Caro bollette e inflazione: corsa contro il tempo per evitare una strage di attività

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Confesercenti preoccupata per il passo indietro registrato nei consumi e per le prospettive negative per le imprese e per le famiglie. Il caro bollette è ormai insostenibile e la preoccupazione è che si protragga sul Natale insieme all'inflazione che continua a frenare i consumi. Landini: “prospettive negative per famiglie e imprese. Servono misure urgenti”.

La riduzione del potere d’acquisto delle famiglie” commenta il presidente di Confesercenti Mario Landini “si tradurrà infatti in una brusca frenata dei consumi. Con gli attuali livelli di inflazione, la spesa diminuirebbe di 2,5 miliardi rispetto al terzo trimestre 2022”.
La stima di Confesercenti è preoccupante. “Secondo rilevazioni Ipsos per Confesercenti” puntualizza il presidente Mario Landini “il 73% degli italiani ha difficoltà, o non riesce affatto, a far fronte all’aumento delle bollette energetiche. Addirittura il 92% prevede di tagliare la propria spesa, a partire da quelle per ristoranti, bar, vacanze e abbigliamento. Un pesante ridimensionamento quindi del benessere delle famiglie, che devono ridurre la spesa e la gamma dei beni e servizi acquistati per far fronte all’aumento dei prezzi di energia e alimentari. A rimetterci inevitabilmente saranno anche le imprese, che si trovano schiacciate tra l’aumento dei costi per la luce e il gas, e il rallentamento dei consumi”.
Doppia quindi la beffa per le attività economiche, per le quali servono misure urgenti. Tra le proposte di Confesercenti, c'è la richiesta avanzata a livello nazionale dall'associazione di categoria per chiedere al Presidente del Consiglio non solo un tetto alle tariffe di luce e gas, sulla base dei costi medi del 2021, ma anche per mettere a disposizione delle imprese finanziamenti a tasso zero, garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia, con rateizzazioni a 5 anni, per poter pagare le bollette.
L'esorbitante caro bollette stanno spegnendo le prospettive sul futuro di tante imprese del terziario. “L’energia è un bene primario” chiosa Landini “che sta alla base dello svolgimento di ogni attività economica. Se questa si trasforma in bene raro, distrugge la rete delle imprese e mette in crisi la coesione sociale. Dobbiamo subito fare qualcosa senza ulteriori indugi”.

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