Gkn vertenza simbolo, Nardini: “Inaccettabile atteggiamento proprietà”. Giani: "In piazza tutta la Toscana"

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Si è svolta stamani a Campi Bisenzio (Fi) la manifestazione “Insorgiamo con i lavoratori della Gkn” a sostegno dei 422 lavoratori dello stabilimento di Campi licenziati con una mail dal fondo britannico Melrose, proprietario dell'azienda, che ha annunciato la chiusura del sito produttivo.

Circa 2.000 persone più i passanti secondo la Questura, oltre 7mila secondo le stime degli operai. Tanti hanno sfilato sabato mattina per continuare a tenere alta l’attenzione sulla vertenza Gkn di Campi Bisenzio in provincia di Firenze e sui suoi circa 500 dipendenti (422 della Gkn, 80 delle ditte in appalto). Intorno alle 9.30 il raduno davanti ai cancelli dello stabilimento, poi il corteo si è mosso nelle strade nei pressi del centro commerciale I Gigli: migliaia i partecipanti in rappresentanza anche di altre aziende, toscane e non, come quelli della Sammontana di Empoli o gli operai Fca di Melfi in Basilicata e Pomigliano d'Arco in Campania. Presenti, tra gli altri, anche il leader delle Sardine Mattia Santori (a titolo personale), il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, che ha chiesto al governo di dare “seguito agli impegni presi“ e altri primi cittadini della piana fiorentina, oltre a lavoratori e rappresentanti di categoria provenienti da province di tutta la Toscana. Alla manifestazione ha partecipato anche l’assessore regionale al lavoro Alessandra Nardini: “Serve una vera trattativa – ha detto Nardini. All'incontro in Prefettura l'atteggiamento della proprietà è stato inaccettabile. Serve ritirare i licenziamenti, questa vertenza é nazionale e non molleremo”.

“Ho voluto scendere in piazza a fianco degli operai perché con me oggi è scesa idealmente in piazza tutta la Toscana”. Anche il presidente della Regione Eugenio Giani ha sfilato stamattina alla manifestazione organizzata a Campi Bisenzio per protestare contro “un atteggiamento arrogante e non accettabile”, come ha detto sempre lo stesso Giani.

Giani ha poi aggiunto che “i diritti fondamentali, come il lavoro, non si possono toccare. Ma soprattutto non con una modalità del genere. 422 operai licenziati con una email, e con loro le rispettive famiglie. Oltre a quelle degli altri lavoratori dell’indotto che hanno perso il lavoro. E soprattutto non per problemi produttivi, bensì finanziari. La Toscana si sta attivando per costringere la proprietà a sedersi ad un tavolo. Ripeto, un atteggiamento del genere, offensivo della dignità di queste persone, non possiamo ammetterlo e faremo tutto quello che è possibile per scongiurare questa situazione drammatica”.

Presente al corteo anche la segretaria nazionale Fiom Cgil, Francesca Re David, secondo cui “questo non è uno sciopero, ma una manifestazione che dà il senso che questa sta diventando una vertenza simbolo“.

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