Dacia Maraini: "Pasolini ha avuto una visione profetica sull'Italia" Ar24Tv

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Nel centenario della nascita di Pasolini, la scrittrice Dacia Maraini con “Caro Pier Paolo” dedica all’amico un memoir pieno di ricordi, di esperienze, di idee, in forma di lettere aperte. Il libro presentato al Circolo Artistico di Arezzo.
Una grande scrittrice, Dacia Maraini, intervistata da un grande scrittore, Paolo Ruffilli. Al Circolo Artistico di Arezzo, su iniziativa dell'Associazione Scrittori Aretini Tagete, un incontro per parlare di Pier Paolo Pasolini e del bellissimo libro "Caro Pier Paolo", una lucida elegia in cui Dacia mette a a fuoco il ricordo dell'intellettuale, dell'uomo, dei momenti creativi, dei viaggi, ritraendo un'intera epoca letteraria e sociale. Sala affollatissima, silenzio religioso durante tutta la serata, rotto solo da applausi tra una risposta e l'altra. Simon Pietro Palazzo ha portato il saluto dell'Amministrazione Comunale e Provinciale. "Un momento di vera letteratura che l'Associazione Tagete è lieta di aver realizzato per la città". 

Caro Pier Paolo

(ed. Neri Pozza) - Dacia Maraini
 
Pier Paolo Pasolini è un autore di culto anche per i più giovani. La sua è stata una vita fuori dagli schemi: per la forza delle sue argomentazioni, l’anticonformismo, l’omosessualità, la passione per il cinema, la sua militanza e quella morte violenta e oscura. Sono passati cento anni dalla sua nascita, e quasi cinquanta dalla sua scomparsa. Eppure è ancora vivo, nitido, tra noi, ancora capace di dividere e di appassionare. Di quel mondo perduto, degli amici che lo hanno frequentato, della società letteraria di cui ha fatto parte, c’è un’unica protagonista, che oggi ha deciso di ricordare e raccontare: Dacia Maraini. Dacia Maraini è stata una delle amiche piú vicine a Pier Paolo. E in queste pagine la scrittrice intesse un dialogo intimo e sincero capace di prolungare e ravvivare un affetto profondo, nutrito di stima, esperienze artistiche e cinematografiche, idee e viaggi condivisi con Alberto Moravia e Maria Callas alla scoperta del mondo e in particolare dell’Africa. Maraini costruisce questa confessione delicata come una corrispondenza senza tempo, in cui tutto è presente e vivo. Nelle lettere a Pier Paolo che definiscono l’architettura narrativa del libro hanno un ruolo centrale i sogni che si manifestano come uno spazio di confronto, dove affiorano con energia i ricordi e si uniscono alle riflessioni che la vita, il pensiero e il mistero sospeso della morte di Pasolini ispirano ancora oggi all’autrice. Lo stile intessuto di grazia e dolcezza, ma anche di quella componente razionale e ferma, caratteristica della scrittura di Dacia, fanno di questo disegno della memoria che unisce passato, presente e futuro non solo l’opera piú significativa, ma l’unica voce possibile per capire oggi chi è stato davvero un uomo che ha fatto la storia della cultura del Novecento.

Dacia Maraini

Dacia Maraini, figlia dell’orientalista Fosco e di Topazia Alliata di Salaparuta, discendente da una nobile famiglia siciliana, trascorse l’infanzia in Giappone. Ritornata in Italia, dopo un periodo a Bagheria, raggiunse il padre a Roma, ormai separato dalla madre. Nel 1957 fondò insieme ad altri la rivista letteraria «Tempo della letteratura». È stata a lungo compagna di Alberto Moravia. Tutte le sue Opere sono raccolte in un Meridiano di recente pubblicazione. Con la raccolta di racconti Buio (1999) si è aggiudicata il Premio Strega. Con La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990), tra i romanzi italiani più venduti degli ultimi decenni, ha vinto il premio Campiello.

 

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Massimo Gianni

Massimo Gianni

giornalista iscritto all’Ordine dal 1988, collabora con testate giornalistiche televisive e radiofoniche.