Disoccupati, sottoccupati, nuovi poveri e la direzione sbagliata della rabbia

. Inserito in #madecheseragiona

Con il termine inglese Working poor si indicano quelle persone che hanno un lavoro senza un minimo di tutela e di dignità, spremuti da un sistema capitalistico sempre più avido e cinico. Persone non più giovani, con un lavoro ma senza una vita, perché il lavoro si divora completamente la loro esistenza.

Molti di questi disperati per vivere fanno le consegne. Nuovi proletari a bordo di auto, furgoni, scooter e biciclette che sfidano il traffico cittadino a velocità sostenuta, spesso infrangendo le regole del codice della strada: possono guadagnare bene soltanto se corrono, se consegnano in orario. Vengono attratti con la prospettiva di un lavoro autonomo, ma per iniziare l’attività sono costretti a diventare padroni del mezzo, nella maggioranza dei casi acquistato a rate. L’inganno sta nel rapporto di lavoro non dipendente, il datore di lavoro è liberato da ogni responsabilità, mentre il lavoratore è stritolato da un meccanismo infernale fatto di 10/12 ore giornaliere a ritmi sempre più difficili da sostenere. Una volta l’operaio vendeva la sua forza lavoro, oggi vende il suo tempo e finisce per essere controllato dai padroni tramite scanner satellitari. Se ritarda o non consegna paga una penale e alla fine della giornata ha lavorato senza mettere in tasca un solo centesimo. Si stanno prendendo la nostra dignità, la nostra libertà, la nostra stessa esistenza. Anche per quello che riguarda il lavoro dipendente non siamo messi meglio, difficile trovare un datore di lavoro che non se ne approfitti. Le paghe sono sempre da fame se rapportate al resto dell’Europa, gli orari di lavoro vanno sempre oltre le otto ore ma gli straordinari spesso sono un miraggio. Chi osa ribellarsi viene messo alla porta, fuori c’è un esercito di disoccupati pronti a tutto pur di mettere insieme un salario se pur misero. Le persone che vivono sotto la soglia di povertà aumentano ogni anno: nel 2008 i poveri erano il 3,9% della popolazione, oggi superano abbondantemente il 9%. L’ex presidente della repubblica Sandro Pertini, definito pochi giorni fa un assassino da un consigliere della Lega di Massa, un giorno disse una grande verità: “gli affamati ed i disoccupati sono il materiale con il quale si edificano le dittature”. Il momento che stiamo vivendo mi fa paura, vedo molta rabbia in giro per le strade, ma c’è chi abilmente la manipola e la dirige nella direzione sbagliata. Svegliamoci prima che sia troppo tardi.

Tags: Lavoro povertà

Massimo Gianni

Massimo Gianni

giornalista iscritto all’Ordine dal 1988, collabora con testate giornalistiche televisive e radiofoniche.