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sabato | 07-03-2026

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Attualità

Arezzo marcia per la pace: “Se vuoi la pace, prepara la pace”

AREZZO – Un invito forte a dire no alla guerra e a ogni forma di violenza. Con questo spirito si è svolta la terza edizione della marcia per la pace ad Arezzo, promossa dalla rete aretina pace e disarmo per ribadire l’urgenza di costruire percorsi di dialogo in un contesto internazionale sempre più segnato dai conflitti.

Il tema scelto per l’iniziativa è stato chiaro: “Se vuoi la pace, prepara la pace”, un messaggio che richiama alla responsabilità collettiva e alla necessità di uscire dalla logica della guerra.

La marcia ha preso il via da Piazza San Jacopo: da qui associazioni, movimenti e cittadini hanno camminato insieme attraversando il centro storico fino alla Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, dove si è svolto un momento di riflessione condivisa dedicato al valore del dialogo e alla necessità di costruire percorsi di pace.

Tra i partecipanti anche il vescovo della diocesi di Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Andrea Migliavacca, che ha sottolineato il valore simbolico e civile dell’iniziativa.

«È un segno e un esserci nella città con varie aggregazioni per la pace – ha spiegato – per uscire dalla logica, dalla propaganda e dalla retorica della guerra. Oggi sembra essersi imposta nel mondo una logica che non è più quella del diritto ma quella del più forte, ed è una situazione davvero drammatica e preoccupante per come i grandi delle nazioni si stanno muovendo. Noi vogliamo dire che dobbiamo tornare al dialogo, alla diplomazia e alla pace».

Il vescovo ha parlato anche di un’escalation internazionale che appare sempre più difficile da fermare. «È un’escalation molto pericolosa – ha aggiunto – e purtroppo sembra anche cercata, voluta. Per questo dobbiamo far sentire con forza la nostra voce per arrivare a una pace disarmata e disarmante, come ci ha indicato Papa Leone XIV».

Alla marcia ha preso parte anche Vincenzo Ceccarelli, candidato sindaco di Alleanza progressista, che ha richiamato l’attenzione sulle preoccupazioni diffuse tra i cittadini.

«Credo che tutte le persone di buona volontà siano davvero preoccupate per quello che sta accadendo nel mondo. Le guerre, anziché cessare, si moltiplicano e questo è estremamente grave per l’umanità. Le conseguenze si vedono anche sul piano economico e generano una prospettiva di inquietudine che preoccupa tutti».

Ceccarelli ha ricordato anche il valore simbolico che la città riveste nel panorama internazionale della costruzione della pace, citando l’esperienza di Rondine Cittadella della Pace, realtà che da anni lavora per il superamento dei conflitti attraverso il dialogo tra giovani provenienti da paesi in guerra.

«Oggi Arezzo sta dando una bella dimostrazione – ha concluso – e dobbiamo ringraziare tutte le associazioni che organizzano questa marcia. Mi auguro che appuntamenti come questo possano moltiplicarsi, perché è necessario invocare senso di responsabilità da parte di chi nel mondo dovrebbe lavorare per superare i conflitti e invece sembra andare nella direzione opposta. Ognuno di noi deve continuare a impegnarsi e sentirsi parte di un movimento che chiede pace».

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