“Le avventure di Pinocchio”, spopola la traduzione in badiano Ar24Tv

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Le avventure di Pinocchio”, un libro universale e non solo perché è stato tradotto in 260 lingue e dopo “Alice nel Paese delle Meraviglie” e “Il Piccolo Principe” è il più conosciuto e il più amato al mondo. E’ un libro universale perché può essere letto in tanti modi, può avere tante interpretazioni, è favola ma anche tanto di più

Dall’Ottocento le avventure del burattino di legno di Carlo Lorenzini, riescono a parlarci ancora con freschezza, con temi di una cocente attualità come il rapporto tra realtà e bugia, per esempio, sul quale avremmo molto da approfondire purtroppo.

Oggi questo libro può vantare anche un altro primato mondiale, ovvero quello di essere stato tradotto in una lingua minoritaria, il badiano.

Il badiano, cioè il dialetto toscano che si parla nel paese di Badia Prataglia, ha delle caratteristiche particolarissime, perché il paese ha sempre vissuto a cavallo tra due mondi ed i suoi abitanti hanno da sempre sviluppato forme linguistiche e modelli di vita del tutto eccezionali rispetto al resto del Casentino. I badiani sono un popolo, una tribù, un’enclave a tutti gli effetti.

La cosa eccezionale è che la traduzione di tutto il libro di Pinocchio fu messa a punto negli anni Ottanta dal maestro Mirio Marri, un uomo di grande cultura e appassionato di letteratura classica, che, prima di passare a miglior vita, decise di tradurre il capolavoro in badiano per i suoi studenti e non solo.

La copia, tradotta e battuta interamente a macchina, fu lasciata in eredità ad un suo amico ed ex scolaro, Valter Tacconi.

Dal 1981 ne è passata di acqua sotto i ponti e anche qualcosa di più. C’è voluta una pandemia e l’avvento di un nuovo mondo perché quella traduzione fosse valorizzata dagli abitanti del paese.

E’ un’altra magia di Pinocchio, l’unico che può fare queste cose.

Gianfranco Bronchi e Barbara Maccari, due abitanti di Badia Prataglia un po’ particolari (il primo è tornato nel paese dopo la pensione e Barbara lo ha scelto come sua culla), hanno pensato per strade diverse di valorizzare questa traduzione. Hanno passato tre mesi a riguardare le bozze e a prendere contatti.

Così hanno coinvolto la Pro-loco e quindi tutto il paese, compresi i bambini delle elementari che hanno realizzato, grazie all’insegnante Elena Tacconi, i disegni per un libro che oggi ha tutte le caratteristiche per diventare un caso editoriale anche oltre il Casentino, come fece a suo tempo la versione in dialetto piacentino.

Qui il primato è ancora più grande, se vogliamo essere pignoli e anche un po’ di parte, perché quello badiano è una lingua minore e non un vero dialetto regionale.

e te chi ttu se’? I’ so’ Pinocchio” riporta nella sonorità di questa lingua speciale, un capolavoro e se proprio dobbiamo esagerare, alcune parti sono ancora più divertenti di quelle scritte da Lorenzini, che pure aveva scelto un linguaggio freschissimo, parlato e toscanissimo.

Chi ama leggere sa che i libri servono ad estendere noi stessi oltre le loro pagine e a fare altro. Dopo il libro, dunque, arriva il sogno.

La vendita del libro, nell’immediato, servirà a rendere più bella ed accogliente l’area verde dei bambini del paese che poi sarà utilizzata da tutti i turisti, ma anche dai visitatori ed escursionisti.

Poi il libro sarà un modo per riportare questo splendido paese al centro di un interesse generale: è un paese montano che resiste in maniera eroica allo spopolamento; il paese più popoloso del parco, il paese che vuole ritornare ad essere centro turistico di qualità.

Da maggio il libro sarà esposto nel museo che si trova all’interno del Parco di Pinocchio dedicato al famoso burattino, un grande onore per tutti i badiani e per il Casentino.

Inoltre la Pro-loco è stata invitata ufficialmente al compleanno di Pinocchio che quest’anno, causa covid19, si festeggerà a Collodi il 29 di maggio.

 

 E’ importante soffermarsi su un’altra opera d’arte nell’opera d’arte, cioè la copertina. Quella di  “e te chi ttu se’? I’ so’ Pinocchio”, è stata realizzata dall’artista badiano Armando Tacconi, pittore e scultore apprezzato ben oltre i confini regionali che ha donato a questo testo la giusta importanza, riportando in quella prima pagina meravigliosa, la bellezza del legno, materia prima di questo paese che è stato forgiato dal legno, dal fresco delle foreste dall’asperità della vita in montagna e dalla bellezza dei suoi paesaggi.

Edito da AGC, il libro si può acquistare in tutti i negozi di Badia Prataglia e presto anche nelle librerie di Poppi e Bibbiena.

Non posso dirvi “E’ uscito…” bensì “Ell’è scappo”, il libro di Pinocchio in badiano.

 Buona lettura a tutti.

Tags: Badia Prataglia Pinocchio

Rossana Farini

Rossana Farini

Dal Casentino con stupore... o almeno ci provo.
Giornalista pubblicista da oltre vent'anni, insegnante di "Philophy for children and for community", copywriter e una passione bruciante per la lettura e le storie delle persone.