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sabato | 14-02-2026

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Attualità

Il cardinale Pizzaballa in visita alla Cittadella della Pace: “Rondine è un simbolo e un segno di cui abbiamo bisogno”

Arezzo – “Rondine è una realtà piccola, ma è un simbolo e un segno di cui abbiamo bisogno. Rondine non è utopia: è il desiderio di rendere visibile il sogno di ogni uomo, quello di vivere in pace. Il sogno di chi, come voi, non ignora i conflitti armati che sono nel mondo ma nemmeno li accetta. Per questo è importante fare questa esperienza, ma è importante poi metterla in pratica, trasferirla nella propria comunità. Se siete qui è perché ci credete, altrimenti non mettereste in gioco la vita per due anni”.

Queste le parole del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, oggi in visita a Rondine Cittadella della Pace, alla vigilia dell’incontro pubblico “Giustizia e Pace in Terra Santa”, promosso dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, da Rondine e dalla Caritas diocesana.

“In questo momento – continua Pizzaballa – la sfiducia è totale ed è il frutto di una narrativa culturale, religiosa e politica che ha portato a questo, lo ha reso possibile e accettabile. Se tu disumanizzi l’altro, è solo questione di tempo che la violenza vera arrivi. Per questo il patrimonio più grande, in questo momento, è la fiducia, ma servirà tempo e non sarà facile ritrovarla. Oggi non è il momento di iniziative nuove, ma verrà il momento e lì avremo bisogno di voi – afferma il Patriarca rivolgendosi ai giovani di Rondine – che avete avuto l’opportunità di fare questo percorso”.

Il Cardinale è stato accolto dal presidente e fondatore Franco Vaccari e da una delegazione dei giovani di Rondine, da mons. Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

“Un incontro desiderato da tempo che ha dato a tutti noi un forte coraggio, soprattutto ai ragazzi, sapere che c’è una personalità così impegnata, con forza e discrezione allo stesso tempo, con parole di pace. Grazie per essere qui: è un dono la tua presenza in questo luogo che tenta di custodire l’umano”,

ha affermato Franco Vaccari, ricordando il primo incontro con Pierbattista Pizzaballa nel 2004, quando divenne Custode di Terra Santa. Una relazione costruita e custodita nel tempo, rivelatasi fondamentale per il lavoro di Rondine in Medio Oriente, per far conoscere ai giovani l’opportunità di vivere due anni a Rondine, incontrare il proprio “nemico” e intraprendere un percorso che mette al centro la riconciliazione, la condivisione del dolore e il recupero delle radici comuni dell’umano.

La visita è stata una passeggiata attraverso i luoghi simbolo della Cittadella, tappe di un racconto che intreccia storia, valori e visione: dal Monumento “Un Volo di Rondini”, che esprime le radici spirituali e culturali di Rondine, la salita della bandiere, fino al Castello medievale, segno di un passato “fortificato” oggi rovesciato dalla presenza di giovani “nemici” che arrivano da contesti di guerra di tutto il mondo per cambiare la storia, a partire da sé stessi.

Cuore dell’incontro è stato l’intenso confronto con i giovani di Rondine: un dialogo aperto e libero che il cardinale Pizzaballa ha tenuto con gli studenti della World House, tra cui anche giovani provenienti dal Medio Oriente, e con gli studenti del Quarto Anno Rondine, giovani di tutta Italia che hanno scelto di vivere un anno di scuola internazionale e interculturale alla Cittadella della Pace.

Mons. Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo ha affermato:

“Grazie ragazzi. Entrando qui si sente il clima della famiglia, dell’amicizia, del dialogo, della ricerca di domande e di speranza sul futuro e la condivisione del dolore della vostra vita. Quello che si respira, nel sentire prima che nella testa, è il passo possibile che riusciamo a realizzare. Siete dono anche per la Diocesi, per la comunità cristiana e per il territorio di Arezzo. Un piccolo seme che, come dice il Vangelo, cresce di giorno e di notte e diventa un grande albero”.

Un incontro partito dalla condivisione delle storie personali di giovani come Atzamas, osseto sopravvissuto miracolosamente alla strage di Beslan del 2004 e che ha fatto della sua vita una missione.

“Oggi vivo per me stesso, ma anche per loro. È stata una fortuna incontrare Rondine: è un luogo unico. Qui i nemici possono guardarsi negli occhi con lo stesso dolore e trovare fraternità”.

“Rondine è la porta per superare il sentimento di impotenza – racconta Anna, proveniente dalla Russia –. Le guerre distruggono tutto, anche la relazione tra le persone. Ci vuole una grande forza per andare oltre il dolore e fare un passo verso l’altro. Rondine insegna proprio questo: imparare a fare il primo passo possibile”.

Perché “la pace a volte comincia da una sola decisione”, come racconta Bernadette, che ricorda di aver sentito la sua prima esplosione a soli 11 anni a Bamako, città del Mali dove è nata.

“La guerra mi ha insegnato l’assenza e la distanza. Ma ho fatto una scelta. Non quella dell’odio. Non quella delle armi. Quella della parola e del dialogo. E se, nonostante tutto, riesco ancora a credere nella pace, allora non è ingenuità. La pace è una responsabilità. E appartiene a tutti noi”.

Una profonda commozione, ma anche domande, curiosità e riflessioni che hanno dato vita a uno scambio intenso, offrendo stimoli preziosi a giovani che stanno crescendo come leader di pace attraverso il Metodo Rondine, che insegna a trasformare il conflitto in modo generativo. Un piccolo presidio contro questo tempo segnato dalla sfiducia, come ha ricordato il cardinale Pizzaballa, che vuole tenere viva la scintilla dell’umano.

È anche in questo senso che il tema dell’inquietudine scelto da Rondine per YouTopic 2026, che si terrà dal 4 al 7 giugno, risuona profondamente: non come paura, ma come forma di vigilanza dell’umano. Una vigilanza che, come ha sottolineato il cardinale, “è necessaria perché la pace non è mai acquisita una volta per tutte, ma ha bisogno di essere custodita ogni giorno”. In questa prospettiva, YouTopic 2026 si propone di essere uno spazio aperto per accogliere una grande comunità senza odio, in cui l’inquietudine diventi responsabilità, cura delle relazioni e impegno concreto.

Al termine dell’incontro, gli studenti hanno consegnato al Patriarca un dono simbolico: una riproduzione artistica del Monumento “Un Volo di Rondini”, realizzata grazie al prezioso lavoro e alla generosità dei professionisti aretini dell’azienda Sem-Ar S.r.l. Il monumento originale è collocato all’ingresso della Cittadella della Pace ed è stato ideato dall’imprenditore e amico di Rondine Giuseppe Baracchi. Il cardinale Pizzaballa ha quindi firmato il libro d’oro degli ospiti di Rondine, lasciando una dedica e un incoraggiamento per il lavoro di riconciliazione che la Cittadella della Pace porta avanti da quasi trent’anni.

La visita – alla quale hanno preso parte anche il generale dei Camaldolesi, dom Matteo Ferrari, il padre guardiano della Verna, fra Guido Fineschi, fra Matteo Brena, commissario di Terra Santa della Provincia toscana dei Frati Minori, e don Fabrizio Vantini, direttore della Caritas diocesana – si è conclusa con un pranzo condiviso, seguito da un momento dedicato alla stampa, che il Patriarca ha accolto con disponibilità e calore, confermando ancora una volta la profonda sintonia con l’esperienza di Rondine e con il suo impegno quotidiano per la pace.

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