“Gocce di Medioevo” racconta artisti e opere della scuola pittorica aretina

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Mercoledì 9 giugno è in programma il secondo incontro della rassegna digitale di Silvia Salvadori. L’appuntamento proporrà un viaggio tra 1200 e 1300 per spiegare la fioritura della pittura ad Arezzo

AREZZO – La scuola pittorica aretina tra il 1200 e il 1300 è il tema del secondo appuntamento di “Gocce di Medioevo”. Questa rassegna digitale, tenuta dall’artista Silvia Salvadori, si sviluppa attraverso approfondimenti mensili sulla pagina facebook “Bottega d’Arte Toscana” che trattano temi e curiosità relative alle antiche tecniche dell’arte medievale con l’obiettivo di proporre un percorso tra i saperi e le tradizioni dei secoli scorsi. Il nuovo focus avrà come titolo “L’eccezionale fioritura della scuola pittorica aretina” ed è previsto per le 10.30 di mercoledì 9 giugno quando verrà condiviso un viaggio tra personaggi e vicende di un momento storico in cui Arezzo era un punto di riferimento per l’arte e per l’architettura.

Le parole di Salvadori si concentreranno sul medioevo aretino quando la città conobbe un periodo di splendore e di fioritura che ha trovato il proprio fulcro prima nel Duomo Vecchio sul colle del Pionta dove hanno operato tanti grandi artisti e poi nell’azione di alcuni celebri vescovi che hanno contribuito allo sviluppo artistico locale. Un approfondimento particolare sarà rivolto alle tecniche utilizzate dalla scuola pittorica aretina e alla presentazione dei principali protagonisti del tredicesimo e del quattordicesimo secolo, a partire da Margarito con la sua produzione di crocifissi e di Madonne con Bambino fino ad arrivare a Spinello Aretino che è riconosciuto tra i principali pittori del medioevo toscano. «Arezzo è stato un centro fiorente per l’arte e per l’architettura, dunque dobbiamo guardare con rinnovato orgoglio al nostro passato - spiega Salvadori che, dal suo laboratorio Bottega d’Arte Toscana in via Bicchieraia, è impegnata nello studio e nella valorizzazione di questo particolare periodo storico. - La città vantava un movimento di scuole e botteghe dove hanno operato alcuni dei maggiori artisti medievali e dove hanno visto la luce opere di eccezionale pregio, andando a configurare una vera e propria scuola pittorica aretina che faremo conoscere e racconteremo nel secondo approfondimento di “Gocce di Medioevo”».

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