Ambiente
Canale Maestro della Chiana: “Nessun abbattimento selvaggio, interventi regolari e programmati”
Il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno interviene per fare chiarezza in merito alle segnalazioni circolate negli ultimi giorni su presunti “abbattimenti selvaggi” lungo il Canale Maestro della Chiana, tra Ponte a Chiani e Ponte alla Nave, che secondo alcune ricostruzioni avrebbero addirittura messo a rischio la tenuta della sede stradale. La questione è stata sollevata dal Consigliere comunale di opposizione Michele Menchetti.
A smentire queste ipotesi è la presidente Serena Stefani, che precisa come “i lavori eseguiti rientrino in un intervento programmato e pienamente conforme alle normative vigenti. Nel pomeriggio odierno, i tecnici del Consorzio hanno effettuato un sopralluogo dettagliato sull’area interessata, documentando lo stato reale dei luoghi anche attraverso materiale fotografico, messo a disposizione per una valutazione oggettiva degli interventi”.
Il tratto interessato, classificato in seconda categoria, è stato oggetto di manutenzione per conto della Regione Toscana. Le operazioni hanno riguardato esclusivamente il taglio selettivo della vegetazione e la corretta gestione del materiale di risulta, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla DGRT 1315/2019. Particolare attenzione è stata riservata alle modalità operative e all’impiego dei mezzi, proprio per evitare qualsiasi danno alle strade e alle piste di accesso.
Dal Consorzio viene inoltre sottolineato come la manutenzione delle alberature sia stata effettuata nel periodo dell’anno consentito, al di fuori delle finestre temporali di tutela dell’avifauna nidificante, generalmente comprese tra marzo e giugno. Gli interventi sono stati preceduti da una programmazione accurata e da sopralluoghi con personale specializzato, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale.
“Nell’area in questione – chiarisce ancora Stefani – sono state rimosse soltanto piante già secche e sono state potate fronde ingombranti che potevano rappresentare un potenziale pericolo per la sicurezza della viabilità stradale e ferroviaria”.











