L'onda lunga della guerra si abbatte sull'export aretino. Vannetti: "Perso il 30% verso Russia e Ucraina"

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I dati della Cciaa sul settore, già in chiaroscuro, rischiano di vedere un vero e proprio crollo a seguito del conflitto ucraino.

L’onda lunga del conflitto in Ucraina sta colpendo pesantemente il sistema economico italiano e quindi pesa fortemente sull’export aretino, visto che Arezzo vanta una fortissima vocazione alle esportazioni . “Come spesso accade – spiega in proposito il presidente di Confartigianato Arezzo, Ferrer Vannetti -  le prime a risentirne maggiormente sono le micro e piccole imprese della filiera artigianale che noi rappresentiamo e purtroppo gli effetti deflagranti di questo conflitto li misuriamo ogni giorno. A dispetto di quanto si possa essere portati a pensare, ne risente il sistema economico nel suo complesso, tanto più che la nostra economia è sostanzialmente di filiera, per cui occorre tenere conto dei costi crescenti di elementi decisivi quali energia, trasporti, materie prime e nel nostro caso la quotazione dell’oro. In questa situazione i rischia lo stop delle esportazioni”.
Vannetti tiene ovviamente conto, nella sua valutazione, della situazione complessiva dell’export dai nostri territori secondo i dati appena fornita dalla Camera di Commercio e riferiti al 2021, per cui ancora una volta la principale voce dell'export sono i metalli preziosi: nell'anno 2021 i flussi verso l'estero sono stati pari a poco più di 5 miliardi di euro, in diminuzione di oltre 2 miliardi di euro in termini assoluti e del -28,3% in termini percentuali. Un dato fortemente negativo anche se rispetto al 2019 la variazione è ancora positiva (+18,8%). Andamento opposto invece per gioielleria e oreficeria con 2 miliardi e 535 milioni una crescita del +73,5% rispetto al 2020 e del 23,5% rispetto al 2019.  E’ un risultato positivo determinato da una forte crescita del volume delle vendite ed in misura molto minore, rispetto al passato, del prezzo dell’oro. Nel 2021 il prezzo dell’oro è infatti cresciuto dell’1,6% nelle quotazioni in dollari mentre è diminuito dell’1,8% in quelle in euro.
“Ma lo scenario anche qui sta peggiorando a causa del conflitto  – commenta in proposito Vannetti -  visto che la crescita delle quotazioni dell’oro si sta impennando e nei primi due mesi del 2022 il prezzo dell’oro è cresciuto dell’8,2%”.
Dai dati della Cciaa il comparto della moda è quello che appare più in difficoltà tra le specializzazioni manifatturiere della nostra provincia, con una variazione del -35;8% rispetto al 2020 e del -29,8% rispetto al 2019, ed anche questo, secondo il presidente di Confartigianato Arezzo “è un dato non certo destinato a migliorare almeno fino a quando lo scenario internazionale sarà quello drammatico che stiamo vivendo”.
In generale, approfondisce Vannetti, “lo scorso anno l’export verso la Russia ha pesato per 7,7 miliardi, mentre quello verso l’Ucraina per 2,1 miliardi. Questo ultimo valore registra quindi un aumento del 20% delle esportazioni verso il Paese invaso. Di contro, adesso, secondo i primi dati a disposizione di Confartigianato Nazionale, per via del conflitto, abbiamo perso il 30% del valore dell’esportazione verso questi Paesi. Il comparto della moda ha addirittura perso il 42%, mentre quello dei macchinari il 26. Se teniamo presente che il 35% del totale delle esportazioni è operato dalle imprese artigiane è evidente la gravissima crisi che stiamo vivendo”.
“Noi come Confartigianato Arezzo stiamo facendo tutto il possibile per aiutare le imprese che si rivolgono a noi, anche grazie al nostro servizio di consulenza avanzata per l’export, il  Gruppo Internazionalizzazione di Confartigianato Imprese Arezzo avviato da qualche mese per riagganciare la ripresa post Covid che si sarebbe dovuta realizzare in assenza di questo conflitto inatteso e gravissimo”. Lo spiega Alessandra Papini, Segretaria generale di Confartigianato Arezzo, che ricorda come “il servizio Esportiamo è nato rivolto alle aziende che intendono promuovere o rafforzare la loro presenza sui mercati esteri attraverso la consulenza di un Temporary Export Manager che in stretta collaborazione con il titolare dell’azienda, avvia le attività necessarie allo sviluppo e alla gestione della dimensione internazionale dell’impresa. Servizio che in questa situazione difficilissima  diventa sempre più strategico e delicato”.

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