Settore orafo e metalmeccanico, l'allarme: richieste cassa integrazione in aumento

Le criticità di aziende orafe e metalmeccaniche sul tavolo del comitato di zona FIM CISL Arezzo

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Si è svolto ieri il Comitato di Zona della Fim Cisl di Arezzo. Un momento di confronto molto partecipato che è stata l’occasione per fare il punto sull’andamento del lavoro sul territorio tra criticità passate, presenti e future. Centrale la presenza al fianco della Segretaria Fim Cisl di Arezzo, Ilaria Paoletti, della Segretaria della Cisl aretina Silvia Russo, del Segretario regionale Fim Toscana Alessandro Beccastrini e della presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai Martini.

Sono più di 3500 le aziende metalmeccaniche e orafe della provincia. La maggior parte di piccole, piccolissime dimensioni. Forte è l'attenzione sindacale su come il territorio sta affrontando questo periodo che mette a dura prova imprese e lavoratori.

“Aumento dell'inflazione, caro energia, mancanza di materiali, aumento dei costi e conseguente riduzione degli ordinativi hanno portato nelle ultime due settimane ad aumentare le richieste di cassa integrazione - sottolinea Paoletti - nello specifico la maggior parte di queste richieste arrivano da aziende orafe e fabbricazione di prodotti in metallo. C’è poi preoccupazione anche tra le aziende energivore - prosegue Paoletti - alcune delle quali o sono già o ragionano di cassa integrazione".

Non si esclude sia solo l'inizio e già c'è chi parla nel 2023 di una nuova recessione.

"Salvaguardare l'occupazione e il salario dei lavoratori - ha incalzato Paoletti - anche e non solo principalmente attraverso la contrattazione di secondo livello è la nostra priorità immediata”.

L’appello della Fim Cisl di Arezzo è stato anche rivolto affinché non si spengono i riflettori sulla più grande vertenza di questo territorio: quella che riguarda la Fimer e che sta ancora attraversano la procedura concorsuale.

“Siamo in attesa dell’adunanza dei creditori che si terrà a marzo 2023. Se c’è bisogno di un intervento pubblico siamo favorevoli, a partire dai settori strategici del Paese”.

Le altre criticità evidenziate e che diventeranno priorità di azioni sindacali future riguardano il mancato reperimento del personale.

“Le aziende non trovano personale. I motivi sono molteplici. È sbagliato pensare che la risposta sia perché ad esempio i giovani non hanno voglia di lavorare - ha spiegato Paoletti. Per la Fim Cisl, il mondo del lavoro sta cambiando, le esigenze e i bisogni dei lavoratori soprattutto dei giovanissimi stanno cambiando. Formazione, crescita professionale, conciliazione vita lavoro e riduzione dell’orario di lavoro oggi sono le nuove priorità - ha commentato Paoletti - tutto ciò, insieme al giusto inquadramento e riconoscimento economico, portano le persone a scegliere un'azienda piuttosto che un’altra”.

Presente all’incontro sindacale anche la presidente della Provincia di Arezzo.

“Ringrazio la Fim Cisl per avermi invitata a fare il punto sulle situazioni aziendali a livello provinciale e sulle necessità del futuro - ha esordito Silvia Chiassai Martini. Sono fermamente convinta che le eccellenze produttive in diversi settori meccanico, elettronico, orafo, moda ecc, debbano essere concretamente tutelate da Regione e Governo. Intanto la Provincia, pur non avendo deleghe, si sta impegnando ormai da alcuni anni per cercare di offrire percorsi formativi legati alle scuole secondarie superiori e corsi Its, calibrati in base alle necessità delle aziende, affinché il nostro indotto, che continua a crescere anche in un momento storico così complicato, possa avere presto a disposizione le maestranze che oggi non riesce a individuare sul mercato. Questo serve per sostenere il futuro sviluppo delle nostre imprese e per dare opportunità di lavoro ai nostri giovani. Questo è l’impegno più forte sul quale tutti, istituzioni, sindacati e aziende, dobbiamo lavorare perché la nostra economia cresca in maniera solida e le nostre aziende restino attaccate al nostro territorio, perché qui hanno e potranno avere maestranze altamente specializzate. Tanto c’è da fare anche sulla parità di genere per quanto riguarda le opportunità lavorative e la parità salariale, un cammino in salita che parte dal piano culturale e che solo con una sinergia ed una strategia condivisa tra tutti gli attori, è possibile pensare di contribuire al futuro sviluppo delle nostre aziende e di posti di lavoro per i nostri figli. La Provincia - ha concluso Chiassai Martini - continuerà ad essere al fianco dei sindacati e delle aziende facendo la propria parte”.

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