Attualità
Dino Radolovich, dalla Jugoslavia di Tito al campo di Laterina
LATERINA PERGINE VALDARNO (AR) – Una Sala Consiliare gremita, un ascolto partecipe e silenzioso, parole capaci di trasformare la memoria storica in esperienza viva. Si è conclusa così la presentazione di “Due valigie in tutto”, il volume autobiografico di Dino Radolovich, evento inserito nelle celebrazioni del Giorno del Ricordo.
Per una sera, Laterina è diventata il cuore pulsante della memoria giuliano-dalmata, confermando il legame profondo tra la comunità locale e la storia degli esuli italiani che, nel dopoguerra, trovarono accoglienza nel Centro Raccolta Profughi (CRP) del territorio.
Il racconto dell’esilio, tra memoria e comunità
Nel dialogo con i cittadini e le istituzioni, Radolovich ha ripercorso con intensa partecipazione emotiva gli anni trascorsi proprio nel CRP di Laterina. Un racconto che ha dato carne e ossa ai documenti storici, rendendo tangibile il dramma di chi è stato costretto a lasciare la propria terra con poco più di “due valigie”.
Un confronto diretto, autentico, che ha trasformato la narrazione autobiografica in memoria collettiva, coinvolgendo più generazioni.
Il sindaco Tassini: «Non è più un auspicio, ma un impegno»
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il sindaco Jacopo Tassini, che ha espresso grande soddisfazione per la risposta della cittadinanza.
«La partecipazione di oggi – ha dichiarato – dimostra che la memoria delle foibe e dell’esilio è un tema profondamente sentito. Questo ci dà la forza di ribadire con ancora più vigore la necessità di porre la massima attenzione sulla realizzazione del Museo del Ricordo. Non è più solo un auspicio, ma un impegno concreto che l’Amministrazione vuole portare a compimento: Laterina merita un polo museale che sia testimonianza perenne e centro di studio di rilevanza nazionale».
Cultura come narrazione viva
Sulla stessa linea l’assessora alla Cultura Alessandra Chighine, che ha evidenziato il significato culturale e civile dell’incontro.
«Vedere una platea così numerosa ascoltare il racconto di Dino Radolovich è la prova che la strada intrapresa è quella giusta. Il futuro Museo del Ricordo di Laterina dovrà essere esattamente questo: un luogo di narrazione viva, capace di parlare alle persone».
Chighine ha poi ribadito l’impegno dell’Amministrazione sul piano operativo:
«Continueremo a lavorare senza sosta per intercettare fondi e collaborazioni, come quelle con la Regione Toscana e con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, per rendere onore alla storia di questo territorio e dell’intero Paese».
Un percorso che continua
L’Amministrazione comunale ha ringraziato l’autore e tutti i presenti, ricordando che il percorso di valorizzazione dell’ex campo profughi di Laterina non si esaurisce con questo appuntamento.
Sono già previsti nuovi incontri pubblici e tavoli tecnici, con l’obiettivo di trasformare la memoria in progetto culturale stabile, capace di custodire il passato e trasmetterlo alle generazioni future.
A Laterina, la memoria non resta nei libri: diventa impegno, visione e responsabilità condivisa.




