Giovani imprenditori, sospesa l'unica misura di aiuto della Regione. Paffetti: "Ripristinare subito"

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“L'unico intervento a sostegno della nascita di imprese per giovani e donne nella nostra regione è stato sospeso, costringendo molti aspiranti imprenditori a rimettere nel cassetto le proprie idee e sogni”, scrive in una nota la presidente provinciale dei giovani imprenditori di Confartigianato, Laura Paffetti.

Con una delibera di Giunta la Regione Toscana ha infatti sospeso a far data dal primo novembre la presentazione delle domande per aver accesso al fondo di microcredito "Creazione di impresa giovanile, femminile e di destinatari di ammortizzatori sociali".
“Certamente si trattava di una misura di modesta entità, ma comunque uno strumento semplice ed efficace. La misura prevedeva infatti l'accesso a finanziamenti a tasso zero fino a 24mila 500euro”, sottolinea Paffetti.
“La tempistica con la quale questa sospensione è stata annunciata è particolarmente penalizzante: gli ultimi mesi dell'anno quelli in cui, normalmente, si pianifica l'avvio di una attività per l'inizio dell'anno successivo. La scadenza era prevista per il prossimo 31 gennaio, oggi questo decreto chiude la porta in maniera improvvisa e anticipatamente a tutta una serie di iniziative”, aggiunge la presidente dei giovani imprenditori.
“Mentre nella Regione Marche ed Emilia Romagna strumenti come questo sono stati salvaguardati ed implementati, in Toscana ci troviamo a doverci confrontare con l'assenza di sostegni semplici ed immediati per l'avvio di piccole imprese. E' per questo che chiediamo il veloce ripristino della misura ma anche un suo potenziamento. Accanto al finanziamento a tasso zero, divenuto interessante in questa fase di rialzo dei tassi di riferimento, chiediamo di introdurre una componente a fondo perduto come avviene in altre realtà regionali e di incrementare l’importo degli investimenti ammissibili che attualmente sono realmente insufficienti. E infine chiediamo di superare il limite previsto dalla scorsa normativa che non consentiva di fatto l'ammissibilità di progetti relativi all'acquisto di aziende preesistenti in quanto non ammetteva all'agevolazione d'avviamento commerciale”, conclude Paffetti, così da salvaguardare il patrimonio di competenze e di relazioni commerciali di chi ha concluso il suo percorso imprenditoriale e farle diventare la base per nuove iniziative di successo.

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