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venerdì | 27-02-2026

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Arte

Il mondo dell’arte piange Paola Refice. Addio a una protagonista della tutela del patrimonio

Profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Paola Refice, figura di assoluto rilievo nel panorama culturale aretino, dove ha operato per oltre quarant’anni con competenza scientifica, rigore amministrativo e una passione civile rara, diventando un punto di riferimento imprescindibile per la tutela del patrimonio storico-artistico. Per molti anni Refice ha svolto il ruolo di funzionaria della Soprintendenza ABAP di Arezzo e direttrice dei musei statali del territorio di Arezzo.

Così la ricordano le direttrici e il personale dei Musei di Arezzo, Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna, Affreschi di Piero della Francesca e Museo di Casa Vasari:

“Studiosa rigorosa e appassionata, profonda conoscitrice del territorio e delle sue straordinarie testimonianze artistiche, Paola Refice lascia un’eredità culturale di grande valore ai musei aretini, che hanno beneficiato a lungo della sua competenza, della sua visione e del costante impegno profuso nelle attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale pubblico”.

Nata a Roma il 24 luglio 1956, Paola Refice si era laureata in Lettere con indirizzo storico-artistico il 4 luglio 1979 presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Alla solida formazione universitaria aveva affiancato il diploma della Scuola di Perfezionamento in Storia dell’Arte Medievale e Moderna e quello in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso la Scuola dell’Archivio di Stato di Roma, costruendo un profilo professionale di altissimo livello.

Entrata nello stesso anno nell’amministrazione statale, come funzionaria del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, aveva scelto fin da giovanissima la strada del servizio pubblico. Nella Soprintendenza aveva ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino a diventare Storico dell’arte direttore coordinatore, dirigendo il Servizio Beni Artistici e Storici della Soprintendenza BAAAS di Arezzo. Dal 27 novembre 1996 aveva inoltre svolto le funzioni di Segretario del Comitato di Settore per i Beni Artistici e Storici.

Nel corso della sua lunga carriera ha fatto parte di numerose commissioni e gruppi di lavoro ministeriali, occupandosi della ricognizione del patrimonio storico-artistico di proprietà dello Stato e di delicate questioni legate alla restituzione di beni culturali italiani detenuti all’estero. Negli ultimi anni aveva seguito da vicino anche la complessa vicenda dell’affresco staccato della Madonna del Parto di Piero della Francesca, prima in collaborazione con l’Avvocatura dello Stato e poi come consulente tecnico di parte nella causa promossa dalla Curia di Arezzo contro il Comune di Monterchi.

“L’Amministrazione Comunale di Monterchi esprime il più profondo cordoglio per la perdita di Paola Refice. Fra i molteplici incarichi e lavori di spessore, il suo impegno nel rapporto con il Comune di Monterchi è culminato nel supporto al progetto di riallestimento museale inaugurato nel 2018, un intervento che ha saputo donare un nuovo e prestigioso spazio museale al capolavoro di Piero della Francesca, garantendone la migliore conservazione e una fruizione moderna e coinvolgente. Il Sindaco e l’Amministrazione tutta si stringono con affetto e gratitudine alla famiglia”.

Di grande rilievo è stato il suo contributo alla gestione e alla valorizzazione dei musei del territorio. Fino al 2015 ha diretto i principali musei statali aretini, dal Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo alla Casa Vasari, dal Museo di Palazzo Taglieschi ad Anghiari alla Cappella Bacci, custode del ciclo pierfrancescano della Vera Croce. A lei si deve inoltre l’ideazione e la realizzazione del biglietto unico tra i musei statali di Arezzo, modello di gestione integrata che ha fatto scuola.

Il ricordo del Museo del Palazzo Taglieschi di Anghiari:
“Giunge la triste notizia della scomparsa di Paola Refice. Storica dell’Arte di chiara fama e già Soprintendente nel Lazio. A Paola Refice si devono importanti e innovativi studi sull’Arte e le Tradizioni popolari del territorio aretino. A lei si deve anche il rilancio del Museo di Palazzo Taglieschi; sotto la sua direzione si sono realizzate delle mostre del tutto originali per i temi trattati; l’immagine a corredo è la copertina del catalogo “Madonnine agghindate”, una di quelle a cui teneva maggiormente e che ricordava in ogni occasione d’incontro. Il Direttore Marco Musmeci e tutto il personale di Palazzo Taglieschi si stringono con sincero cordoglio ai suoi familiari e a chi l’ha conosciuta ed apprezzata. Quale segno di affetto, la direzione di Palazzo Taglieschi organizzerà un momento di ricordo e di commiato alla cara collega Paola”.

Il nome di Paola Refice resta indissolubilmente legato a Piero della Francesca, cui ha dedicato una parte centrale del suo impegno scientifico e istituzionale. È stata lei a dirigere il complesso intervento di restauro e di adeguamento antisismico della celebre Resurrezione di Sansepolcro, un cantiere di straordinaria delicatezza tecnica e valore simbolico per l’intera Valtiberina. Dal 2008 al 2019 ha inoltre presieduto la Fondazione Piero della Francesca, promuovendo attività di studio, restauri, mostre e iniziative di valorizzazione che hanno rafforzato il ruolo di Sansepolcro come centro di riferimento per gli studi pierfrancescani.

Sempre attenta anche ai contesti più fragili e decentrati, in Valtiberina – in particolare a Badia Tedalda – aveva progettato e realizzato interventi di messa in sicurezza delle robbiane, dimostrando una visione della tutela capace di coniugare eccellenza scientifica e responsabilità verso i territori minori.

Accanto all’attività istituzionale, Paola Refice ha svolto una intensa e apprezzata attività didattica. Ha insegnato presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte Medievale e Moderna della Sapienza, nei corsi di alta formazione in beni culturali organizzati a Cortona dalla Scuola Normale Superiore di Pisa, e presso le Università di Firenze, Macerata e Siena. Proprio nell’Ateneo senese, nella sede di Arezzo, era tuttora professore a contratto di Legislazione dei beni culturali e Legislazione internazionale dei beni culturali.

Tra i ruoli ricoperti, anche quello di direttore della Soprintendenza di Frosinone, Rieti e Latina, che trasmette il proprio cordoglio:

“Il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, per le province di Frosinone e Latina, Dott. Alessandro Betori, esprime a nome dell’Istituto e insieme ai colleghi tutti profondo cordoglio per la improvvisa scomparsa della storica dell’arte Paola Refice già Soprintendente del medesimo Istituto e si unisce al dolore della famiglia e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di collaborare con lei, ricordandola con affetto e stima. Studiosa appassionata, Paola Refice ha dedicato la propria vita alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale, lasciando un’impronta significativa attraverso restauri, mostre e iniziative scientifiche di alto profilo. Tra i suoi numerosi progetti, ricordiamo i restauri della Collegiata di Casalvieri, della chiesa di San Domenico a Collepardo e dei cicli pittorici medievali nelle chiese di San Felice Circeo, Arpino, Alatri e Anagni. Tra gli ultimi lavori seguiti personalmente, il restauro della Madonna di Costantinopoli con il riallestimento presso la chiesa di Santa Maria Maggiore ad Alatri, progetto al quale ha dedicato con cura e passione anche un volume di approfondimento. Ha inoltre sostenuto importanti attività di ricerca e scavo archeologico, tra cui gli interventi nell’ area di Tres Tabernae, contribuendo alla conoscenza e alla valorizzazione di un sito di rilevante interesse storico. Un’attenzione particolare ha rivolto anche alle aree colpite dal terremoto del 2016, dove ha promosso iniziative importanti come la mostra “Oltre una sorte avversa. L’arte di Amatrice e Accumoli dal terremoto alla rinascita”. Il suo impegno ha sempre unito rigore scientifico e una grande sensibilità verso le comunità locali. La sua scomparsa lascia un vuoto importante nel mondo della tutela e del patrimonio culturale. Presentando in data odierna la candidatura delle città erniche a Capitale italiana della cultura per il 2028, non si è potuto che constatare come molte delle iniziative della Soprintendenza si debbono al tuo fervido ingegno e all’ impegno per il patrimonio, cara Paola!”.

Dal 2008 aveva scelto Monte San Savino come residenza e qui, nel maggio scorso, aveva presentato il volume Giorgio Vasari. Pittore, architetto e scrittore, confermando fino all’ultimo il suo impegno nella divulgazione storico-artistica. Il sindaco di Monte San Savino, Gianni Bennati, ha sottolineato come Refice fosse

“profondamente legata alla comunità locale, partecipando con passione e riservatezza alla vita culturale del territorio”.

L’ex sindaca di Monte San Savino Margherita Scarpellini ricorda che

“a Paola Refice si devono importanti e innovativi studi sull’Arte e le Tradizioni popolari del territorio aretino. Anche Monte San Savino,dove viveva, ha avuto l’onore di due mostre da Lei curate di alto livello scientifico ” Andrea Sansovino profeta in patria” e “Niccolò Soggi Sansovino”. Sono profondamente addolorata per questa perdita e esprimo le mie più sentite condoglianze al marito Dino Gatta e ai figli”.

Nel messaggio di cordoglio diffuso congiuntamente dal Comune di Sansepolcro e dalla Fondazione Piero della Francesca si legge:

«Abbiamo appreso con profonda commozione la scomparsa di Paola Refice, già Presidente della Fondazione Piero della Francesca, che ha guidato la nostra istituzione con competenza e passione. Nel corso del suo mandato ha saputo offrire visione e dedizione, contribuendo in modo significativo alla valorizzazione dell’eredità artistica e culturale di Piero della Francesca. Il suo impegno costante, la sua autorevolezza e la sua sensibilità hanno rappresentato un punto di riferimento per tutti noi. Le siamo profondamente grati per il lavoro svolto e per l’esempio di serietà e amore per la cultura che ha lasciato in eredità alla Fondazione. In questo momento di dolore ci stringiamo con affetto alla sua famiglia e ai suoi cari, certi che la sua memoria resterà viva nella storia della nostra istituzione e nel ricordo riconoscente di quanti hanno avuto il privilegio di collaborare con lei».

Con la sua scomparsa, avvenuta improvvisamente all’età di 69 anni, Arezzo perde una studiosa di straordinario valore, una dirigente pubblica esemplare e una donna rigorosa e appassionata, convinta che la tutela dell’arte fosse prima di tutto un atto di responsabilità civica. Un’eredità profonda e indelebile, destinata a rimanere nella storia culturale del territorio.