano pregando davanti a un piccolo quadretto di terracotta invetriata raffigurante Maria a mezzo busto con la scritta “S. Maria, ora pro nobis”.
L’immagine, annerita dal fumo di un fornello, da un lampadino a olio e dall’umidità, era ormai quasi irriconoscibile. Improvvisamente, sotto gli occhi dei presenti, la Madonna apparve bianchissima e luminosa, senza più traccia del nero e del giallo che la ricoprivano. Da quel momento cessò il lungo flagello del terremoto che da quindici anni affliggeva Arezzo. Fu il segno del conforto tanto atteso.
La devozione
Per custodire la loro “Madonnina del Conforto”, gli aretini costruirono in Cattedrale una cappella monumentale, ricca di marmi e opere d’arte, dove l’immagine è conservata in un prezioso reliquiario. Nei decenni e nei secoli successivi, Papi, cardinali, vescovi, regnanti e principi giunsero ad Arezzo per venerarla. Il 15 agosto 1814 la Madonna del Conforto fu incoronata dal Capitolo Vaticano.
Ancora oggi, chi entra in Cattedrale è colpito dalla scritta che sovrasta la cancellata della cappella:
“Confortetur cor tuum: ecce Mater tua” – Si conforti il tuo cuore: ecco tua Madre.
Per gli aretini, varcare quel cancello significa aprire il cuore alla fiducia e alla speranza, soprattutto nei momenti di prova, dolore e sofferenza.
Una festa che unisce fede e identità
Ogni 15 febbraio, Arezzo rinnova un legame che va oltre la dimensione religiosa: la Madonna del Conforto è la “Bianca Regina” della città, simbolo di protezione, speranza e appartenenza. Una devozione che unisce generazioni e che trova la sua espressione più autentica nella folla che oggi, come allora, sale alla Cattedrale cantando:
“Ave, spes nostra… O Maria, tu sei la nostra speranza”.




