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domenica | 15-02-2026

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Attualità

“I Giovedì di Rondine”: incontro con il deputato Alessandro Cattaneo per il ciclo “Domande alla politica”

Presente anche il vescovo Andrea Migliavacca conterraneo e amico di lunga data.

Prosegue alla Cittadella della Pace di Rondine il ciclo di incontri “I Giovedì di Rondine 2026”, un percorso di dialogo e riflessione che, da gennaio a maggio, intreccia spiritualità e cultura politica per interrogare il nostro tempo segnato da crisi globali, conflitti e profonde trasformazioni sociali.

Ospite dell’incontro di ieri giovedì 12 febbraio del ciclo “Domande alla Politica” Alessandro Cattaneo, deputato al Parlamento italiano e responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia. 

Al centro della riflessione Fede e politica: la politica come servizio e la centralità della persona in una dimensione comunitaria. Temi cruciali per ripensare il ruolo dell’impegno pubblico in una fase storica di forte disaffezione e polarizzazione. 

Presente anche il vescovo Andrea Migliavacca legato al Deputato da un’amicizia di lunga data nata proprio nella città natale di Pavia in cui Cattaneo ha assunto anche carica di sindaco.  

Il racconto della serata nell’intervista al deputato Alessandro Cattaneo 

Deputato quali sono stati i temi principali di questa serata? 

Ma è stata la condivisione di un’esperienza personale da cui poi si è partiti per una riflessione sul momento storico, per analizzare il momento che vive la politica, l’istituzione e in qualche modo anche il mondo. Forti di una piattaforma di valori comuni, abbiamo parlato anche dell’impegno dei cattolici in politica, a partire dalla mia testimonianza personale e poi ne è nato un bel confronto, un confronto che a me sicuramente ha arricchito, e che è se fatto con sempre più forza, di certo rende più forte la nostra democrazia e le nostre istituzioni.

Tra le parole di questa sera, la politica come servizio, la persona al centro, il dialogo, tutti i temi centrali nell’esperienza di Rondine. Com’è stato questo incontro con questa realtà, come l’ha trovata?
È stato un incontro provvidenziale, entusiasmante e vederlo di persona devo dire che colpisce. Rondine ormai è famosa e tutti sappiamo quello che si fa, ma come sempre viverlo, poi da vicino respirarlo davvero, segna.
È un’esperienza che va esportata, è un’esperienza attualissima, seppur in qualche modo nata 30 anni fa, ma a quanto pare oggi c’è ancora più bisogno di dialogo per avvicinare parti lontane e di farlo con un’esperienza delle prassi che funzionano. Quindi da qua in avanti un percorso che si rafforza ancora di più nella vicinanza

Rondine forma giovani leader di pace provenienti da luoghi di guerra, potrebbe essere un luogo dove si forma anche la classe politica italiana, dove viene a confrontarsi e metterci in gioco magari con nuove modalità, con il metodo Rondine? 

Assolutamente sì, intanto il metodo Rondine ormai ha abbastanza anni per vedere anche poi la sua verifica e devo dire che ci sono casi eclatanti di classe dirigente che è uscita da qua e è diventata tale nei propri paesi di origine e sono costruttori di pace. Ecco, forti di questa esperienza, perché no dobbiamo anche portarlo nell’ambito politico.
Qualche idea l’abbiamo messa in campo anche dialogando questa sera, perché la politica ha bisogno di competenza, oltre che di passione, la competenza si costruisce con la formazione. I partiti oggi fanno meno formazione di un tempo, la formazione è magari lasciata all’esperienza dell’istituzione –  anche se ottima per carità –  quando si entra in un consiglio comunale o in una dinamica di comunità politica, però credo che contaminare la politica con il messaggio formativo di Rondine, sicuramente la politica e anche i partiti, ne trarrebbero, anzi ne trarranno beneficio, perché abbiamo voglia di metterlo in campo

Quindi è nato un sogno, è nato un piccolo progetto questa sera, possiamo dirlo? 

Diciamo pure di sì, con grande grande passione abbiamo messo un seme e lo porteremo avanti.

 “I Giovedì di Rondine” sono un invito aperto a fermarsi, ascoltare e lasciarsi trasformare dall’incontro con l’altro, in un tempo che chiede con urgenza parole di pace e responsabilità condivise. Si articolano in due itinerari distinti e intrecciati:
“Parole di Pace”, cammino spirituale e interreligioso che attraversa Torah, Bibbia e Corano, e “Domande alla Politica”, nuovo ciclo dedicato alla lettura critica del presente e alle responsabilità della politica contemporanea, in dialogo con il progetto internazionale “Leaders for Peace”, presentato alle Nazioni Unite.

I prossimi appuntamenti in programma

Parole di Pace

  • 26 febbraioEnrico Fink, presidente della Comunità Ebraica di Firenze
  • 5 marzoShahrzad Houshmand Zadeh, teologa musulmana
  • 7 maggioSabino Chialà, priore della Comunità Monastica di Bose

Domande alla Politica

  • 19 febbraioFranco Vaccari e Paolo Nicchi, conversazione a partire da Guerra e pace di Lev Tolstoj
  • 16 aprileElena Granata, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano, sul ruolo degli spazi nella generazione di comunità
  • 23 aprileTommaso Greco, professore di Filosofia del Diritto, con una critica della ragione bellica per ripensare la pace
  • 30 aprileRiccardo Luna, giornalista, sul futuro del giornalismo nell’era dei social network e dell’intelligenza artificiale
  • 21 maggioChiara Bonaiuti, ricercatrice IRES Toscana, su economia delle armi e rapporto tra guerra e capitalismo europeo contemporaneo

Gli incontri si svolgono ogni giovedì secondo il seguente programma:

  • ore 19.30 – Preghiera cristiana presso la Cappellina della Pace
  • ore 20.00 – Cena frugale
  • ore 21.00 – Incontro

La partecipazione è libera e modulare. È richiesta l’iscrizione scrivendo a [email protected].

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