La crisi inarrestabile delle librerie, ecco perché continuano a chiudere Ar24Tv

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Ha fatto rumore la chiusura della seconda libreria più antica d'Italia. Dopo 198 anni di storia a Torino chiude i battenti la Libreria Paravia. È uno stillicidio inarrestabile: dal 2012 ad oggi sono scomparsi in Italia 2.332 punti vendita di libri.

Ne parliamo con Gaimpiero Bracciali, titolare della libreria "Il viaggiatore immaginario"

Dati inquietanti che rappresentano un problema per la nostra democrazia, ovvero lasciare 13 milioni di italiani senza la possibilità di acquistare un libro se non via internet. Se per i giovani questo non costituisce un problema, per la popolazione anziana, che ha poca dimestichezza con le nuove tecnologie, c'è sempre meno possibilità di informarsi, di accrescere la cultura e approfondire le idee.

Oltre alle librerie chiudono i battenti anche le edicole, una emorragia senza fine: nel 2001 erano più di 36mila, oggi ne sono rimaste appena 15.876. In Italia già il numero degli italiani che leggono non si schioda da quello di 17 anni fa, dati sconfortanti, solo 4 italiani su 10 leggono almeno un libro all'anno. Il raffronto con il resto dell'Europa è impietoso.

C'è una legge che è stata approvata dalla Camera e adesso giace da tre mesi in Senato in attesa di discussione. All'interno di questa legge ci sono misure che dovrebbero salvaguardare le librerie e frenarne la desertificazione, come l'istituzione dell'albo delle librerie di qualità e l'ampliamento dei limiti di spesa per dar modo ai librai di usufruire del credito d'imposta. Ma il passaggio più importante della norma riguarda il ridimensionamento dal 15% al 5% dello sconto massimo che può essere praticato sui libri nuovi venduti nelle librerie, per corrispondenza e attraverso internet. Infatti le librerie indipendenti se la devono vedere con Amazon e con le grandi catene che impongono sconti del 15 per cento ancor prima dell'uscita del libro.

Se non vogliamo assistere alla Caporetto della cultura italiana è indispensabile che questa legge venga approvata il prima possibile.

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Massimo Gianni

Massimo Gianni

giornalista iscritto all’Ordine dal 1988, collabora con testate giornalistiche televisive e radiofoniche.